L’uslin ss-ciflin
17 05 2007 Autore : bek
Con “L’uslin ss-ciflin” le poesie del garage cominciano a camminare. La composizione è una riflessione sul difficile equilibrio tra l’istinto primo della natura e l’arte intesa come mezzo per elevare la propria spiritualità.
Il poeta ha inteso con questa suo pezzo proporre una sintesi tra i due aspetti e quindi una terza via per elevare l’animo…
La poesiola è adatta ad un pubblico adulto.
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
L’uslin ss-ciflin
A iera panza a l’aria stes in t’un prà
al ziel a l’iera azur, l’erba verda e l’sol zal ramà.
A iera propria tut cuntent
parchè am carzava i marun ‘na sbavzina ad vent.
An zert punt in t’un arbul du meral ia tacà a guzar
con un casin da nadraz, liè ss-cirlava lu piciava come n’aldamar
i grid e al burdel chi faseva
i ma fat cascar dop il bal anc la cadena
a iò ciapà un sass e glò tirà
par dividari come con l’aqua as fa coi can.
A me gnu alora un pensier
quand la natura guza…la guza
e dal rest ghin frega gnent.
Turnà al silenzi a ved fianc a mi
n’uslin piculin, tut carin e ss-ciflin
al fiss-ciava tut ritmà
con l’armonia ad chi dna sega al ni sa purasà.
L’uslin sgonda mi - mo sicurament - al iera ‘n sgaiol
sol acsì infati as met su na melodia da usignol.
Dop sti fat a me gnu - legitima - na dmanda:
fa più bel l’oman, eleva l’anima, più na sega o na guzada?
i fnoc chi la fa comda i dirà n’inculada.
Mi invezi ho pansà a na terza via
su la bas dl’insegnament ad cla melodia:
par la boca al pasa l’inalzament
cal sia d’usel, anima o ment
propria ti tl’insegni uslin ss-ciflin
che l’armonia las troa in un buchin.
Bek
Traduzione : “L’uccellino fischiettino - Ero pancia all’aria steso in un prato / il cielo era azzurro, l’erba verde e il sole giallo-rame. / Ero proprio tutto contento / perchè una bavetta di vento mi carezzava i maroni. / All’improvviso due merli in un albero han cominciato a chiavare / facendo un casino da anatracce / lei strideva lui picchiava da letamaio / le grida e il bordello che facevano / mi han fatto cadere dopo le balle anche la catena / ho preso un sasso e gliel’ho tirato / per dividerli come si fa coi cani buttandogli dell’acqua. / Mi è venuto allora un pensiero / quando la natura guzza…guzza / e del resto non gli interessa nulla. / Tornato il silenzio vedo lì vicino / un uccellino piccolino, tutto carino e fischiettino / fischiettava tutto ritmato / con l’armonia di chi di una sega ne sa parecchio. / L’uccellino secondo me - ma certamente - era un segaiolo / solo così infatti si mette su una melodia da usignolo. / Dopo questi fatti mi è venuta - legittima - una domanda: / fa più bello l’uomo, eleva l’anima, più una sega o una guzzata? / I finocchi che la fanno facile diranno un’inculata. / Io invece ho pensato a una terza via / sulla base dell’insegnamento tratto da quella melodia: / per la bocca passa l’innalzamento / che sia di uccello, anima o intelletto / proprio tu lo insegni uccellino fischiettino / che l’armonia si trova in un pompino.”
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