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	<title>il Pentauro &#187; Gli Spigoli di Antonio</title>
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		<title>13 Dicembre</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 10:13:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio spigoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Spigoli di Antonio]]></category>

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		<description><![CDATA[Guardati intorno ma fallo davvero stavolta. le luci son quelle dei natali trascorsi, oggetti polverosi privi di polvere, le strade sono vuote puoi leggere l'asfalton tra le auto in corsa, auto dello stesso colore tutte, hanno spostato le mete e le rotte son cambiate, le nuvole son grigie e ferme oppure il cielo è vuoto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guardati intorno ma fallo davvero stavolta.<span id="more-434"></span> le luci son quelle dei natali trascorsi, oggetti polverosi privi di polvere, le strade sono vuote puoi leggere l'asfalton tra le auto in corsa, auto dello stesso colore tutte, hanno spostato le mete e le rotte son cambiate, le nuvole son grigie e ferme oppure il cielo è vuoto, sembra che aspetti, io riempio col gas i miei pochi metri cubi, in verticale, hanno lottizzato il buco nell'ozono, si cambiano le scarpe ad ogni stagione, si accende la tv per non guardarla, si prepara il tè per non finirlo, io non credo più nell'individuo che forma il popolo, la massa è diventata una brutta parola, si fanno divani da due posti, oggi si fa la fila in ordine, come gli indiani, e ognuno vive nella propria riserva.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Alda Merini ( Milano, 21 marzo 1931 – Milano, 1º novembre 2009)</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 19:41:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio spigoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Spigoli di Antonio]]></category>

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		<description><![CDATA[Se la morte fosse un vivere quieto, un bel lasciarsi andare, un'acqua purissima e delicata o deliberazione di un ventre, io mi sarei già uccisa. Ma poichè la morte è muraglia, dolore, ostinazione violenta, io magicamente resisto. Che tu mi copra di insulti, di pedate, di baci, di abbandoni, che tu mi lasci e poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se la morte </p>
<p>fosse un vivere quieto,<br />
un bel lasciarsi andare,<br />
un'acqua purissima e delicata<br />
o deliberazione di un ventre,<br />
io mi sarei già uccisa.<br />
Ma poichè la morte è muraglia,<br />
dolore, ostinazione violenta,<br />
io magicamente resisto.<br />
Che tu mi copra di insulti,<br />
di pedate, di baci, di abbandoni,<br />
che tu mi lasci e poi ritorni </p>
<p>senza un perchè<br />
o senza variare di senso<br />
nel largo delle mie ginocchia,<br />
a me non importa </p>
<p>perchè tu mi fai vivere,<br />
perchè mi ripari da quel gorgo<br />
di inaudita dolcezza,<br />
da quel miele tumefatto</p>
<p> e impreciso<br />
che è la morte di ogni poeta</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prima o Poi</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 14:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio spigoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Spigoli di Antonio]]></category>

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		<description><![CDATA[Sento ancora il fischio, l'eco lontana delle tue parole, parole buttate come pietre per sbarrarmi il cammino, ci giravo intorno per non capire, volevo scordare la nostra lingua comune, ti volevo straniera, come una terra come un piatto di sapore strano. Gli anni li contavo su una mano sola, a volte penso a noi due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sento ancora il fischio, l'eco lontana delle tue parole<span id="more-387"></span>, parole buttate come pietre per sbarrarmi il cammino, ci giravo intorno per non capire, volevo scordare la nostra lingua comune, ti volevo straniera, come una terra come un piatto di sapore strano. Gli anni li contavo su una mano sola, a volte penso a noi due come ad enormi sproporzionati bambini, che lavorano bevono guidano auto come grossi giocattoli, aspettando tutta la vita per crescere, altre volte mi vedevo sdraiato nella cassa, coi fiori in mano, sveglio e con gli occhi fissi,pallido i capelli tirati indietro, mi manca il presente capisci? ho negli occhi solo il passato e squarci di futuro di vite altrui, non so da quando ho cominciato a fare così, se ho un pensiero è per il prima o per domani, mercoledì giovedì, forse non sono io, forse solo il presente non esiste, ci hai mai pensato, non esiste che un prima e un poi, e dentro il vuoto ci siamo noi, che galleggiamo come pellicani sulla superficie liscia delle cose.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Poesia di Natale</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 16:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio spigoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Spigoli di Antonio]]></category>

