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	<title>Commenti a: Lo Potevo Fare Anch&#8217; io</title>
	<link>http://www.ilpentauro.org/altro/2008/02/03/lo-potevo-fare-anch-io/</link>
	<description></description>
	<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 20:56:43 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>Di: bek</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/altro/2008/02/03/lo-potevo-fare-anch-io/#comment-1156</link>
		<author>bek</author>
		<pubDate>Sun, 03 Feb 2008 19:03:31 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/altro/2008/02/03/lo-potevo-fare-anch-io/#comment-1156</guid>
					<description>Gemi, credo proprio che leggerò il libro.
Tra noi il discorso non solo su che cosa sia l'arte e come vada intesa l'abbiamo affrontato, faticosamente, più volte e con idee le più diverse, ma proprio l'arte contemporanea, spesso difficilmente metabolizzabile, per me rimane un dubbio costante sull'effettiva qualità oltrechè un mistero. E dire che ci ho fatto pure un corso all'università...
Una cosa però ricordo di quelle belle lezioni (per la nota il prof è il prof.Ranieri Varese): se non comprendiamo un'opera, spesso è perchè quell'opera non ci è stata presentata nella giusta maniera, chi ce la mostra ha omesso indicazioni necessarie per poterci fare una idea sull'opera. In questo modo possiamo scegliere, ovvero dopo una breve consapevolezza di ciò che si vede, se l'opera ci deve piacere o no, emozionare o no, giudicarla veramente tale e in seconda battuta se il nostro gusto perseguirà la ricerca di un certo stile o autore a seconda, appunto di ciò che si cerca dall'arte.
Ad esempio io ho bisogno di emozionarmi. Ricordo quadri di paul klee o munch che scavano e sono quasi magnetici, tanto la loro forza e bellezza. Oppure se non vogliamo stare nel contemporaneo che dire dei quadri di Caravaggio?
Eppure a Siena, con Marta, abbiamo visitato un museo di arte contemporanea  in cui vi erano opere che comunicavano con il fruitore, o addirittura le potevi fare tu stesso queste opere, entrando in giochi di luce e ombre delle opere, o gesticolando come un pazzo per produrre suoni nell'ambiente. E' stata una esperienza alla fine molto fisica, di scoperta, di ricerca. Lì non stavo assorbito in un quadro, al contrario ci entravo in simbiosi, lo creavo e distruggevo. Insomma una esperienza emozionale che non mi sarei mai aspettato dall'arte contemporanea. Ma mi sbagliavo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gemi, credo proprio che leggerò il libro.<br />
Tra noi il discorso non solo su che cosa sia l&#8217;arte e come vada intesa l&#8217;abbiamo affrontato, faticosamente, più volte e con idee le più diverse, ma proprio l&#8217;arte contemporanea, spesso difficilmente metabolizzabile, per me rimane un dubbio costante sull&#8217;effettiva qualità oltrechè un mistero. E dire che ci ho fatto pure un corso all&#8217;università&#8230;<br />
Una cosa però ricordo di quelle belle lezioni (per la nota il prof è il prof.Ranieri Varese): se non comprendiamo un&#8217;opera, spesso è perchè quell&#8217;opera non ci è stata presentata nella giusta maniera, chi ce la mostra ha omesso indicazioni necessarie per poterci fare una idea sull&#8217;opera. In questo modo possiamo scegliere, ovvero dopo una breve consapevolezza di ciò che si vede, se l&#8217;opera ci deve piacere o no, emozionare o no, giudicarla veramente tale e in seconda battuta se il nostro gusto perseguirà la ricerca di un certo stile o autore a seconda, appunto di ciò che si cerca dall&#8217;arte.<br />
Ad esempio io ho bisogno di emozionarmi. Ricordo quadri di paul klee o munch che scavano e sono quasi magnetici, tanto la loro forza e bellezza. Oppure se non vogliamo stare nel contemporaneo che dire dei quadri di Caravaggio?<br />
