il Pentauro Libera Associazione di Idee

11dic/0823

Oggi e domani l’Europa tirerá tardi…

...perché i nostri Capi di Stato e di Governo si apprestano a discutere fino a tarda notte, nel quadro del Consiglio Europeo a Bruxelles, su due temi fondamentali nel momento attuale:

1.la risposta europea alla crisi finanziaria ed economica; 2. il paccheto sul clima.
Non sono uno specialista del secondo tema, ma ho sicuramente qualcosa da dire sul primo, dato che é il mio lavoro trattare di argomenti politico-economici a livello europeo ed internazionale.

Non voglio analizzare la qustione in dettaglio, ma farvi presente qualche elemento, qualche spunto di riflessione che magari sulla stampa italiana o internazionale non sono chiare, oppure frammentate etc.

1. per uscire da questa crisi, che puó diventare molto, ma molto peggiore di quello che le forecasts dicono in qeusto momento, in Europa e nel resto del mondo, la sola via d'uscita per noi europei, é la coordinazione a livello europeo.
2. Alcuni stati si possono permettere di fare poco o niente: paesi come l'italia o la grecia, con un debito pubblico ridicolo e uno spread bot/bund tedeschi al massimo da sempre (danno il dato della fiducia degli investitori nei titoli di stato, nella stabilitá del sistema paese etc., piú grande é il divariotra bot italiani e bot tedeschi, bund, peggiore é la nostra posizione), sono nella posizione peggiore;
3. osservate con molta attenzione ció he il governo italiano ha fatto, fa o fará per arginare la crisi nel nostro paese. Berlusconi e colleghi hanno parlato tantissimo da fine settembre, ma hanno fatto assolutamente pochissimo. A oggi, un decreto, e dico uno solo, di slavataggio é stato approvato e finalizzato dal parlamento, il decreto detto salva-risparmiatori, come il governo ama chiamarlo per farsi bello;
4. nel pacchetto di salvataggio economico della Commissione Europea, ci sono linee guida chiare per aiutare specifici settori economici particolarmente in difficoltá: auto e costruzioni/immobiliare (cioé il settore dell'economia reale da cui la crisi é scaturita inizialmente con i mutui subprime, credito facile, una casa di proprietá per ogni americano anche se non si puó pagare la mutua etc...). Praticamente, ció che il consiglio europeo fará, sará dare soldi dei contribuenti (indirettamente, presi dai budget nazionali in larga parte) per tenere in vita costruttori, produttori automobilistici etc., allargando il debito pubblico --> la cosa drammatica é che per evitare il peggio, ció la piu grande crisi economica mai vista nel mondo moderno, gli aiuti diretti paiono l'unica via d'uscita. Ma almeno, concedetemelo, devono essere accompagnati da ambiziosi piani di riforme strutturali, fiscali etc. Obama fará esattamente la stessa cosa, ma gli Stati Uniti probabilmente alcune delle riforme di cui sopra le faranno piú velocemente. Il risultato é chiaro: gli USA, quando la ripresa ci sará (fine 2009, 2010...) cresceranno molto piú velocemente dell'Europa.
5. Non voglio essere solo pessimista, ogni crisi porta anche possibilitá. L'Unione europea ha la possibilitá di rinforzare la sua posizione a livello internazionale in seno a organizzazioni come IMF, Banca Mondiale etc. Puó trainare i partners globali su alcuni temi, come clima, politica estera, struttura delle roganizzazioni internazionali etc., a patto che una leadership ci sia. Sarko sará criticabile quanto vuoi, e personalmente non é un mio idolo, ma ha dato una leadership forte all'Europa negli ultimi mesi (certo, anche con la sua agenda sotterranea di rimettere la Francia al centro dell'Europa). Con le presidenze europee a venire, auguri...repubblica ceca, svezia etc. paesi fuori dalla zona euro, abbastanza piccoli etc.
6. e l'euro. ci si puo sputare sopra, l'inflazione reale é salita, i prezzi erano alle stelle fino a 6 mesi fa, non possiamo piú usare i tassi di cambio per ridare (finta) competitivitá alle nostre economie nazionali etc. Ma se l'italia (cosi come molti altri paesi) non avesse avuto l'euro negli ultimi sei mesi, lo scenario piu probabile sarebbe stato: svaluazioni della lira a catena, competitivitá nazionale nulla, il primo Soros che passa che fa attacchi speculativi a non finire, inflazione al 15% come negli anni '80...con tutte le conseguenze del caso.