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		<description><![CDATA[E che sia la vita l'anima la spinta di questi ed altri mondi che la notte insonne celi al mondo le sue intenzioni serie il male non fu creato per l'amore l'amore si fondò come una città senza abitanti io spingo questo carrello pieno di menti per le strade deserte di uomini e se l'attesa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-382"></span>E che sia la vita l'anima la spinta di questi ed altri mondi<br />
che la notte insonne celi al mondo le sue intenzioni serie<br />
il male non fu creato per l'amore<br />
l'amore si fondò come una città senza abitanti<br />
io spingo questo carrello pieno di menti<br />
per le strade deserte di uomini<br />
e se l'attesa fosse un fiume annegheremmo nel vino<br />
che piscia dalle botti come dolore che schizzi<br />
dalla tua vita, le tue mani<br />
se parlo della tua vita ridi pensi all'eterna<br />
morte che vivi gni giorno ogni data<br />
ora al tuo respiro costante<br />
scegli le lettere che scriveranno il tuo destino<br />
scrivi la vita già vissuta come<br />
una stupida poesia imparata a memoria<br />
nomina l'acaro la barbabietola il melone<br />
e tutta la bocca modula per uccidere il ritmo<br />
e la sete non ti specchi come i vampiri<br />
l'immagine che vedi siamo solamente noi.<br />
ogni giorno uguale all'altro</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La poesia, Fernando Pessoa-trad. dall&#8217;inglese di Amina di Munno</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 11:34:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio spigoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Spigoli di Antonio]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella mia mente è sopita una poesia che esprimerà la mia anima intera. La sento vaga come il suono e il vento eppure scolpita in piena chiarezza. Non ha strofa, verso nè parola. Non è neppure come la sogno. E' un mero sentimento, indefinito, una felice bruma intorno al pensiero. Giorno e notte nel mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mia mente è sopita una poesia<span id="more-373"></span><br />
 che esprimerà la mia anima intera.<br />
La sento vaga come il suono e il vento<br />
 eppure scolpita in piena chiarezza.</p>
<p>Non ha strofa, verso nè parola.<br />
 Non è neppure come la sogno.<br />
E' un mero sentimento, indefinito,<br />
 una felice bruma intorno al pensiero.</p>
<p>Giorno e notte nel mio mistero<br />
 la sogno, la leggo e riprovo a sillabarla,<br />
e sempre la parola precisa è sul bordo di me stesso<br />
 come per librarsi nella sua vaga compiutezza.</p>
<p>So che non sarà mai scritta.<br />
 So che non so che cosa sia.<br />
Ma sono contento di sognarla,<br />
 e una falsa felicità, benchè falsa, è felicità.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mettete l accento su alcune E</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 13:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio spigoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Spigoli di Antonio]]></category>

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		<description><![CDATA[Hanno ammainato la bandiera. I camion della spazzatura vanno e vengono senza sosta, uno non fa in tempo ad aprire il cassonetto e lasciar cadere il sacchetto pieno che subito devi spostarti di lato, vedi la sirena arancione, il camion aspetta, scendono due uomini e procedono. Il megafono che aveva cantato urlato marciato pianto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno ammainato la bandiera.<br />
I camion della spazzatura vanno e vengono senza sosta, uno non fa in tempo ad aprire il cassonetto e lasciar cadere il sacchetto pieno che subito devi spostarti di lato, vedi la sirena arancione, il camion aspetta, scendono due uomini e procedono.<br />
Il megafono che aveva cantato urlato marciato pianto per una settimana intera, ora tace<span id="more-186"></span>, sembra un oggetto fuori dalla memoria, un pezzo d astronave aliena diementicato dagli omini verdi.<br />
La piazza d italia, oblunga e slanciata da un sole feroce, si ferma nell aria rarefatta dell estate piena. Nessuno passa, volano giornali vecchi di un giorno, l edicola e chiusa, il mare dalle spiagge deserte.<br />