Eppure a Siena, con Marta, abbiamo visitato un museo di arte contemporanea  in cui vi erano opere che comunicavano con il fruitore, o addirittura le potevi fare tu stesso queste opere, entrando in giochi di luce e ombre delle opere, o gesticolando come un pazzo per produrre suoni nell&#8217;ambiente. E&#8217; stata una esperienza alla fine molto fisica, di scoperta, di ricerca. Lì non stavo assorbito in un quadro, al contrario ci entravo in simbiosi, lo creavo e distruggevo. Insomma una esperienza emozionale che non mi sarei mai aspettato dall&#8217;arte contemporanea. Ma mi sbagliavo&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: Henriquez (el duderino)</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/altro/2008/02/03/lo-potevo-fare-anch-io/#comment-1158</link>
		<author>Henriquez (el duderino)</author>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 16:05:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/altro/2008/02/03/lo-potevo-fare-anch-io/#comment-1158</guid>
					<description>francamente io ne ho sempre capito molto poco di arte contemporanea, anche se devo dire che il concetto che la gemi ha espresso già lo conoscevo. Mi riferisco al fatto che nell'arte contemporanea il valore sia nell'idea e non nell'"artigianalità" dell'opera. L'orinatoio di Duchamp per esempio è intellettualmente e idealmente provocatorio e solo la conoscenza di una serie di concetti pregressi all'opera  permette di capire la carica rivoluzionaria dell'opera stessa. Il problema per me è un altro, ovvero l'emozione. La stragrande maggioranza delle opere di arte contemporanea sono una sorta di godimento per l'intelletto (non a caso buona parte dell'arte contemporanea è definita concettuale) ma personalmente non mi trasmettono alcuna emozione, fatto che ritengo un peccato mortale quando si tratta di arte. Uno dei motivi per cui ritengo che la musica sia la forma artistica perfetta è proprio perchè attraverso elementi complessi, quasi matematici come la composizione, l'armonia etc.. riesce a parlare dritto alle stomaco degli esseri umani, a farli ridere, gasare, piangere. La conoscenza che ho acquisito delle strutture che stanno alla base dei brani che ascolto è soltanto un ulteriore valore aggiunto (un godimento intellettuale appunto) ma che è sempre imprescindibile dall'emozione. La musica la "capiscono" tutti, anche le persone con il livello di istruzione più basso. L'arte contemporanea per quanto possa stimolare il mio intelletto difficilmente mi emoziona.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>francamente io ne ho sempre capito molto poco di arte contemporanea, anche se devo dire che il concetto che la gemi ha espresso già lo conoscevo. Mi riferisco al fatto che nell&#8217;arte contemporanea il valore sia nell&#8217;idea e non nell&#8217;&#8221;artigianalità&#8221; dell&#8217;opera. L&#8217;orinatoio di Duchamp per esempio è intellettualmente e idealmente provocatorio e solo la conoscenza di una serie di concetti pregressi all&#8217;opera  permette di capire la carica rivoluzionaria dell&#8217;opera stessa. Il problema per me è un altro, ovvero l&#8217;emozione. La stragrande maggioranza delle opere di arte contemporanea sono una sorta di godimento per l&#8217;intelletto (non a caso buona parte dell&#8217;arte contemporanea è definita concettuale) ma personalmente non mi trasmettono alcuna emozione, fatto che ritengo un peccato mortale quando si tratta di arte. Uno dei motivi per cui ritengo che la musica sia la forma artistica perfetta è proprio perchè attraverso elementi complessi, quasi matematici come la composizione, l&#8217;armonia etc.. riesce a parlare dritto alle stomaco degli esseri umani, a farli ridere, gasare, piangere. La conoscenza che ho acquisito delle strutture che stanno alla base dei brani che ascolto è soltanto un ulteriore valore aggiunto (un godimento intellettuale appunto) ma che è sempre imprescindibile dall&#8217;emozione. La musica la &#8220;capiscono&#8221; tutti, anche le persone con il livello di istruzione più basso. L&#8217;arte contemporanea per quanto possa stimolare il mio intelletto difficilmente mi emoziona.</p>
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	<item>
		<title>Di: Gemi</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/altro/2008/02/03/lo-potevo-fare-anch-io/#comment-1161</link>
		<author>Gemi</author>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 21:44:52 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/altro/2008/02/03/lo-potevo-fare-anch-io/#comment-1161</guid>
