A better world- Cosa faccio io per migliorare il mondo?

1 12 2008

Da tempo un pensiero mi attraversava e poi spariva senza lasciare traccia apparente, seguendo i vari dibattiti sulla politica sull’economia, viviamo un epoca che ha accellerato i processi di formazione e distruzione di idee, politiche, ere economiche, il pensiero passava senza mai palesarsi concreto davanti a me, poi ho capito, era paura, paura di riflettere e di prendere coscienza che anche io, Matteo Marivo, ero concretamente parte di quel mondo, di questa realtà multiforme incasinata e contraddittoria, dove davvero fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce, dove la negazione è arma di difesa da una reale presa di coscienza che il mondo reale è fatto da noi.
Noi in primis.
Quindi magari sarebbe giusto che iniziassimo tutti a domandare a noi stessi una semplice cosa;
cosa faccio io per migliorare il mondo?


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18 repliche a “A better world- Cosa faccio io per migliorare il mondo?”

3 12 2008
bek (00:28:18) :

E’una bella domanda e avrei anche qualche risposta. Ma poi mi rendo conto che appena mi dico che sto facendo una azione di segno + ne ho un’altra in canna di segno -

Intendo dire che la tua domanda andrebbe completata con quest’altra: “Come peggioro ogni giorno il mondo?” Mi rendo conto però che rispondere a questa domanda è molto più semplice che rispondere all’altra…

Comunque, come prima risposta avrei detto: ogni tanto il mondo lo faccio ridere…

3 12 2008
Marivo (08:25:23) :

Giusto Aziz, indubbiamente con la tua poesia migliori il mondo io sono daccordo, aggiungi un qualcosa che un attimo prima non c era, far uscire una risata, grassa spontanea anche ebete, è merce rara.
Per quanto riguarda me in 12 anni di iscrizione all Avis ho donato 1,5 lt di prezioso sangue mariviano, e dal 98 sono iscritto all Admo, ma ad oggi il mio midollo nessuno l ha voluto.

3 12 2008
Marivo (08:27:39) :

Dimenticavo, quando c’è qualcuno che aspetta sulle strisce io mi fermo. Poi magari è un pensionato che mi insolentisce e mi fa ampi gesti incazzati Passa Passa!

4 12 2008
Henriquez (el duderino) (20:43:21) :

Concordo col Beck.. Forse uno come Gino Strada può dire di aver migliorato un pò il mondo.. ma nel mio piccolo i + e i - si equivalgono abbastanza..
Ecco forse il mio contributo è cercare di non essere una persona di merda, ma forse anche quello in realtà lo faccio per me.. non è facile..

4 12 2008
elena (23:42:19) :

Incredibile…. questo post mi piove un po’ dal cielo proprio in un momento della mia vita in cui mi sto ponendo sempre piú spesso questa stessa domanda. Al punto tale che trovare risposte é diventata un’esigenza impellente. Proprio in questi ultimi tempi mi sono messa in contatto con una ONG spagnola riguardo a 2 progetti molto diversi tra loro, uno a Barcellona e stabile, e uno lontano della durata di un mese. Sembra che la cosa stia prendendo forma ma vi spiegheró meglio quando ci vediamo a Natale.
Tuttavia rimango anche convinta che senza strafare possiamo accumulare tanti “+” anche nelle infinite piccole situazioni quotidiane che ci si presentano e che alla fine dei conti significano molto. A volte basta un po’ piú di senso civico, un po’ piú di gentilezza, un po’ piú di tolleranza, un po’ piú di umanitá per migliorare la nostra vita e quella di chi ci circonda. Proprio perché il mondo siamo noi, iniziamo dal nostro microcosmo a far girare la ruota.
Marivo secondo me i tuoi esempi sono ammirevoli. E sono convinta che ognuno di voi faccia piú di quel che crede.
E poi anche il pentauro migliora il mondo! :) É terra di confronto, di dialogo, di scambio, e per quanto mi riguarda, mi riavvicina a degli amici lontani!