La saracinesca chiude la chiesa, ti fa pensare a quelli rimasti dentro, senti grida che non ci sono, urla pianti di bambino. La chiesa e vuota, il vero silenzio han scelto, questa volta, per commemorarne la morte.<br />
Perche lui e morto.</p>
<p>Lui, un omino fragile, di bassa statura, senza capelli, ma con lo sguardo cosi vivo, ti scavava dentro, ti faceva salire con un solo sguardo diretto, ti faceva salire alla testa tutti i pensieri contemporaneamente, era un intasamento mentale, tanta rabbia e l incredulita, e la paura l invidia, il rispetto che anche se non vuoi non puoi non provare.<br />
Era un uomo come tanti, si dice in questi casi, ma non e vero lo sai. Nato povero, o almeno non ricco come i ricchi che nascono ricchi e muoiono straricchi e stralontani dall idea che esistano altri non ricchi, era cresciuto con idee balzane per la testa, idee di grandezza.<br />
Si era umiliato, aveva rubato, nascosto, messo in ridicolo, cosa non fai per difendere i tuoi sogni? E quando poi i tuoi propri sogni diventano pane per le masse, idee da teleromanzo, facili, le chiamano idee populiste, nome complicato e falso, lui le chiamava idee per tutti.</p>
<p>Comunque ora e morto, ca va, chi altri ne vorra parlare?<br />
Ora faremo i conti con un mondo senza, se ancora ci ricordiamo come si fa.</p>
<p>Addio Silvio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tutti aspettano me compreso</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 17:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio spigoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un altra storia. Raccontare è la fatica che si chiede. Fu un processo rapido, sette mesi tirati, l'autunno virò in inverno, la neve sciolse il legno marcì, io divenni grigio, no i capelli no, quelli li avevo già persi per la malattia, so che non ricordi, tu butti le lettere dopo averle lette, non fai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un altra storia. Raccontare è la fatica che  si chiede. Fu un processo rapido, sette mesi tirati, l'autunno virò in inverno, la neve sciolse il legno marcì, io divenni grigio, no i capelli no, quelli li avevo già persi per la malattia, so che non ricordi, tu butti le lettere dopo averle lette, non fai come tutti, loro conservano, foto lettere, un pò di tutto, si fa così fatica a buttar via, sono ricordi si dice, son balle, è altro che non vogliam gettare, non comincio stai tranquillo, niente sulla vita niente sulla morte, ti tocchi i coglioni bravo, e dei coldplay che ne pensi? bravo, ti tocchi i coglioni, che bel gesto, sa di sfida, la bella mano a ciotola, ecco il mio peso nel mondo sembra che dici.<br />
Il vento nucleare spazzò la terra, si alzò come un respiro da nord, le montagne non c erano più a ripararci, il deserto divenne biondo, il bianco si cristallizò e cadde, si ruppe. E le truppe entrarono dall'immensa porta, gli immensi e vuoti carri, i cadaveri essicati dondolavano alla guida, durò giorni, la notte non calò mai a nascondere la processione, furono giorni come ore.<br />
Che facciamo? chiesero intorno.<br />
Aspettiamo- dissero gli anziani-passerà anche questo.</p>
<p>Non c'è vento oggi, la giornata è fissa come la farfalla del libro. Tutto è già passato e tutti che fanno?<br />
Tutti aspettano me compreso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il mio pesce ha sete</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Aug 2007 10:45:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio spigoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Spigoli di Antonio]]></category>

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		<description><![CDATA[Alto è alto, avrà trentanni, moro, da dietro sembra un ricco ebreo, perderà tutti i capelli, ho un occhio io per queste cose. Un oceano verde pallido mi si apre davanti. Kalhid alza la mano in un cenno, siamo arrivati, me ne sono accorto cazzo. Le colline spoglie a destra e sinistra, sopra la spalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alto è alto, avrà trentanni, moro, da dietro sembra un ricco ebreo, perderà tutti i capelli, ho un occhio io per queste cose.<br />
Un oceano verde pallido mi si apre davanti. Kalhid alza la mano in un cenno, siamo arrivati, me ne sono accorto cazzo.<span id="more-86"></span> Le colline spoglie a destra e sinistra, sopra la spalla il cielo bianco, e sotto un concerto da un milione di persone a Copacabana, un onda lunga che si ripete da sinistra a destra, lenta, le braccia come steli al vento, solo che queste non son persone ma piante, non siamo in Brasile ma in Pakistan, e quella che ho davanti è una valle di mariuana.<br />