					<description>Sono d'accordo  con te Marco sul fatto che sia necessario offrire i giusti strumenti interpretativi a chi visita mostre e musei, specialmente quando si tratta di arte contemporanea che come dice giustamente Enrico è soprattutto "concetto" . Questo comunque vale in generale perchè anche l'arte apparentemente più fruibile è spesso ricca di significati ben più profondi rispetto a quelli che un non addetto ai lavori può cogliere. Anche per me l'arte deve soprattutto emozionare, ma credo che questo concetto trascenda le singole espressioni artistiche o le diverse epoche. Ci sono canzoni di cui comprendo il valore artistico, davanti alle quali non posso che inchinarmi, ma che tuttavia non mi emozionano. Allo stesso modo ci sono opere d'arte famosissime, comprensibilissime che non mi trasmettono assolutamente nulla. Probabilmente la reazione di chi ha visto per primo certi quadri di  Caravaggio è stata abbastanza simile a quella che tanti di noi hanno adesso davanti a un'opera contemporanea. Forse è la mancanza di un certo distacco quello che ci impedisce di godere di certe opere, il fatto di essere noi stessi troppo contemporanei ad un' arte che magari assumerà una forza comunicativa più forte per i posteri, come è successo a noi per le opere del passato. Quello che mi chiedo però è  proprio questo, ossia se queste nuove opere sapranno vincere la sfida con il tempo, con il cambiamento, con la storia, con l'umanità , mantenendo intatta la loro valenza artistica e il loro carico di significati. In teoria l' Idea dovrebbe essere più forte della forma, della materia, della "artigianalità" di cui parlava giustamente Enrico. Se dunque i Bronzi di Riace, i quadri di Leonardo e le opere di Caravaggio continuano ad emozionare e a dire ancora tanto a così tanta gente dopo tutti questi secoli...per la "Merda d' Artista" del caro Manzoni dovrebbe essere una passeggiata ! Mi piacerebbe sentire l'opinione di qualche appassionato, di qualcuno che invece questa benedetta emozione la prova anche per quest'arte tanto concettuale. Mi piacerebbe insomma provare a vedere questo universo artistico per me tanto misterioso attraverso gli occhi di qualcuno che lo ama davvero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo  con te Marco sul fatto che sia necessario offrire i giusti strumenti interpretativi a chi visita mostre e musei, specialmente quando si tratta di arte contemporanea che come dice giustamente Enrico è soprattutto &#8220;concetto&#8221; . Questo comunque vale in generale perchè anche l&#8217;arte apparentemente più fruibile è spesso ricca di significati ben più profondi rispetto a quelli che un non addetto ai lavori può cogliere. Anche per me l&#8217;arte deve soprattutto emozionare, ma credo che questo concetto trascenda le singole espressioni artistiche o le diverse epoche. Ci sono canzoni di cui comprendo il valore artistico, davanti alle quali non posso che inchinarmi, ma che tuttavia non mi emozionano. Allo stesso modo ci sono opere d&#8217;arte famosissime, comprensibilissime che non mi trasmettono assolutamente nulla. Probabilmente la reazione di chi ha visto per primo certi quadri di  Caravaggio è stata abbastanza simile a quella che tanti di noi hanno adesso davanti a un&#8217;opera contemporanea. Forse è la mancanza di un certo distacco quello che ci impedisce di godere di certe opere, il fatto di essere noi stessi troppo contemporanei ad un&#8217; arte che magari assumerà una forza comunicativa più forte per i posteri, come è successo a noi per le opere del passato. Quello che mi chiedo però è  proprio questo, ossia se queste nuove opere sapranno vincere la sfida con il tempo, con il cambiamento, con la storia, con l&#8217;umanità , mantenendo intatta la loro valenza artistica e il loro carico di significati. In teoria l&#8217; Idea dovrebbe essere più forte della forma, della materia, della &#8220;artigianalità&#8221; di cui parlava giustamente Enrico. Se dunque i Bronzi di Riace, i quadri di Leonardo e le opere di Caravaggio continuano ad emozionare e a dire ancora tanto a così tanta gente dopo tutti questi secoli&#8230;per la &#8220;Merda d&#8217; Artista&#8221; del caro Manzoni dovrebbe essere una passeggiata ! Mi piacerebbe sentire l&#8217;opinione di qualche appassionato, di qualcuno che invece questa benedetta emozione la prova anche per quest&#8217;arte tanto concettuale. Mi piacerebbe insomma provare a vedere questo universo artistico per me tanto misterioso attraverso gli occhi di qualcuno che lo ama davvero.</p>