Mi fermo qui con le mie riflessioni, fatemi sapere che cosa (ne) pensate! e se sono pesante, ditemelo! E soprattutto, come si sta vivendo questo momento in Italia??

Ciao a tutti, baci&abbracci

Giovanni

Posted by GioXpat

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Commenti (23) Trackback (0)
  1. La crisi in Italia si sente soprattutto nei tg e dai giornali, ma non perchè la situazione reale sia buona ma solo per il fatto che sono anni che le cose van male per la maggior parte degli italiani, siamo in una lunga crisi già da parecchio credo, non c è stato uno scatto secco in peggio, certo i mutui son saliti ( il mio da 600 a 720 in 12 mesi, ora tornato a 650) la benzina ha fatto capriole pazze, da 1,5 a 1.1 in 3 mesi, pane e pasta son saliti ( anche se è vero che son molti gli italiani che non guardano quanto costa un kg di pasta quando la comprano, io prendo e butto nel carrello) alcune fabbriche han chiuso ( a ferrara sono anni che chiudono, siamo gli antesignani mondiali della crisi), forse il peggio deve ancora venire.

  2. Effettivamente il decreto salvarisparmiatori non è proprio quello che la parola vorrebbe far credere.
    In realtà sono convinto che si dovessero salvare le banche (o quantomeno essere disposti a farlo in caso di necessità. Ricordo solo che Unicredit ha per ora declinato l’invito piuttosto che trovarsi tra le palle la politica…più di quanto già ci sia), ma dire di essere disposti a dare soldi alle banche senza porre delle condizioni, senza specificare bene a cosa devono servire quei soldi mi sembra alquanto sconsiderato.
    Altra considerazione, crediamo davvero che istituendo la patente del povero (o social card) con 40 Euri mensili da spendere si possa ridare respiro ai consumi? Sono il primo a dire che le famiglie in difficoltà vanno aiutate, ma forse potevano esserci altri metodi più efficaci.
    Sopratutto quando, secondo quanto afferma anche Tito Boeri docente di Economia della Bocconi, le manovre fin’ora fatte dal governo hanno alzato la pressione fiscale sulle famiglie. Ricordo solo che questo può avvenire anche senza toccare le aliquote.

  3. Si potrebbe aprire un post apposta sulla crisi ma per rispondere a Cipo direi che 40 € dopotutto sono sempre meglio di niente. Poi tutte le cifre sono basse, anche per noi. Per quanto riguarda la manovra sono d’accordo con te che qualcosa in più poteva essere fatto. Ma sai un conto è dirti ” iL GOVERNO DOVEVA OSARE DI PIU SOPRATTUTTO CON PIU INVESTIMENTI INFRASTRUTTURALI (come penso io)” un conto è esserci dentro e vedere come fare senza subire troppi debiti.
    Quello che invece credo che manchi sia la politica territoriale. Mi spiego. Visto che vogliono tanto il federlismo, perchè non spingono i comuni a realizzare politiche sociali efficaci personalizzate sui territori? La spesa potrebbe essere fatta in maniera più mirata e magari in modo meno dispersivo. Poi invece leggi il giornale e vedi le multe assurde che a Ferrara stanno facendo ai commercianti e ti viene da pensare male…. A volte anche chiudere 4 occhi in periodo di crisi (vedi vigli urbani) potrebbe dare un sospiro di sollievo, se non economico, ma almeno psicologico. Invece si fa sempre il contrario e meno l’interesse dei cittadini.

  4. Il vero ladro non è chi deruba una banca, ma chi la fonda.
    B.Brecht

  5. E’ vero Beno quello che dici che è diverso il criticare rispetto al dover gestire senza cercare di indebitare il paese.
    Deriva tutto da quello che correttamente sottolineava anche Giò nel suo post e cioè che paesi molto indebitati come l’Italia, in periodo di crisi hanno pochi margini di manovra.
    La mia convinzione però è quella che il vero problema dell’Italia non sia la quantità di spesa pubblica, quanto come questo denaro venga speso. Si sente sempre dire che si deve ridurre la spesa pubblica, ma per quanto mi riguarda la parola d’ordine dovrebbe essere “razionaliziamo” la spesa pubblica.
    Se spendiamo bene gli stessi soldi potremmo recuperare evasione, investendo in una seria campagna di lotta all’evasione, potremmo fare investimenti in ricerca o in infrastrutture, creando nuovi posti di lavoro. Tutto questo porterebbe ad un aumento del gettito fiscale con il quale si potrebbe ridurre l’indebitamento e contemporaneamente ridurre le tasse.
    Il vero problema è che per fare tutto questo serve una volontà politica forte.
    Per questo anche io sono piuttosto pessimista sul futuro dell’Italia.