5 12 2008
cipo (12:40:05) :

Io come Marivo mi fermo se vedo qualcuno vicino alle strisce e anche io sono stato insolentito da qualcuno che diceva “passa! passa!”.
Io ultimamente cerco di cambiare marcia (in auto) al massimo a 2.000 giri. Pare che sia il modo migliore per consumare meno e limitare le emissioni.
Evito di comprare frutta e verdura che non viene dall’italia (per limitare i trasporti)(vabbeh mi concedo l’ananas) e possibilmente cerco di acquistarla al mercato della coldiretti che si svolge ogni prima domenica del mese in piazza municipale. Prodotti della nostra terra a km zero.
Ultimamente cerco anche di limitare l’utilizzo della carta. Bollette, conti correnti etc. tutti on line: meno carta e meno mezzi per trasportarla.

Volevo sottoporvi anche un quesito. E’ necessario fare qualcosa che comporti un sacrificio per fare qualcosa per il mondo? Oppure è possibile coniugare i nostri benefici con quelli del mondo?

5 12 2008
Marivo (13:53:45) :

Tutto ciò che dai è tuo per sempre
così dice uno scrittore contemporaneo, e penso sia la verità, ogni cosa che fai per gli altri ti arricchisce nello spirito, ti dà maggiore consapevolezza di te e di permette di allargare i poveri confini del io.
Non c’è sacrificio in questo anzi, io uso gli altri, le cose che faccio per gli altri per sentirmi bene, per questo non mi sono mai sentito migliore se facevo o faccio un gesto per qualcuno, sono interessato diciamo, ho in atto un vero conflitto d interessi alla Silvio.
Poi è anche vero che sono tante le cose concrete, materiali che si possono fare per migliorare il mondo, e spesso è solo l’indolenza che ci ferma e non la mancanza di idee.

5 12 2008
Muriel (18:53:38) :

Matteo, anch’io mi faccio questa domanda!
Alcuni dicono che sono utile perché grazie a me i miei alunni non sono per strada a fare cazzate…
Poi, se io dovessi dare una risposta meno cinica, non so bene cosa potrei dire.
Ci penso…

8 12 2008
Beno (11:52:32) :

Purtroppo Fabio, non è possibile coniugare i nostri benefici con quelli del mondo. Non sarebbe possibile nemmeno se vivessimo tutti all’età della pietra, è un problema ecologico. L’uomo, come tutti gli animali, sfrutta le risorse dell’ambiente per sopravvivere. Quando la popolazione aumenta, calano le risorse disponibili e nascono conflitti. Esistono dei modelli ecologici studiati per gli animali e si possono paragonare anche alla popolazione attuale dell’uomo. Senza contare i numerosi paragoni che gli ecologi fanno con i modelli economici moderni. Io sono molto pessimista su questo argomento e penso che è nella natura umana (per i motivi che spiegavo prima) essere “distruttivi”. Un uomo non distruttivo è un uomo che non consuma ossigeno, non mangia. Oppure è un uomo che vive in un habitat isolato, su un eremo, sulla luna. Ma una volta che questo ambiente è saturo, l’uomo muore. Quindi vivo con la consapevolezza di essere un distruttore che non vuole rinunciare ai suoi privilegi. Cerco comunque di inquinare, distruggere, consumare il meno possibile. Ma non aspiro al famoso “Impatto Zero”. Gli ecologi si sono rassegnati. Non parlano più di “conservazione della natura”, ma di sviluppo “ecosostenibile”.Perchè appunto, la crescita distruttiva dell’umanità in tutti i sensi, non si può arrestare. Scusate la divagazione.