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	<item>
		<title>Di: Martin</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/altro/2008/02/03/lo-potevo-fare-anch-io/#comment-1163</link>
		<author>Martin</author>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 22:51:36 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/altro/2008/02/03/lo-potevo-fare-anch-io/#comment-1163</guid>
					<description>Anch'io come marco sono invogliata a leggere questo libro, e lo leggerò anche per cercare di eliminare un mio indubbio scetticismo verso alcune opere d'arte contemporanea di cui ammetto di non capire né significato, né valore... Un po' di anni fa siamo andati a vedere una mostra di arte contemporanea a Modena e una bambina di fronde a degli schizzi che agli occhi profani (ai miei di sicuro) potevano apparire scarabocchi, disse "ma io disegno meglio!!!!". Ora mi chiedo se per apprezzare certe opere sia necessario "liberare la mente da innate forme di pregiudizio indicando una via per recuperare una sorta di innocenza perduta", oppure se il giudizio della bambina dimostri che per apprezzare alcune opere è necessario  uno sforzo intellettuale e che un gusto immediato senza conoscenze di storia dell'arte o senza riflessioni sociologiche, determini un'incomprensione e una perplessità verso l'arte contemporanea (o almeno una parte di essa). Ammetto di essere ignorante e leggerò questo libro per cercare di capire il mio errore nel rapportarmi ad una parte delle opere contemporanee. 
Volevo però ricordare la favola del re nudo, cioè il re che indossava abiti che solo gli intelligenti e i colti potevano vedere. Gli abiti chiaramente non esistevano e il re era effettivamente nudo, ma tutta le persone, compreso lo stesso re, fingevano di vederli per non apparire stupide e ignoranti. finchè un bambino nella sua innocenza non urlò "Ma il re è nudo". So che rischio di fare la figura dell'ignorante e sicuramente aspetterò di leggere il libro per formarmi un nuovo punto di vista.... ma a volte non è possibile che il valore dell'opera veramente non ci sia?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io come marco sono invogliata a leggere questo libro, e lo leggerò anche per cercare di eliminare un mio indubbio scetticismo verso alcune opere d&#8217;arte contemporanea di cui ammetto di non capire né significato, né valore&#8230; Un po&#8217; di anni fa siamo andati a vedere una mostra di arte contemporanea a Modena e una bambina di fronde a degli schizzi che agli occhi profani (ai miei di sicuro) potevano apparire scarabocchi, disse &#8220;ma io disegno meglio!!!!&#8221;. Ora mi chiedo se per apprezzare certe opere sia necessario &#8220;liberare la mente da innate forme di pregiudizio indicando una via per recuperare una sorta di innocenza perduta&#8221;, oppure se il giudizio della bambina dimostri che per apprezzare alcune opere è necessario  uno sforzo intellettuale e che un gusto immediato senza conoscenze di storia dell&#8217;arte o senza riflessioni sociologiche, determini un&#8217;incomprensione e una perplessità verso l&#8217;arte contemporanea (o almeno una parte di essa). Ammetto di essere ignorante e leggerò questo libro per cercare di capire il mio errore nel rapportarmi ad una parte delle opere contemporanee.<br />
Volevo però ricordare la favola del re nudo, cioè il re che indossava abiti che solo gli intelligenti e i colti potevano vedere. Gli abiti chiaramente non esistevano e il re era effettivamente nudo, ma tutta le persone, compreso lo stesso re, fingevano di vederli per non apparire stupide e ignoranti. finchè un bambino nella sua innocenza non urlò &#8220;Ma il re è nudo&#8221;. So che rischio di fare la figura dell&#8217;ignorante e sicuramente aspetterò di leggere il libro per formarmi un nuovo punto di vista&#8230;. ma a volte non è possibile che il valore dell&#8217;opera veramente non ci sia?</p>