  6. Per Marivo:
    quando ero giovane qui era tutta campagna.
    Anonimo

  7. Intendi che la frase di Bethold Brecht sia una cosa ovvia? mah per me non lo è, se poi dobbiamo pensare che le banche siano un bene o un male parliamone, c’è il blog apposta, sentiamo che ne pensa il popolo pentauriano.

  8. “Garage! Garage! Garage!” Ecco cosa dice la folla aprendo le finestre di Versailles…..

  9. discutere se le banche siano un bene o un male????
    Sono una necessità Marivo… (e questo sì che ovvio) poi su come si debbano gestire si può discutere..

  10. Le Banche danno un servizio che nel mondo di oggi è necessario.
    Che questo servizio spesso e volentieri non sia all’altezza dei guadagni che una banca genera, questo è un altro paio di maniche.
    La mia risposta era legata al fatto che una frase così buttata in una discussione, senza argomentazioni e niente che l’accompagni e sopratutto nemmeno molto centrata rispetto al tema della discussione mi sembrava come dire che qui era tutta campagna o che si stava meglio quando si stava peggio.
    E se vogliamo comunque discutere del ruolo delle banche nel mondo io dico che una parte della colpa è anche nostra. Non abbiamo la cultura necessaria che ci porti a porre la giusta attenzione alle cose.
    Quando c’è stato il periodo delle borse che salivano tutti ci si sono buttati ad investire senza pensare che i forti guadagni sono sempre legati a forti rischi, e per sapere questo non è necessario essere Mario Draghi.
    Guardiamo quello che è successo (o meglio, quello che succederà dato che gli effetti si vedranno nei prossimi anni) con l’indebitamento che gli enti locali hanno contratto con le banche attraverso operazioni di finanza strutturata. Queste operazioni stanno generando perdite per svariate centinaia di milioni di Euro.
    Quello che mi chiedo è questo: è criminale la banca che lo ha proposto? E’ criminale il funzionario pubblico che lo ha sottoscritto senza sapere cosa sottoscriveva e senza porsi minimamente il dubbio di non avere le competenze necessarie per poter valutare l’economicità e la rischiosità di un’operazione del genere (o senza informarsi che in Inghilterra questo è già successo dieci anni fa e per questo gli enti locali non possono più fare questo tipo di operazioni)? Oppure la colpa è di entrambi?
    E’ facile pensare che le colpe siano sempre di chi sta sopra.

  11. Io non sono proprio un esperto in materia di economia quindi soppeserò ogni parola. I fatti degli ultimi anni, Parmalat Cirio i bond argentini, forme di investimento proposte ai clienti dalle banche, rivelatisi poi veri e propri crack, vere truffe a danno soprattutto dei piccoli risparmiatori stanno lì a dirci che le banche prima di tutto non fanno il nostro interesse, se per ricavare denaro devono farti comprare una merda non ci pensano un attimo, investa pure, tant poi se è una bufala sei stato tu a decidere, vabbè però se io dò soldi a loro e loro mi danno dei consigli, visto che è questo il loro lavoro- investire al meglio- dovrebbero preoccuparsi credo di ciò che mi fanno comprare, ma loro sanno che il 99 per cento delle persone non ne ha un idea dell economia mondiale e se ne approfittano.
    E negli ultimi mesi, gran soldi in pubblicità per riprendersi la credibilità che si son sputtanati-il cliente è al centro del nostro mondo, vieni da noi con fiducia noi siamo la banca differente- e prima o poi ricapiteranno le stesse cose le stesse bolle scoppieranno i superricchi diventaranno supersuperricchi e il ceto medio sarà più povero.
    Come dice Enrico le banche forse son necessarie. son daccordo. ma perchè non nazionalizzarle? Almeno sarei sicuro che i miei investimeni seguano certe regole di etica, di trasparenza e non solo i profitto ( non mio ma dei banchieri).