10 12 2008
Henriquez (el duderino) (19:19:38) :

Visto che il post aveva preso una piega davvero un pò troppo “dolce” (ero a rischio diabete) sono contento dell’intervento del Beno.. e soprattutto ho deciso di scrivere alcune cose che faccio per rendere il mondo un posto peggiore:

-spesso butto le paglie per terra
-se fosse per me suonerei con 14 ampli collegati in serie assorbendo energia sufficiente per un piccolo paesino.
-vado ai concerti rock che non sono certo ecosostenibili (alla faccia di quello che dicono i Radiohead)
-in macchina mi incazzo troppo
-ho un Mac che non credo che consumi poca corrente, inoltre i “rifiuti” informatici non sono smaltiti regolarmente da quasi nessun paese al mondo figuriamoci l’Italia
-mi piace guidare
-se vedo uno sulle strisce mi fermo, se è a 7-8 metri dalle strisce mi fa incazzare perchè potrebbe fare 8 metri ed essere sulle strisce e quindi col cazzo che mi fermo anzi accelero.
-abbattere un albero per farci una chitarra lo trovo non solo accettabile, forse anche quasi etico..

Dopo questa bella dose di negatività più vera del vero una piccola riflessione.. a me sembra che si dia un valore spropositato alle piccole buone azioni quotidiane e invece un valore relativo a quelle negative (e vabè una paglia per terra.. che sarà mai) e così ci sentiamo di migliorare il mondo quando il mondo è sempre uguale.. Le cose che cambiano davvero il mondo mi sembrano altre, qui si confonde la normale educazione con un atto rivoluzionario.. dai nden!

e adesso.. scatenate l’inferno…

tatatata tatata tatata tatatataaaa ( copyright Apocalypse now)

10 12 2008
Cicciu (21:26:19) :

Io butto via sempre la carta riclata. E aiuto sempre le vecchie ad attraversare il ponte. Comunque se ci fosse un pò. Che crisi ragazzi! wow!

10 12 2008
Marivo (22:19:23) :

Enrico apprezzo il tuo tentativo di scaldare gli animi, ma non ci siamo figlio mio e te lo dice uno che se ne intende.
prima di tutto il tono; non è abbastanza anzi non lo è per nulla saccente, più saccenza credi a me. Poi manca falsa ironia, battute ironiche finte che fanno tanto incazzare chi legge.
E poi pecca delle pecche, minchia non citi nè esperti nè un qualche giornale o personaggio famoso! E che cazzo! Il tuo post non scatenerà quindi nessuna ondata di post purtroppo, tenga ancora

10 12 2008
Marivo (22:21:10) :

nota poi il tocco di classe, il Tenga al posto di Tenta, normale reazione- post infuocati…impara dal maestro

11 12 2008
Henriquez (el duderino) (19:33:47) :

beh spererei che qualcuno commentasse almeno la riflessione alla fine.. effettivamente non mi diverto a scaldare gli animi così alla cazzo come il grande Maestro.. assolutamente insuperabile in quest’arte.. quello che ho scritto in fondo lo penso davvero.. e ribadisco… mo nden!!

12 12 2008
bek (21:39:07) :

In effetti Henriquez, checchè ne dica il bastian contrario per eccellenza (alias Marivo), la tua lista di “cattive” azioni ha un certo fascino che trovo credibile.

Aggiungo ciò che osservo giusto stasera, un po’ sulle tracce del Beno: vado per gettare il pattume, tutto, differenziato e indifferenziato nei diversi cassonetti, e mi trovo con tre sacchi stracolmi di roba. Possibile che io solo abbia fatta ’sta somma di mercanzia di robaccia da gettare? Quasi non ci credo, e comincio a pensare al costo della TIA, e impreco meno contro Hera… una cifra di bottiglie di vetro vuote poi…

Ma mi sovviene la mia atavica sete, e quel grido degli antenati: “La Miseria! La Miseria!”…
Ciò riempie di sollievo la mia picciola coscienza di uomo del 2000 con tutte le comodità… Pensare poi alla quantità di carta che sotto Natale sarà buttata via dopo un secondo di magnificenza regalizia è non solo scontato ma è da tiro alla Croce Rossa…
Sento il bisogno di irrorare i tessuti, mi viene giusto sete ora…