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				</item>
	<item>
		<title>Di: cipo</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/altro/2008/02/03/lo-potevo-fare-anch-io/#comment-1168</link>
		<author>cipo</author>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 17:46:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/altro/2008/02/03/lo-potevo-fare-anch-io/#comment-1168</guid>
					<description>Anche io per un lungo periodo della mia vita ho pensato che quasi tutta l'arte contemporanea in realtà arte non fosse e spesso anche io sono caduto nell'errore di pensare "questo lo potevo fare anche io".
Da un po' di anni devo dire, forse per il fatto che l'arte moderna ha cominciato ad annoiarmi dato l'incredibile numero di mostre sul tema impressionismo e soci a cui non si poteva non andare, ho iniziato a provare più interesse per le mostre di arte contemporanea.
Il primo passo che mi sono trovato a fare quando ho iniziato ad avvicinarmi a questo mondo è stato quello di cercare di modificare il punto di vista da cui solitamente osservavo.
Se ci pensiamo nella nostra storia scolastica (salvo rare eccezioni) non ci sono stati molti contatti con ciò che non fosse dipinto su un muro o su una tela, quindi penso sia abbastanza normale (anche se non corretto) cadere nell'equivoco di ridurre un opera d'arte alla tecnica che si utilizza per produrla.
La tesi del libro, con cui concordo in pieno, è quella che oltre al soggetto ed alla tecnica c'è qualcos'altro ed in alcuni casi questo qualcos'altro è l'opera d'arte in se.
Anche io sono profondamente ignorante in materia ma cambiando lo schema mentale attraverso il quale osservavo mi sono emozionato di fronte ad opere di Fontana, di Pollock o Basquiat.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche io per un lungo periodo della mia vita ho pensato che quasi tutta l&#8217;arte contemporanea in realtà arte non fosse e spesso anche io sono caduto nell&#8217;errore di pensare &#8220;questo lo potevo fare anche io&#8221;.<br />
Da un po&#8217; di anni devo dire, forse per il fatto che l&#8217;arte moderna ha cominciato ad annoiarmi dato l&#8217;incredibile numero di mostre sul tema impressionismo e soci a cui non si poteva non andare, ho iniziato a provare più interesse per le mostre di arte contemporanea.<br />
Il primo passo che mi sono trovato a fare quando ho iniziato ad avvicinarmi a questo mondo è stato quello di cercare di modificare il punto di vista da cui solitamente osservavo.<br />
Se ci pensiamo nella nostra storia scolastica (salvo rare eccezioni) non ci sono stati molti contatti con ciò che non fosse dipinto su un muro o su una tela, quindi penso sia abbastanza normale (anche se non corretto) cadere nell&#8217;equivoco di ridurre un opera d&#8217;arte alla tecnica che si utilizza per produrla.<br />
La tesi del libro, con cui concordo in pieno, è quella che oltre al soggetto ed alla tecnica c&#8217;è qualcos&#8217;altro ed in alcuni casi questo qualcos&#8217;altro è l&#8217;opera d&#8217;arte in se.<br />
Anche io sono profondamente ignorante in materia ma cambiando lo schema mentale attraverso il quale osservavo mi sono emozionato di fronte ad opere di Fontana, di Pollock o Basquiat.</p>
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				</item>
	<item>
		<title>Di: Marivo</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/altro/2008/02/03/lo-potevo-fare-anch-io/#comment-1210</link>
		<author>Marivo</author>
		<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 11:02:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/altro/2008/02/03/lo-potevo-fare-anch-io/#comment-1210</guid>
					<description>Sono contento che si tratti di questo tema che molto mi sta a cuore se così si può dire. L arte non essendo una scienza ha da sempre risentito di fattori totalmente esterni al singolo giudizio sia concettuale sia emozionale nella valutazione stessa che sta dietro alle parole opera d arte.
