23
04
2008
Tutti su Alitalia dicono la propria…
Anche io, l’Albatro, voglio dire la mia su Alitalia, non con loquaci argomentazioni, ma a mio modo, con guano caldo che fiotta di culo, una immensa liquida merda, brodosa, senza risparmio per i miei intestini.
La “nostra” compagnia di bandiera è in condizioni miserrime, sull’orlo del crollo, perde molto più di quanto incassa… Insomma, fosse per il mercato, la sentenza di fallimento sarebbe già stata scritta da un pezzo. Nell’affaire, ci si butti dentro poi la politica che ne ha fatto oggetto di campagna elettorale da decenni con scambi di favore e i sindacati, che per partito preso viaggiano col freno a mano tirato su qualsivoglia riforma: da questo guazzabuglio svuota casse non se ne esce.
Ma si prova di tutto per salvarla: sul tavolo del governo Prodi arriva la proposta di Airfrance con KLM. Dategliela, urla l’italiano che crede che il mercato possa fare qualcosa per questo Paese, magari dargli un spinta innovativa! E invece si forma l’asse più impensabile del mondo, l’asse Berlusconi-estrema sinistra-sindacati, a dire che no, Alitalia non si svende, il piano industriale dei francesi prevede tagli agli esuberi,vogliamo garanzie (insostenibili, come è ormai chiaro) per tutti, l’Italia deve avere la sua compagnia di bandiera, vado io al Governo e l’accordo non si fa più, la cordata italiana, ecc. ecc.
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Autore : L'Albatro
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1
12
2007
Come posso non volare a picco su re, regine e principini che chiedono all’Italia 260 milioni di euro come risarcimento per il loro esilio? Come posso, io, l’Albatro, uccello smerda sconcezze non prendere purghe per aumentare il mio brodo di guano e lasciare che coli a spruzzo sui discendenti degli ex regnanti?
Già il loro ritorno nella penisola nei primi giorni non fu proprio brillante, tra una baldracca e un video poker, tra le difficoltà di riconoscere la Costituzione e tacere, per dignità, su argomenti quali dinastia e storia.
Già fu un miracolo che queste teste incoronate ottenessero l’esilio agli albori della democrazia, dopo che ebbero causato all’Italia mali dei peggiori, come la consegna chiavi in mano del paese a Mussolini dopo la marcia su Roma o, ancora peggio, avere abbandonato l’Italia al suo destino il giorno più infausto, o uno dei tanti, della nostra storia, l’8 settembre ‘43, con quello che ne seguì.
» Ecco su wikipedia una breve cronaca di quegli eventi successi nel ‘43
» Ecco invece le richieste dei Savoia di oggigiorno
Viene quasi in simpatia Calderoli, il pacato leghista, che propone di rispedire in esilio i poveri e danneggiati ex regnanti.
Ma io, l’Albatro, bisogna che stia attento al grilletto facile di Vittorio Emanuele: si tratta di un impallinatore alla cazzo, di uno che tira al piccione, non ricordate l’episodio sull’isola di Cavallo?
Abbiate, tuttavia, fiducia in me. Anche se un poco spaventato porterò il mio e vostro giudizio merdoso su quegli stemmi regali, su quelle belle faccette simpatiche, invischiandoli come petrolio della mia collosa diarrea.
Vo’! ma non so se torno!
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10
11
2007
Eccomi. L’Albatro. Nell’aria. Richiamato al volo dal poeta Bondi che dedica a Cicchitto sublimi versi. Bondi è Dante e Cicchitto la sua musa Beatrice. Bondi è Petrarca e Cicchitto la sua bella Laura. Oppure, se vogliamo tutto più sofferto, Bondi è Catullo e Cicchitto l’irriverente Lesbia.
Insomma…versi del poeta Bondi, coordinatore di Forza Italia, che onorano il compleanno numero 67 del senatore Cicchitto (sempre FI). Grillini così li commenta: “È bene che ci sia tenerezza tra uomini anche in Parlamento”.
Io, confuso tra un distico e l’altro, volo, volo a farla.
Ma questo liquido fiotto, non sarà semplice sterco bensì sterco pindarico, e nella mia cacata sulla persona di Bondi, non ci sarà oltraggio mefitico bensì un’evacuazione all’odore di alloro, la pianta di Apollo, divinità delle arti. Dal Parnaso oggi spicco il volo.
Vi riporto la poesia di Bondi, ma anche il suo seguito, nascosto agli organi di stampa. Il componimento infatti continua per cambiare stile, farsi più drammatico e addolorato.
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14
10
2007
Qualcuno mi consiglia purghe. Qualcun altro di mangiare molte prugne o di bere caffè per stimolare coliti.
Carissimi, grazie dei consigli. Ma io, l’Albatro, non ho bisogno di alcun rimedio della nonna per cacare. Io caco in proporzione all’offese ricevute alla mia e vostra etica.
E questa settimana mi appresto ad alzarmi e volare e cacare, come mi si chiede, come devo fare. Brodoso guano sulla nefandezza che ci viene proposta come quotidiano cibo. E allora voliamo…
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6
10
2007
Eccoli proferire parola, parola che dalla gola esce, aria che transita per i polmoni, non dal cervello.
Veni, vidi, vici: così Giulio Cesare.
Io, L’Albatro: mi alzo, volo, cago!
Liquame su liquame, merda su merda, come ritrarsi di fronte a questi scempi irresponsabili, a queste boutate…
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23
09
2007
La Democrazia: un fragile campo di grano. Gli spaventapasseri posti in mezzo al campo non spaventano più nessuno, non sono più capaci garanti. Corvi neri dagli alberi si gettano sul campo e ne fanno razzia, ne fanno scempio.
L’Albatro.
L’Albatro. Eccomi. Grande uccello marino, rapido al volo, a svettare nel cielo. La mia moralità è consostanziale all’aria, alta, pura. La ragionevolezza è un fragile mirto da custodire. Io sono l’uccello che si alza ogni qualvolta morale, ragionevolezza e democrazia vengono violati da affermazioni immonde, frasi deliranti, comportamenti che calpestano l’etica e la convivenza. Quando ciò avviene, quando un uomo politico, un giornalista, un intellettuale o l’uomo della strada mette sotto ai piedi l’alto valore dei principi sopra detti mi alzo in volo, e volo, volo fino a raggiungerlo, e quando lo raggiungo, dall’alto cago.
Dall’alto cago, litri di merda, liquame delle mie interiora. Caldo sterco che immonda l’immondo. Il mio è un apparato escretore tanto giusto quanto la mia voglia di libertà. Dall’alto cago su chi fa scempio del buon senso. Io sono l’Albatro, l’uccello che vendica gli affronti alla morale e alla civiltà.
Ogni volta che riceverò segnalazione mi alzerò. Aiutatemi a raccogliere frasi e affermazioni che palesemente stonano coi principi di legalità, democrazia e intelligenza, aiutatemi! Denunciate con me, con me volate verso i dispensatori quotidiani di cazzate e con me, attraverso me, offrite la giusta risposta. Io sono L’Albatro e sull’immondo CAGO!
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