La delicata febbre
Quella seduta al bancone
Poni l'occhio
al buco della serratura,
là - addita
il pittorucolo di icone:
è forse la Verità
quella seduta al bancone
con fare da gran dama
e gran baldracca
oppure è un gelo succhiato
lo spiedo che ti trafigge
l'orbita?
Conduci
dove si imboccano mille strade,
allieti
l'intimo contrario
un genetico rombo del dna
smosso dal trombettiere
della cellula,
coi ritmi incrociati
al felino e al rapace
torcersi tra terra e aria.
Mischiare le carte e le ossa,
alle tue spalle non c'è moto
che modelli la forma,
tutto, senza memoria, ricomincia
e tutto accade in un barattolo di sangue.
"La delicata febbre", poesie di Marco Beccati
al buco della serratura,
là - addita
il pittorucolo di icone:
è forse la Verità
quella seduta al bancone
con fare da gran dama
e gran baldracca
oppure è un gelo succhiato
lo spiedo che ti trafigge
l'orbita?
Conduci
dove si imboccano mille strade,
allieti
l'intimo contrario
un genetico rombo del dna
smosso dal trombettiere
della cellula,
coi ritmi incrociati
al felino e al rapace
torcersi tra terra e aria.
Mischiare le carte e le ossa,
alle tue spalle non c'è moto
che modelli la forma,
tutto, senza memoria, ricomincia
e tutto accade in un barattolo di sangue.
"La delicata febbre", poesie di Marco Beccati