credo sia tutto vero quello che avete detto, servono conoscenze pregresse per capire certi concetti, questo vale credo per ogni forma di conoscenza avanzata, e la parte emozionale anche per me si accompagna o almeno dovrebbe con il concetto di arte, fossanche la mancanza completa di emozioni che è emozione essa stessa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono contento che si tratti di questo tema che molto mi sta a cuore se così si può dire. L arte non essendo una scienza ha da sempre risentito di fattori totalmente esterni al singolo giudizio sia concettuale sia emozionale nella valutazione stessa che sta dietro alle parole opera d arte.<br />
credo sia tutto vero quello che avete detto, servono conoscenze pregresse per capire certi concetti, questo vale credo per ogni forma di conoscenza avanzata, e la parte emozionale anche per me si accompagna o almeno dovrebbe con il concetto di arte, fossanche la mancanza completa di emozioni che è emozione essa stessa.</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Di: Henriquez (el duderino)</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/altro/2008/02/03/lo-potevo-fare-anch-io/#comment-1220</link>
		<author>Henriquez (el duderino)</author>
		<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 13:10:03 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/altro/2008/02/03/lo-potevo-fare-anch-io/#comment-1220</guid>
					<description>"la mancanza completa di emozioni che è emozione essa stessa."
su questo non sono d'accordo,scusa ma se anche la mancanza di emozioni è un emozione allora tutto è emozionante.. anche una cacca spiaccicata..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;la mancanza completa di emozioni che è emozione essa stessa.&#8221;<br />
su questo non sono d&#8217;accordo,scusa ma se anche la mancanza di emozioni è un emozione allora tutto è emozionante.. anche una cacca spiaccicata..</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Di: bek</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/altro/2008/02/03/lo-potevo-fare-anch-io/#comment-1221</link>
		<author>bek</author>
		<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 20:58:50 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/altro/2008/02/03/lo-potevo-fare-anch-io/#comment-1221</guid>
					<description>Infatti Henriquez, quando lascio fuori la macchina la notte e il mattino di buon'ora la vado a riprendere in genere mi trovo spesso una fecata di uccello spalmata sul cofano...
La prima impressione è quella di ammirarla, constatando: "E'Arte! L'Arte!"
Poi penso: "Ma nei cieli di Ferrara volano le aquile?"
In ultimo: "Uccello del cazzo!"
Vedi tu se questo non è un percorso dell'intelletto, un excursus emozionale, dall'emozione fino alla mancanza totale di emozioni...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Infatti Henriquez, quando lascio fuori la macchina la notte e il mattino di buon&#8217;ora la vado a riprendere in genere mi trovo spesso una fecata di uccello spalmata sul cofano&#8230;<br />
La prima impressione è quella di ammirarla, constatando: &#8220;E&#8217;Arte! L&#8217;Arte!&#8221;<br />
Poi penso: &#8220;Ma nei cieli di Ferrara volano le aquile?&#8221;<br />
In ultimo: &#8220;Uccello del cazzo!&#8221;<br />
Vedi tu se questo non è un percorso dell&#8217;intelletto, un excursus emozionale, dall&#8217;emozione fino alla mancanza totale di emozioni&#8230;</p>
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