Ar-italia? Alita-g-lia!

23 04 2008

Tutti su Alitalia dicono la propria…

Anche io, l’Albatro, voglio dire la mia su Alitalia, non con loquaci argomentazioni, ma a mio modo, con guano caldo che fiotta di culo, una immensa liquida merda, brodosa, senza risparmio per i miei intestini.

La “nostra” compagnia di bandiera è in condizioni miserrime, sull’orlo del crollo, perde molto più di quanto incassa… Insomma, fosse per il mercato, la sentenza di fallimento sarebbe già stata scritta da un pezzo. Nell’affaire, ci si butti dentro poi la politica che ne ha fatto oggetto di campagna elettorale da decenni con scambi di favore e i sindacati, che per partito preso viaggiano col freno a mano tirato su qualsivoglia riforma: da questo guazzabuglio svuota casse non se ne esce.

Ma si prova di tutto per salvarla: sul tavolo del governo Prodi arriva la proposta di Airfrance con KLM. Dategliela, urla l’italiano che crede che il mercato possa fare qualcosa per questo Paese, magari dargli un spinta innovativa! E invece si forma l’asse più impensabile del mondo, l’asse Berlusconi-estrema sinistra-sindacati, a dire che no, Alitalia non si svende, il piano industriale dei francesi prevede tagli agli esuberi,vogliamo garanzie (insostenibili, come è ormai chiaro) per tutti, l’Italia deve avere la sua compagnia di bandiera, vado io al Governo e l’accordo non si fa più, la cordata italiana, ecc. ecc.

Risultato: Spinetta fa il gesto dell’ombrello e con signorile accento francese ci manda a pigliarcelo nel didietro. Tenetevela Alitalia, fateci quello che volete, italiens!.

E gli italiens che fanno per prima cosa dopo che Airfrance se ne va? Eccolo li un bel decreto di 300 milioni di euro da gettare – c’è chi dice che finiranno in pochi mesi – nelle casse, o nel buco nero delle casse, di Alitalia. Alla faccia delle norme Europee e del libero mercato! Lamentatevi, italiens, delle tasse alte, lamentatevi! Ma la cosa ancora più bella è che Berlusconi dice che se Airfrance se ne è andata è per colpa dei sindacati, e i sindacati che dicono, a loro volta, che la colpa è di Berlusconi. C’è puzza, a fronte delle responsabilità che stanno luminose come il sole in entrambi, del classico scaricabarile all’italiana…

Noi, per non fare a nessuno torto, l’Albatro col plauso dell’italiano liberista, scaricheremo su Berlusconi e sui sindacati la stessa identica quantità di caldo latteo merdoso sterco, perchè fifty-fifty qui non si può fare! Cioè cacheremo il doppio perchè non manchi nessuna goccia di popò su quanti hanno remato contro l’offerta Airfrance condannando di fatto l’Italia ad aprire ancora il portafoglio per Alitalia senza alcun effettivo beneficio per i lavoratori nè per l’azienda. Sui sindacati quindi cacheremo, perchè volevano costringere i francesi a comportarsi con Alitalia nello stesso modo con cui ci si è comportati sino ad oggi, ovvero replicare esattamente col soldo altrui quelle stesse politiche decennali di gestione italiana che hanno ridotto Alitalia al fallimento; su Berlusconi poi, cacherem, vero deus ex machina della vicenda, quello che non c’entra mai nulla, che appena arriva Putin gli butta la polpettina avvelenata: ‘Prenditi Alitalia, Vladimir!’ E l’altro: gesto dell’ombrello e relativa sfanculata messi in scena stavolta con garbo russo. E poi dello stesso Berlusca: la cordata di imprenditori italiani, quelli della fiche…Chi sono costoro? Quali interessanti contropartite avranno dall’acquisto di Alitalia? Quali eventuali mosse protezioniste otterranno dal piacere di avere comprato una azienda in perdita? Secondo voi lo fanno per l’italianità della compagnia di bandiera?

Metto al culo le ali, io, l’Albatro. Io non volo mai al passivo. L’incazzatura è il mio carburante. Le mie armi non pesano su nessun bilancio, perchè CAGO! CAGO! CAGO!
E allora ecco che parto…Questo culo non resta a terra in sciopero!