  12. Nazionalizzare le banche?? (scusa se ripeto ogni frase che dici ma rimango sempre più basito..)
    Secondo te nazionalizzare le banche, cioè sostanzialmente metterle in mano alla politica è garanzia di etica e trasparenza..?!?!?
    è forse meglio se restano private da quel punto di vista…

  13. La nazionalizzazione può attendere, intanto Enriquez beccati i nostri migliori auguri per i tuoi 29 anni!
    Anche la piccola Anna si unisce agitando un piccolo elefantino in segno di tripudio.
    E se posso ti ricordo anche che Jimi Hendrix ai 29 non è mai arrivato quindi gioisci e aspetta che i 30 arriveranno presto e con essi i mille acciacchi di quest età ( vedi la beccaccia 32)

  14. Dai mettiamo le Banche in mano a quelli che hanno gestito Alitalia.
    …e i rendimenti volano….(via…)

  15. Giusto… tutte belle parole… ma allora perchè votiamo/votate anche quei personaggi che allungano i tentacoli della politica negli affari? Mi riferisco a Berlusconi ma anche a tutti coloro che dichiarano purezza d’animo e poi allungano le mani negli affari, soprattutto regionali e locali. Mi sono letto l’intervista a Donigaglia questa mattina sul Carlino e mi sono venuti i brividi. Io quella gente l’ho votata! Ma di sicuro non lo rifarò più, visto che giocano con i nostri soldi come se fosse Monopoli. C’è ancora un meccanismo in Italia, per cui se sei un politico e commetti dei vistosi errori o fai principalmente e spudoratamente solo i tuoi interessi, vieni votato di nuovo. In un paese moderno ciò NON DEVE ACCADERE. E’ questa forse, una delle tante ragioni della crisi. ALtrochè le marchette su internet, manifestazioni contro la scuola o macchine bruciate…. FORCONI SOTTO I COMUNI! Io ci sono.

  16. Torno sul discorso di Gio… ci vuole di più della semplice coordinazione a livello europeo. Gli stati alle crisi economiche, solitamente, rispondono chiudendo la propria economia, in questo caso dovrebbe essere l’Europa a chiudersi in se stessa. Questo è il momento per credere ancora di più nel progetto EUROPA e accellerare i processi di unione. Nell’attuale europa abbiamo stati che possono produrre a basso costo e stati che hanno know-how. ci sono le basi per far circolare ricchezza all’interno senza sperperare denaro e risorse all’esterno.
    la politica di Bush ha distrutto le basi dell’economia americana, basandosi per anni sul mercato immobiliare, automibilistico e bellico ha creato una voragine nel bilancio americano. Il Regno Unito fuori dall’euro dovrà lottare contro la crisi con una sterlina ai minimi storici. Il Giappone sono anni che si è chiuso nel suo guscio. Cina e India studiano da anni i nostri prodotti e un domani oramai prossimo saranno in grado di produrli con una qualità di poco inferiore…
    O si cavalca l’onda adesso, o si rischia che l’america passi il testimone all’oriente senza che l’europa ci possa mettere le mani sopra.. a quel punto per l’Italia sarebbero veramente c…. amari

  17. Ritorno sul discorso di Giovanni dal mio osservatorio ossia il mondo del lavoro e posso testimoniare che la crisi è più che visibile! Questo è il terzo anno che lavoro al CPI e non ho mai visto così tante persone venire ad iscriversi, ci sono continuamente casse integrazioni, fabbriche che hanno letteralmente portato via tutti i macchinari mentre la gente era in ferie, vedi zona Sipro di Lagosanto ed hanno chiuso. La regione sta valutanto gli stanziamenti per le CIGS in deroga che sono aumentate del 525%, c’è da mettersi le mani nei capelli e se non si fa al più presto una seria e strutturata riforma del Welfare bipartisan io non so davvero dove andremo a finire! I miei colleghi delle altre province mi confermano che anche nelle altre città si registra un aumento esponenziale degli iscritti alle liste dei disoccupati…io sono veramente pessimista! E non ne posso più di sentire un miliardario dire che tutto va bene, gli farei guardare il senso di smarrimento negli occhi delle persone che passano di qua!

  18. Simona,
    grazie per il tuo post, perché spesso quello che manca in questo tipo di dibattiti – siano sul web, come in questo caso, o su altre piattafrome di comunicazione – é la realtá de fatti, cioé le cifre, i numeri e la percezione di quello che succede, per esempio nel mondo del alvoro attualmente.
    Nel weekend svilupperó alcune riflessioni che ho fatto in questi gironi, sullo stesso argomento, che mi pare sia ancora, e ancor di piú, di attualitá.
    La cosa certa é una e indiscutibile: questo é l’inizio dela crisi, non abbiamo neanche finito l’antipasto.

  19. Ok, ma quando i soldi saranno finiti !!??… perchè con tutte queste cassa-integrazioni è lo stato che bene o male paga…. dove andremo a finire? Bancarotta?? Hai voglia, Simo, fare una riforma del Welfare… bipartisan poi?

