Garage

Ciò che per l’uomo è il cuore, questo è il Garage per il Pentauro.
Poche parole per definire un luogo magico, stimolo di grandi serate.
Ma non saranno poche parole scritte da un singolo a definire questo luogo non luogo, ma solo il contributo di chi è passato per caso, di chi ha contribuito a crearlo e di chi essendoci stato non ha smesso di frequentarlo.

Il Garage è una fede, una mamma che ogni giovedì sera ti avvolge nelle sue calde braccia e ti offre cibi e bevande in abbondanza. Dai da mangiare agli affamati, dai da bere ai beoni, manda affanculo Bekkati (ma sempre con fare fraterno), questo in sintesi è il nostro amato garge.
Stacca dalla vita quotidiana, dimentica le fatiche del momento…concediti una pausa sul divano accattonato, beviti un coca-rum d’annata e ingurgita chili di salsiccia alla griglia…ma sopratutto non formalizzare sull’olio di frittura.
Così sarai anche tu parte del mobilio e non ti manderà più via nessuno!
Il Garage è quello che la Factory di New York era per Andy warhol.. luogo di totale espressione libera… nonchè una stakanovista fucina di stronzate…
Amo il garage…quattro mura che in realtà sono antiche finestre costruite dai maya per mettere in collegamento razze, etnie e culture diverse.
La machu picchu ferrarese; questo incredibile luogo di culto per matti, poeti e ubriaconi (a volte trattasi della medesima persona) vivrà nei secoli attraverso il culto del sacro sprocco e della dea cachaça.
cin cin, cin cin…
Il Garage è la Musa.
E la Musa concede al poeta l’ispirazione per la propria poesia.
Ecco quindi, come poeta del garage, il mio canto per la nostra Musa…
» Invucazion a la Musa
e ora di sentire l area della liberta e di staccare la spina della quotidianita
“Garage: e sai cosa bevi”
“Garage: la Ferrara da bere”
“Let us Garage the City”
Mi hanno detto che il Garage chiuderà i battenti. Bene. Non ci rimmarrà da fare altro che rinunciare a riunirci fisicamente per poi ritrovarci su un qualche YouSpace-MyFace-FatDarInTalTube. Bene. Continuiamo così
Se il Garage chiude ci si ritrova tutti i Giovedì a casa Marivo, in camera sua!!!!
Forse questo servirà di stimolo a quelli che s eran abituati a trovar tutto pronto, prendete iniziativa ora e vediamo che succede. In ogni caso la vendita del garage avviene per bisogni economici, se qualcuno vuole farsi avanti e tappare la falla è il benvenuto.
Forza allora! Facciamo un bella colletta!!! 2 € a testa e ci compramio il garage… basteranno di sicuro…
Dopo Alitalia il Garage è il nostro prossimo obiettivo!
La crisi del garage è cominciata mesi fa, diverse cose sono confluite a suo danno, prima fra tutte la partecipazione collettiva venuta via via a mancare. Fino alla prossima primavera comunque non chiuderà le sue porte ricoperte di polistirolo,poi chissà vedremo.
Forse in Garage si è seminato troppo poco, oppure pur seminando molto si è finito per raccogliere troppo poco.
Sono d’accordo con Marivo sul discorso del venire meno della partecipazione collettiva. La crisi in Garage è arrivata prima della crisi economica, segno che l’arte – e tutto ciò che all’arte in qualche modo da ospitalità, leggi: Garage – precorre i tempi.
D’altronde, guardo questa splendida foto in cui siamo in Garage in un sacco di gente e ci vedo “Energia”. Poi guardo la palla di bicchieri fatta dal Cipo, distrutta nelle serate di Garage violento. Ora, le cose non durano sempre, si sa… ma la palla ha finito anzitempo la sua vita: segno che anche il bello è destinato a perdersi magari per opera di umano disegno, un poco come alcune opere artistiche buddiste, distrutte dai propri creatori… La domanda è: il Garage, ha segnato il passo?
Vogliamo fare rifiorire il Garage: cominciamo a seminare. Ma se guardo bene le mie mani mi dico: non sono mani abituate alla terra, da contadino, ahimè….
La palla è andata distrutta si, ma per far posto a qualcosa che poi non è venuto.
Come il teatro dei burattini, come i comunicati stampa, come molte idee che il garage ha prodotto ma che sono rimaste solo nell’aria.
Tutti ne potevano sentire il profumo, ma tutti aspettavano che fosse qualcun’altro a tirare fuori l’arrosto precotto per poterne poi godere.
Salsiccia, coca rum, qualche disco, …. e poi? che altro?
Ciò che doveva fungere solo da contorno è diventato la portata principale (e forse un piatto unico).
Come disse Marivo: “il garage è come la fenice”; anche questa volta rinascerà dalle sue ceneri… io cavalcherei la nuova/vecchia idea del teatrino, potrebbe essere l’idea per chiudere il garage alla grande; Bek, “Drammaturgo” che ne dici???
In ogni modo altre garagiate presto verranno, serate speciali fuori dalla routine, gustose musicanti poetiche e selvaggie, la luce rimane accesa fino alla fine, chi ha dato ha dato chi darà vedremo.
Avevo intuito, ma cercavo di non guradare, ascoltare e immaginare.
Il garage non è più lo stesso perchè anche noi nel bene o nel male siamo cambiati. Quando eravamo ancora agli albori e fuori di testa (non che adesso non lo siamo, ma meno) ci immaginavamo da vecchi in garage, invece dopo qualche anno siamo arrivati al capolinea. Peccato, ma da tempo lo spirito sacro che ardeva ogni singola serata si è spento, non c’è più un sacro sprocco da osannare, venerare, idolatrare, solo da bruciare.
Peccato, comunque io continuo a crederci e se poi è finita davvero avrò sempre dolci ricordi ai quali aggrapparmi. Grazie GARAGE nel mio cuore non sarai mai abusivo!
E ricordiamoci sempre che le poesie, lo sprocco, le partite a calcino, le cazzate… sono tutti prodotti del garage, non il contrario!!!! Secondo me basterebbe una scusa per sedersi dinuovo su quelle pulitissime e comodissime poltrone, per far uscire quella bronz.. ehm… quell’idea che c’è in noi!!!!
Parlando terra terra si fa meno garage anche perchè io che detengo le sacre chiavi immaginarie dello stesso ( infatti ricordiamo che il garage non è mai chiuso a chiave, lo ricordo soprattutto a quei coglioni che un anno fa sono entrati forzando la finestrella,per fottersi un bottiglione di vinaccio che dopo la prima boccata han lasciato in giardino, e la porta era aperta) rispetto ad esempio allo scorso anno, quando ero felicemente disoccupato o lavoravo al bar o al museo, avevo orari agiati, molto tempo libero, ora invece tornando a casa alle 19.30, e dormendo la notte ad intervalli di tre ore per le urla gioiose della piccola marivo son più brasato e con meno nergie da spendere nella preparazione pre serata garagesca. Io mi riprenderò, ne sono sicuro, altre nottate verranno e allora ci conteremo intorno al tavolo vicino alla stufa, e non imprta se saremo pochi o tanti, continueremo un qualcosa ch condividiamo tutti.