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5 repliche a “Ar-italia? Alita-g-lia!”

24 04 2008
cipo (17:00:05) :

Caro protettore del giusto,
ti ringrazio per la tua opera pia e ti auguro un buon volo.
A quanto hai detto vorrei aggiungere un paio di cose.
La prima è che non sono passate che poche ore dalla decisione del prestito che già, l’UE ha espresso giusto giusto qualche dubbio che il prestito ponte (ma avrà a che fare qualcosa con quello sullo stretto?!?!) sia fatto secondo le regole del mercato. Non capisco come al commissario Ue ai Trasporti possa essere venuto un pensiero così malfidente! In fin dei conti sono due spicci…
A questo si aggiunge già Ryanair che ha annunciato che farà ricorso nel caso il prestito venga concesso e ottenga l’ok dell’UE.
Già, perchè in tutto questo, chi spinge per il prestito non ha considerato che le altre compagnie proprio coglione non sono (dato che proprio Ryanair nel 2008 potrebbe avere un utile in calo del 50% chiudendo comunque con un utile netto superiore ai 200 milioni di Euro – il 2007 ha chiuso con 470 milioni).
Forse pensavano che sarebbero stati tutti a guardare lo stato italiano che sversa (si proprio sversa, come il patume nella discarica…) 300 mln di Euro in Alitalia senza fiatare.
Beata ingenuità…
Altra cosa che va considerata è che tutte le cordate possibili immaginarie (Ligresti, Banca Intesa, Airone, Aeroflot, Paperon de Paperoni, Rockfeller, Re Mida, il Papa, Alvaro Vitali, Vasco Rossi, Supergiovane e Michael Jackson) in realtà non hanno ancora potuto fare nessuna due diligence su Alitalia.
Su Wikipedia l’espressione Due Diligence viene spiegata come segue: “processo investigativo che viene messo in atto per analizzare valore e condizioni di un’azienda, o di un ramo di essa, per la quale vi siano intenzioni di acquisizione o investimento.”
In poche parole non sanno che cazzo c’è dentro i numeri di Alitalia.
Prima considerazione, per farla ci vuole un po’ di tempo, e via che altri soldi spiccano il volo (giusto per rimanere in tema).
Seconda considerazione, prima di acquistare vorranno pur vedere cosa comprano! Non compreranno mica a scatola chiusa? Io non pagherei 50€ per comprare qualcosa che non so cosa sia, spero che chi ha intenzione di mettere fuori, singolarmente parlando, 250 mln una sbirciatina la voglia dare
E se poi la cordata dei fantastici 4, 8, 20, quelli che saranno, arriva alla conclusione che l’unico modo per salvare Alitalia è quello di fare tagli al personale per circa 2100 unità e ridurre fortemente fino ad azzerare il traffico su Malpensa?
A meno che questi non comprino davvero a scatola chiusa. Si riempiano per bene la bocca di parole come “italianità”, “rilancio” e “Hub”, dando però i soldi che mettono in Alitalia per spacciati, ma sempre con il sorriso sulle labbra, per non sfigurare a fianco del loro benefattore, il nano impagliato con un pennello cinghiale sulla pelatta, che gli ha promesso di farglieli riprendere con gli interessi. E considerate che se io investissi 250 mln di Euro non mi aspetterei di avere un rendimento del 2-3%.

29 04 2008
Marivo (15:09:32) :

Appena han sentito che il governo mollava altri 300 mln di euro, prestito lo chiamano, subito i primi benefattori si son fatti avanti interessati, ” dobbiamo farci carico di Alitalia per il bene del paese” , son proprio curioso di vedere come andrà a finire, Silvio stai attento, ti giochi la faccia se ancora ne hai una.

30 04 2008
Beno (09:32:12) :

Ieri Berluskaiser ha detto: ” Se la UE non mi accettail prestito, lo stato potrebbe anche comprare Alitalia!!” ed i sindacati: “Magari !!”

MAGARI ?????? Ma dove cazzo siamo? nel 2008 e nel pieno di una crisi economica oppure siamo nel 1908 in corrispondenza della rivoluzione russa? Non hanno capito nulla allora!