PS per Marivo: L’autorità da citare sotto Natale è sempre lui, Il Berlusca: “consumate gente: non è il momento di calare gli acquisti in tempo di crisi”

13 12 2008
Cicciu (11:15:45) :

L’uomo è una distorsione spazio-temporale-fisico della natura. L’uomo è natura e anti-natura di sè stesso. E’ come una malattia… Ogni creatura vivente lo è…. ma nessuna è dominante come l’uomo. Concludo con una frase dell’ultimo film con Keanu Reevs: ” Se la Terra muore, anche l’Uomo muore. Ma se l’Uomo muore la Terra vive” (e rinasce aggiungo io) A tal proposito sto leggendo un libro molto interessante da cui hanno tratto dei bei documentari su Discovery Channel, recentemente andati in onda: il titolo è “Il mondo senza di noi” di Allen Weisman (einaudi) sottotitolo:”che cosa succederebbe dopo 48 ore…5 giorni..100 anni… 500 milioni di anni… dalla scomparsa dell’uomo”.

13 12 2008
Marivo (12:24:06) :

Un chiaro esempio di quello che dice il Beno è il garage, prototipo per eccellenza e parametro supremo. senza l’uomo infatti ( gli uomini anzi i beoni) l’ambiente flora e fauna del garage cambia rapidamente, la natura tenta di riprendersi ciò che i garagisti le hanno tolto, le lumache fan gare di velocità sulla moquette, i ragni si ingegnano in tele tra una trave e l altra, il cartone dei vinili prende odore di muschio, il fondo di vino nei bicchieri di plastica fa la muffa, il calcino tace ( monito per uomo e natura insieme-gli dei son più potenti).

15 12 2008
cipo (17:01:31) :

Concordo quando dite che si da poco valore alle azioni negative che si compiono e molto valore a quelle positive, ma sono anche convinto che per bilanciare un poco l’impatto che noi abbiamo sulla natura non si necessario andare in giro solo in bicicletta o con una di quelle automobili alte 20 cm e coperte di pannelli solari etc.
Sono convinto che se tutti diminuissero di un po’ il proprio impatto gli effetti sarebbero comunque molto positivi.
Dobbiamo sempre immaginare che il poco fatto da tanti diventa moltissimo.
Per questo penso sia importante non smettere di fare quei piccoli gesti quotidiani e prestare quelle piccole attenzioni continuando a sperare che anche gli altri le abbiano.
In effetti che necessità c’è di buttare le paglie per terra? Per lo meno quando ci si trova davanti a un locale che quasi sempre ha un posacenere su un tavolino di fianco alla porta? Perché non buttarle lì? Perché buttare le carte per terra?
Sono d’accordo anche io che ha un senso abbattere un albero per farci una chitarra, come per farci dei mobili o altre cose, ma perché abbatterli per produrre carta che verrà sprecata? O, peggio ancora, perché bruciarli per creare spazio ad una agricoltura che darà frutti per qualche anno e poi dovrà essere abbandonata? (come viene fatto in brasile da popolazioni spesso disperate che fanno questo per potersi sostentare, non c’è davvero altro modo per sfamare queste persone?!?!?).
E’ vero, anche io inquino, non posso farne a meno, ma non capisco perché dovrei farlo più di quanto necessario.
La mia riflessione è questa: proviamo inanzi tutto a eliminare quei consumi che non generano per noi alcuna utilità di qualsiasi tipo (anche soltanto ludica), tipo lasciare accese luci che non illuminano nulla o lasciare la tv accesa senza nessuno che la guarda, evitare di prendere l’auto quando possiamo andare a piedi o in bicicletta. Facciamolo tutti e vediamo cosa succede. Secondo me potremmo avere già così delle belle sorprese.

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