Ci son voluti due giorni di cammino, da Kerachi in bus, prima in aereo da Colombo, prima ancora da Francoforte arrivando da Madrid, il volo notturno da Santiago,l'oceano nero sotto le ali di ferro.<br />
Kalhid appoggia lo zaino per terra, si asciuga la fronte con la manica. Respira, mi guarda. Io respiro con gli occhi l'aria rarefatta, di cristallo, la sento come mi scende in gola ferendomi tanto è pura. Siamo arrivati finalmente.<br />
Appoggio anchio lo zaino a terra, mi scuoto dall'ipnosi che quell'oceano verde ti da, i miei occhi ne han già nostalgia.<br />
Dallo zaino prendo da bere, poi la valigetta di alluminio.<br />
La apro, tiro fuori prima il deflecter, poi la canna di scarico. Adesso il panno, appoggio tutto lì, il mirino, la costa, il cane, i tre caricatori. Kalhid si allontana un momento.<br />
Mi sdraio a terra, mi aiuto coi piedi, provo la tenuta, tiro. Ok.Il vento si è fermato.<br />
Penso che non ho dato niente al pesce. Nell cielo vuoto arriva piano un puntino che si allarga e dà prospettiva all'arizzonte.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non andare</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Aug 2007 08:12:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio spigoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mare è giallo sembra piscio, biondo come birra schiuma tra gli scogli e la riva. Tu guardi le terre che vedi oltre la terra dove stai, ti immagini in una vita che non conosci, pensi alla donna che avevi, in una vita immaginaria, gli universi paralleli, ti ricordi gli Ashan, dicono che si vive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mare è giallo sembra piscio, biondo come birra schiuma tra gli scogli e la riva. <span id="more-84"></span>Tu guardi le terre che vedi oltre la terra dove stai, ti immagini in una vita che non conosci, pensi alla donna che avevi, in una vita immaginaria, gli universi paralleli, ti ricordi gli Ashan, dicono che si vive per gradi in una salita verso una dimensione sempre più interiore a sè, non c'è rapporto con quello che tocchi, mangi, sfiori nel mondo reale, ogni vita che attraversi vivendo ti avvicina a quello che sei sempre stato, è un indizio ogni vita una prova. Ti scoprirai come sempre sei stato solo alla fine di questa salita. Lo scopo della salita è salire, vedere, capire, poi basta. Quando ti sei conosciuto il solo capirti ti basterà e ti sarà vita e esistenza, oppure nulla vuoto, inesistenza.<br />
Io ti guardo mentre guardi, che distanza c'è tra il pensiero in eterno movimento e le parole che si fissano come acqua gelata nell'attimo esatto in cui le dici?<br />
E chi ti dirà, chi dirà mai di te, sei una parola, un uomo, il terrore del non detto, chi ci racconterà?<br />
Qualcosa muove le onde, io non credo nel vento. provo io a dirti, se tu vuoi, proverò io a pronunciare il tuo nome, il resto verrà da sè, la vita, le vite, il degrado la morte. Saranno tutte cose che attraversai intatto, se solo io riuscirò a raccontarti.<br />
Ma chi racconterà me, chi pronuncerà il mio nome?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il momento zen</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Aug 2007 08:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio spigoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Beh che dire? Avrei voluto avere la macchina fotografica con me stamattina, esco di casa alle otto e dieci, è ferragosto, la città è fresca odora di panni stesi, deserta, salgo in macchina tiro giù i finestrini e mi godo musica rock a bomba attraversando il centro città fino ad arrivare al museo, mio luogo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh che dire? Avrei voluto avere la macchina fotografica con me stamattina, esco di casa alle otto e dieci, è ferragosto, la città è fresca odora di panni stesi, deserta, salgo in macchina tiro giù i finestrini e mi godo musica rock a bomba attraversando il centro città fino ad arrivare al museo, mio luogo di lavoro mattutino. Ferrara è bella un paio di mattine all’anno, dico bella per me non in generale, e questa è una di quelle. caffè macchiato al bar dei vecchi, benito ci mette venti minuti per farmi un caffè, sono l’unico nel bar, a parte lui e una grossa tartaruga d’acqua che gira a terra cercando la porta, non importa non c’è fretta. Prendo una ricciola e un cannoncino a portar via, spendo 2.60 E per tutto, mi sento bene. Pargheggio all’ombra a cento metri dall’ingresso del museo, passo oltre e vado all’edicola, saluto, due chiacchiere fregnacciose su quanto è bella la mattina, gazzetta e repubblica son già pronte, risaluto.<br />
Oggi ho risparmiato 3000 euro. Ho trovato un lungo momento zen senza andare in Tibet.</p>
]]></content:encoded>
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