La delicata febbre
Timbo Tambo Bar
La fiera nel fogliame, dietro una trousse Gucci
Narciso ferito da un Campari rubino
sull'orlo del liquido acciaio di un tavolino,
dietro forze che sciolgono nell'oblio
vetro e trecce di cavi, fumo di sigaretta
poco oltre la foia che scivola
dalla doglia genitale al piede che sgasa
e dentro la Mercedes un carlino
ascolta crescere il Bolero.
Il banditore tiene insieme, impacchetta alla tv
l'intero Paese con lo scotch,
e dietro si tirano funi perchè non ondeggi
un polmone azzurro per la plenitudine rovescia
dove il tiranno con esili ali
chiede ai granatieri un buco nello spazio.
La bestia sulla porta col cuore rotto,
una pagnottella pensile in un diaframma di foca,
gli occhi sgemellati verso l'alto
buio, buio che in alto si compatta
veloce su o accucciare
lungo la tromba delle scale
quando di me stesso
sono l'adescatore.
"La delicata febbre", poesie di Marco Beccati
Narciso ferito da un Campari rubino
sull'orlo del liquido acciaio di un tavolino,
dietro forze che sciolgono nell'oblio
vetro e trecce di cavi, fumo di sigaretta
poco oltre la foia che scivola
dalla doglia genitale al piede che sgasa
e dentro la Mercedes un carlino
ascolta crescere il Bolero.
Il banditore tiene insieme, impacchetta alla tv
l'intero Paese con lo scotch,
e dietro si tirano funi perchè non ondeggi
un polmone azzurro per la plenitudine rovescia
dove il tiranno con esili ali
chiede ai granatieri un buco nello spazio.
La bestia sulla porta col cuore rotto,
una pagnottella pensile in un diaframma di foca,
gli occhi sgemellati verso l'alto
buio, buio che in alto si compatta
veloce su o accucciare
lungo la tromba delle scale
quando di me stesso
sono l'adescatore.
"La delicata febbre", poesie di Marco Beccati
