L’Albatro
La Democrazia: un fragile campo di grano. Gli spaventapasseri posti in mezzo al campo non spaventano più nessuno, non sono più capaci garanti. Corvi neri dagli alberi si gettano sul campo e ne fanno razzia, ne fanno scempio.
L'Albatro.
L'Albatro. Eccomi. Grande uccello marino, rapido al volo, a svettare nel cielo. La mia moralità è consostanziale all'aria, alta, pura. La ragionevolezza è un fragile mirto da custodire. Io sono l'uccello che si alza ogni qualvolta morale, ragionevolezza e democrazia vengono violati da affermazioni immonde, frasi deliranti, comportamenti che calpestano l'etica e la convivenza. Quando ciò avviene, quando un uomo politico, un giornalista, un intellettuale o l'uomo della strada mette sotto ai piedi l'alto valore dei principi sopra detti mi alzo in volo, e volo, volo fino a raggiungerlo, e quando lo raggiungo, dall'alto cago.
Dall'alto cago, litri di merda, liquame delle mie interiora. Caldo sterco che immonda l'immondo. Il mio è un apparato escretore tanto giusto quanto la mia voglia di libertà. Dall'alto cago su chi fa scempio del buon senso. Io sono l'Albatro, l'uccello che vendica gli affronti alla morale e alla civiltà.
Ogni volta che riceverò segnalazione mi alzerò. Aiutatemi a raccogliere frasi e affermazioni che palesemente stonano coi principi di legalità, democrazia e intelligenza, aiutatemi! Denunciate con me, con me volate verso i dispensatori quotidiani di cazzate e con me, attraverso me, offrite la giusta risposta. Io sono L'Albatro e sull'immondo CAGO!
New York secondo Vasso
Gentilmente concesse da Vasso, pubblico altre foto della "Grande Mela"
Aggiungo i link di due foto panoramiche
panoramica Manhattan
panoramica Brooklyn
Roll the dice
Dopo il "tranquillo" dibattito politico di ieri sera, youtube ha deciso di farmi trovare questo filmato...
Per gli assenti.
A parte divagazioni sul tema, la discussione era incentrata su come venir fuori da questa situazione di "vuoto della politica"
ognuno diceva la sua, ma il nostro "Generalissimo" puntava molto sul fare, fare, fare.
Poesia dal brindisi cal va ad travers
Un brindisi al bello e al brutto, al dritto e allo storto, un brindisi nell'allegrezza velato di melanconica bonomia.
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
Ricordando Jaco
Solo poche righe per ricordare, o magari far conoscere, uno dei più grandi talenti musicali di sempre.
Video Shock
Scusate ma non ce l'ho fatta a trattenermi, ed ho quindi sentito il bisogno di sottoporvi questo video perchè non so se i media italiani l'hanno fatto. Si tratta di un incontro del Senatore John Kerry con studenti universitari americani.
La prima regola del Fight Club è che non si parla del Fight Club.
Ecco Tyler Durden, il nostro doppio anarchico, lucido e pazzo che ci smuove le interiora; che proclama la libertà con tutto il dolore che è necessario per raggiungerla; che obbliga a svestirsi delle mille cianfrusaglie quotidiane; che invita al combattimento; che crea il Fight Club, con le sue regole, di cui non si deve parlare. E come di tutte le cose di cui non si deve parlare, represse in noi, sommerse e nascoste, eccolo esplodere il fight club, ecco che la gente comincia a volerlo, perchè la lotta è prima di tutto nelle forze centrifughe alla base della nostra interiorità, dei nostri dubbi, della nostra lucidità. La prima regola del Fight Club è che non si parla del Fight Club. Ave, Tyler.
Brani tratti da Fight Club di Chuck Palaniuk, Mondadori, 1996
"Se non sai quello che vuoi finisci con un mucchio di roba che non vuoi.
Possa non essere mai completo.
Possa non essere mai soddisfatto.
Possa non essere mai perfetto.
Liberami, Tyler, dall'essere perfetto e completo."
"Un minuto era abbastanza, ha detto Tyler, c'era da lavorare duro per ottenerlo, ma un minuto di perfezione valeva la fatica. Un momento era il massimo che ci si poteva aspettare dalla perfezione".
Stato di Paura
La politica della paura è sostenuta dalle notizie e dalla cultura popolare, facendo emergere la paura e la minaccia come tratti tipici dell'intrattenimento che, sempre più, prendono piede nella vita privata come esperienza mass-mediatica, ed è questa una cornice di riferimento divenuta abituale per il pubblico e per gli individui. Simili alla propaganda, i messaggi sulla paura sono ripetitivi, come stereotipi di minacce esterne e soprattutto si riferiscono al sospetto e agli altri come "cattivi". Questi messaggi risuonano di panico morale, con la conseguenza che si deve far qualcosa non solo per sconfiggere un nemico specifico, ma anche per salvare la civiltà. Dato che tutto è a rischio, ne consegue che si devono prendere misure drastiche, che compromettono la libertà individuale e perfino le convinzioni sui "diritti", i limiti di legge e l'etica devono essere "giustificati" e tenuti in sospeso a causa della minaccia.
da: Creating Fear: News and the Construction of Crisis. Hawthorne, NY: Aldine de Gruyter. 2002.
tradotto da: Linda Scotti

