La delicata febbre



Il dozzinale piccione

Il sogno all'interno
in pelle di capra e un rostro
nella stella, lèvati, affonda.

Sono il dozzinale piccione
vapore che prende per nessuna direzione.
Ala, sufficiente giusto al balzo
stampella che rassicura in cima
alla statua del Savonarola
e nello sterco
si placa la paura.

Piazza del quotidiano limbo
su questo cardine rugginoso
si attorciglia la serpe ciclica
che intristisce come una piana d'argilla.

Con l'occhio a rimorchio di una nuvola
sverna la memoria, si sottrae
anno dopo anno, come il ritiro dell'onda:
me, essere in vitro, ora confido in un pacchetto di byte.

La delicata febbre, l'effusa
che espansa da una mattina all'altra
con niente svanisce.


"La delicata febbre", poesie di Marco Beccati
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