31
03
2008
Ovviamente non mi riferisco a nessuno dei membri della comunitá gay di Barcellona _i quali non hanno bisogno di essere cercati, perché affollano in quantitá le strade della cittá, soli o in coppiette, mano nella mano e brillanti di felicitá e libertá_ ma piuttosto alla tanto amata verdura (Foeniculum vulgare) che purtroppo qui _poverina_ sembra essere merce esclusa e quasi irreperibile.
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Autore : elena
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4
02
2008
Se girando per le strade della cittá vedete passare persone pedalando allegramente in sella a caratteristiche biciclette bianche e rosse con la scritta Bicing sul parafango posteriore, non si tratta di una associazione di ciclisti ma di un vero e proprio mezzo di trasporto pubblico. Lo scorso Marzo 2007 é stato inaugurato a Barcellona appunto il “Bicing”, un servizio di noleggio di biciclette promosso dal Comune, che permette di ritirarle e restituirle in una qualsiasi delle ormai quasi 200 stazioni sparse per il centro urbano, attraverso l’uso di una tessera magnetica.
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Autore : elena
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8
01
2008
Un gioco di parole designa uno degli spettacoli piú divertenti e originali che abbia visto negli ultimi anni. É il concerto comico di Pau De Nut, un simpatico cantastorie dell’underground barcellonese, armato di violoncello, che con pochi fili (la voce, lo strumento e l’umorismo) tesse un one-man-show degno di nota. Il suo spettacolo é come la birra, che scivola giú per la gola, leggera e fresca. É una gioia per le orecchie e per il cuore: nello spettatore risate spontanee si alternano a sentita ammirazione per la sua voce, capace di affrontare qualunque registro vocale, e per il suono del suo violoncello, capace di percorrere ogni tipo di melodia e di ipnotizzare.
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Autore : elena
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14
12
2007
Un giovedí qualunque di dicembre. Non ho molto tempo per la pausa pranzo e mi siedo in compagnia di un panino nel Paseo del Born, al sole, sulla scalinata. Dicono che anni fa il Born fosse un quartiere umile e malfamato, popolato per lo piú da immigrati, e terreno fertile per la microdelinquenza, poi le opere di riforma l’avrebbero lentamente trasformato in quello che oggi è, assieme a Gracia, il quartiere “bohemio” per antonomasia di Barcellona. Ma un bohemio chic, perché in realtá a parte alcuni posticini per artisti, hippie e studenti squattrinati vi si trovano soprattutto negozi di design, boutique di firme importanti, ristoranti ricercati, originali e colorati bar de copas e appartamenti carissimi. Anticamente invece era lo scenario di fiere, mercatini e tornei medievali.
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Autore : elena
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8
12
2007
Come la maggior parte degli uffici delle grandi multinazionali anche il mio ha un ambiente un po’ asettico e grigio, dove si ode solo il ticchettio delle tastiere, qualche telefono che suona e un brusio multilingue, il tutto condito da una fredda luce al neon.
Lucy ha vi portato sempre una ventata d’aria fresca e d’allegria tutta latina. Di origini ecuadoriane, meticcia, di mezza età, labbra grandissime sempre aperte su due file di denti bianchissimi, e altrettanto grandi occhi verdi. Sempre impeccabilmente truccata e piena di brio. È la nostra “señora de la limpieza”, cioè la signora delle pulizie.
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Autore : elena
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27
11
2007
Anche quest’anno é arrivata. L’abbiamo attesa con impazienza, con fervore, oserei dire con ansiosa aviditá. Soprattutto noi della comunitá italiana di esiliati. Giá da settimane ci si chiedeva quando esattamente sarebbe tornata. Sto parlando della “fiesta del vino”, la presentazione (e degustazione gratuita!) dei vini dell’annata. Una trentina di cantine spagnole e catalane allestiscono banchetti di degustazione di vino e cava per alcune stradine del quartiere La Ribera, una zona del Borne, per la precisione in Carrer Agullers, Consellers e Canvis Vells. Non bisogna fare altro che comprare un calice in uno degli stands per la modica cifra di 3-4 Euro e con esso si ha il lasciapassare per l’esperienza amena ed estatica di “bevuta e magnata infinita a sbafo”.
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Autore : elena
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16
11
2007
Per chi vive in una grande cittá turistica, a volte é un supplizio passeggiare per il centro, che per la maggior parte del tempo é assaltato da orde di visitatori. A Barcellona arrivano ogni giorno in pullmann, in treno, in nave, in aereo, e si riversano come uno sciame d’api nel casco antiguo e intorno ai luoghi d’interesse artistico-culturale e d’intrattenimento. Ci sono periodi in cui é difficile trovare un po’di tranquillitá…peró chi vive qui sa dove e come ritagliarsi nicchie di intimitá e pace. Non é facile ma volendo ci si riesce, anche in una grande metropoli.
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Autore : elena
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9
11
2007
Dopo un viaggio nel terzo mondo si torna sempre a casa con un po’ piú di coscienza sociale e di sensibilitá umana, e, inevitabilmente, si finisce per apprezzare molto di piú tutti quei piccoli dettagli della vita occidentale, che caratterizzano quotidianamente il nostro benessere. Eccomi qui, fresca fresca di ritorno da un viaggio di tre settimane nel cuore dell’America Latina, uno di quei viaggi itineranti e supereconomici, con nulla piú che uno zainone in spalla, in una tasca alcuni (pochi) soldi, nell’altra un k-way e un berretto, ma soprattutto con nulla di organizzato e con un ampio margine di imprevedibilitá e di libertá. Quando si viaggia cosí, con poche comoditá, e a stretto contatto con “la gente de la calle”, il limite tra superfluo e necessario inizia ad oscillare e tanti oggetti e situazioni prima onnipresenti nelle nostre giornate barcellonesi (o italiane) diventano di colpo inutili. E al ritorno tutto ci sembra piú piacevole, confortevole, facile, giusto, ben organizzato, sicuro.
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Autore : elena
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3
10
2007
A Barcellona quello della vivienda cioé della casa é un argomento scottante. Esistono e coesistono infatti molteplici e infami forme di speculazione legate agli immobili. Vediamo quali:
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Autore : elena
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26
09
2007
C’é un tipo francese, magretto, con la pelle rinsecchita dal sole e quasi integramente tatuata che ama girare nudo per la cittá nelle giornate d’estate; lo si puó incontrare alla playa, lungo la Rambla o in giro per il Raval, a volte trascinandosi dietro una bicicletta, ma sempre e comunque con i gioielli allegramente al vento. Di fatto dovete sapere che nella terra di Catalunya il nudismo non é considerato un atto osceno in luogo pubblico e dunque non é punibile, purché non sia accompagnato da veri e propri atti “osceni” quali ad es. il palpaggio delle parti intime.
Lo trovo giusto, in un certo qual modo questo liberalismo ci riconcilia con la natura e con il nostro corpo, bello o brutto che sia (e in questo caso il corpo del signore francese é esteticamente tutt’altro che piacevole, ma lui sembra non curarsene affatto e, anzi, ne va orgoglioso…). Cosí capita spesso che il nostro omino passi come mamma l’ha fatto fianco a fianco a un mossu d’esquadra (la polizia locale) e gli sorrida sornione, senza che l’altro possa intervenire in alcun modo, restandosene lí fermo, pieno di uno sguardo critico ma impotente.
E ora che le temperature iniziano a rinfrescarsi, l’allegro nudista, costretto a coprirsi, si confonde tra la folla e marca _ahimé_ con la sua assenza il primo, inevitabile segno dell’arrivo dell’autunno.
Autore : elena
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