Ho sentito molto parlare su Radio 24, dove hanno detto che Alitalia potrebbe salvarsi se solo venisse gestita in maniera razionale da manager capaci come quelli che hanno tirato sù Fiat, Parmalat e Cirio (seppur le ultime due in commissariamento). Chiaramente con tagli ai costi e al personale, lo stesso che si appoggiava ai sindacati.

Ma allora la mia domanda è: che cacchio ci stanno a fare i sindacati in italia se non proteggono di fatto il lavoro dei dipendenti?? AL giorno d’oggi non ci dovrebbe essere bisogno dei sindacati, seppur in occasioni limite. Ma guardate nelle grandi aziende del nord-est, dove i datori di lavoro chiedono più produttività ed in cambio alzano lo stipendio senza il bisogno dei lavoratori di incitare il rinnovo del contratto sindacale.

In un periodo di crisi come questo, dove l’italia ha perso in competitività nei confronti dei paesi stranieri, pensare che la ricetta per far star meglio tutti sia quella di alzari i salari senza condizioni oppure lavorando di meno, è pura follia. I lavoratori dimenticano che per guadagnare loro, l’azienda in primis deve andare bene, a costo di alcuni sacrifici, che si possono manifestare anche con la riduzione degli stipendi dei Managers (vedi Ryan Air), ma soprattutto una flessibilità negli orari di lavoro.

13 09 2008
Marivo (19:45:14) :

Oggi è il 13 settembre 2008. Un pò d acqua è passata sotto i ponti dalle elezioni di Aprile, vinte a mani basse da Silvio e dal popolo della libertà ( la sua), la famosa cordata di volenterosi industriali italici si è fatta avanti appena i debiti di Alitalia sono stati spostati altrove e altri soldi son piovuti, e già finiti ormai, nelle esangui ed ingorde casse di sto trappolone italiano che Alitalia è da almeno 15 anni.
In fin dei conti cosa è successo, ricapitoliamo solo per chiarezza.
1.Silvio proclama, non dice o suggerisce, proclama-Se vinco le elezioni, Alitalia non fallirà, la salva una cordata di industriali generosi che ho già nel taschino- fanculo alle compagnie estere che vogliono fotterci la compagnia di bandiera.
2. Silvio vince. Ad oggi la cordata, dopo che il governo alla faccia del libero mercato e dell’Europa ha spazzato via gran parte dei debiti , propone esuberi e contratto unico per piloti stewart e lavacessi, come dire, vi sposto poi io dove mi servite, come dire se lavori a Milano ti mando a Roma puoi sempre licenziarti, i sindacati non ci stanno siamo vicini al fallimento.
Se la sinistra avesse promesso quanto Silvio e poi le cose fossero andate come vanno ora sarebbero già caduti due governi e non uno. Ma oramai non ci scandalizza davvero più nulla, siamo elefanti forse ci siamo elefantizzati.
Dimenticavo, qualcuno sa dirmi se ora Napoli e la Campania sono pulite, volgio dire non vedo più in tv nulla sul problema dei rifiuti, vuol forse dire che Silvio ce l’ha fatta?
Chiunque avesse informazioni sul sacchetto del patume abbandonato mi dia notizie grazie che sto in pensiero.

14 09 2008
cipo (11:23:34) :

Ho visto una intera puntata di chi l’ha visto sul patume partenopeo.
Chissà forse ne ha messo un po’ nel mausoleo di Arcore.

Per quanto riguarda Alitalia non è molto difficile immaginare come il buon Silvio abbia convinto un concessionario pubblico come Benetton ad investire qualche soldino nel carrozzone alato della CAI. Perdi un po’ di qua ma ti faccio guadagnare un po’ di là.
Il problema di Alitalia è che se la prendeva Airfrance sarebbe diventata una compagnia come le altre… e questo non va bene.
Come fanno altrimenti i politici di turno a piazzare qualche trombato? Oppure secondo voi i sindacati rinunciano ad avere il controllo di un numero così importante di persone?
Ingenui noi! Ingenui noi che abbiamo anche solo lontanamente sperato che potessimo venderla ai francesi, che forse non saranno simpaticissimi agli italiani e noi non saremo simpatici a loro, ma se guardiamo a come gestiscono Airfrance forse qualcosa hanno da insegnarcela.
Invece, come al solito, ci ritroveremo con una delle solite porcate all’italiana, la CAI (Cagata Alata Italiana).

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