  20. Sicuramente apparirò visionaria o slegata dalla realtà per quello che sto per scrivere ma lo farò lo stesso.
    Crisi o non crisi una società civile deve darsi delle regole che su determinati argomenti devono avere le maglie strette, proprie perchè quando arriva la crisi i diritti di cittadinanza devono essere tutelati, se no tutto va a scatafascio. E’ dal 97 che aspettiamo una seria e strutturata riforma del welfare in questo paese e non si può procrastinare oltre! Non è possibile ne legale che un’azienda smantelli i macchinari e chiuda i battenti mentre gli operai sono in ferie per Natale (ritorno al caso citato nel precedente post)! Il punto è come vogliamo uscire da questo momento come una società totalmente senza radici o coesa? Lo so anch’io che ci sono pochi soldi, ma se vengono pure utilizzati male cosa rimane: l’indifferenza, l’andar via dall’Italia???? Io sono per affrontare i problemi a viso aperto, viviamo in una regione che sta per stanziare diversi milioni di euro per affrontare i problemi, grazie a Dio se non altro c’è stata la Riforma del Titolo V della Costituzione (non pensavo che l’avrei mai detto…) è una magra consolazione e di sicuro non sarà così nel resto d’Italia ma le teste di ponte ci servono!

  21. Io conosco famiglie con 3 persone,dove la moglie lavora part time, la figlia va a scuola e il marito lavora in una fabbrica che ha ordinativi fino a febbraio poi non si sa. Per chi lavora in piccole realtà non esiste alcuna ammortizzatore sociale, la mancanza totale di politica per il lavoro fatta in Italia da quando io ricordo ci lascia in mutande di fronte alla crisi che sta arrivando, come dice la Simo in zona sipro son diversi i posti che han chiuso mettendo a casa gente di 35-40 anni che fan la fila agli interinali e che hanno poche possibilità di ricollocarsi. E anche le agenzie interinali subiscono questo, basando molto del loro lavoro sulle realtà industriali di medie dimensione del territorio, il numero dei posti di lavoro scomparsi aumenta sempre e dietro ogni numer ci son famiglie che si guardano in faccia e non sanno come fare a tirare avanti.

  22. Ribadisco qui quella che è ormai una considerazione che ho condiviso con molti di voi.
    Sono fermamente convinto che per cambiare il mondo del lavoro italiano ci voglia un sindacato forte e che riesca a vedere oltre le scelte popolari per scorgere le soluzioni che daranno risultati nel lungo periodo.
    Per questo motivo bisognerebbe che la gente si ribellasse contro i sindacati che ci troviamo oggi.
    Oggi il sindacato è un partito politico che non siede in parlamento.
    Non è certamente questo un sindacato che può fare delle scelte corrette, perchè quando c’è qualcuno al governo va tutto bene e quando c’è qualcun’altro va tutto male.
    Io mi incazzo spesso perchè secondo me la gente non focalizza bene il problema.
    Oggi è verissimo che le persone si trovano in difficoltà perchè hanno in mano dei contratti che non li proteggono da momenti di crisi come questo e per questo si incazza con i governi che hanno istituzionalizzato questi contratti.
    Spesso però, a mio avviso, ci si dimentica che quel contratto è stato sottoscritto da un sindacato al quale molta gente aveva dato la delega (attraverso l’iscrizione) a trattare in nome proprio.
    Non sento però molte voci incazzarsi con il sindacato, o meglio, non sui grandi numeri. Tenete presente che il tasso di sindacalizzazione in taluni settori dell’economia è ancora altissimo.
    Il problema è che il sindacato non ha la lungimiranza di (voler) capire che è meglio un asilo aziendale rispetto a venti euri in busta paga.
    E questo è solo un esempio per farvi capire che un sindacato veramente forte e “intelligente” dovrebbe essere in grado anche di guidare la propria base verso scelte corrette.
    Si ragiona sempre sul far avere più soldi in tasca alla gente, ma si trascura sempre troppo una delle due strade percorribili per farlo che è quella di farli spendere meno grazie ad una serie di iniziative di sostegno.

  23. Dal TG1 di oggi, 24-02-09 ” Obama progetta la nazionalizzazione di Citygroup, il più grande gruppo bancario americano, con l’aquisizione di oltre il 40 per cento delle quote.”

    Da Repubblica di lunedì 16-02-09
    ” Nazionalizzare le banche? Mi sempre un ipotesi fattibile, almeno per stati come la Gran Bretagna, come concorda Gordon Brown.”

    E pensare che solo poche settimane fa il sottoscritto proponendo lo stesso veniva liquidato in 3 righe…sono un cazzo di economista ecco la verità


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