Puza d’anzul
14 06 2007 Autore : bek
Appena arriva l’odore di una puzzetta la gente comincia subito ad indignarsi e a cercare un colpevole. In questa poesiola del garage il colpevole è manifesto ma impavido: su altro dovrebbero essere lanciati gli strali della protesta…
Poesia ambientalista per grandi e piccini, tutti insieme uniti nella salvaguardia dell’ambiente.
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
Puza d’anzul
L’altar dì ho magnà na bela spiatlada ad ton e zivola
av las imaginar la sed: ho buest un litar ad coca-cola.
Col gasà a me gnu su tut
e ho cazà al più gros di rut.
A iera ospit d’un me amig e sgnora
chim fa nutar ch’eva fat na puza dla malora.
Mi imbarazà ac son vanzà poc ben
ho spiegà cl’era sol aria alterada, jgen…
Ad sgond piat im porta in umad salsiza e fasò
ad chi bei burlot farinos che in t’un atim ho butà zò.
A sent elora un muviment in tla panza
am scapa na scureza che amig e sgnora quasi ig vanza.
A varzen porta e fnestra par ventilar
al me amig al stà in campagna: vien dentar l’udor dl’aldamar.
Vdend il fazi tuti scunsuladi da cal fetor
mi ag dig clè mei la puza ad merda che quela dl’inzeneridor!
Al me amig al dis clè propria vera
so muier la dis che Frara ormai l’è na patumiera.
Acsì rinfrancà ho fat taser la boca e al cul ciacarar
parchè il scurez ieva ù un bon lasapasar.
Mo la sgnora poc cuntenta lam fa nutar ch’eva fat na puza d’azident
mi, a braz averti, ag dig clè mina gnent:
“Sgnora, vola metar mai la puza che fata la s’iera
coi puz dla Montedison e i fum dla so ziminiera?”
Al me amig cal capis subit al rasunament
con mi al cunvien e am strica la man tut cuntent.
La sgnora elora par esar brisa da men
la scureza un minut jgend: “Abas l’inquinament!!!”
Bek
Traduzione: “Puzza d’angelo - L’altro giorno ho mangiato un bel piattone di tonno e cipolla / vi lascio immaginare la sete: ho bevuto un litro di coca-cola. / Col gasato mi è venuto su tutto / e ho cacciato il più grosso dei rutti. / Ero ospite di un mio amico e della sua signora / che mi fanno notare che avevo fatto una puzza della malora. / Io imbarazzato non ci sono rimasto bene / ho spiegato che si trattava solo di aria alterata, diciamo… / Di secondo piatto mi portano in umido salsiccia con fagioli / di quei bei borlotti farinosi che in un attimo ho buttato giù. / Sento allora un movimento nella pancia / mi scappa una scoreggia che amico e signora quasi rimangono stecchiti. / Apriamo porta e finestra per ventilare / il mio amico sta in campagna: vien dentro l’odore del letamaio. / Vedendo le facce tutte sconsolate da quel fetore / io gli dico che è meglio la puzza di merda che quella dell’inceneritore! / Il mio amico dice che è proprio vero / sua moglie dice che ormai Ferrara è una pattumiera. / Così rinfrancato ho fatto tacere la bocca e il culo parlare / perchè le scoregge avevano ottenuto un buon lasciapassare. / Ma la signora poco contenta mi fa notare che avevo fatto una puzza da accidente / io, a braccia aperte, gli dico che non è gnente: / ‘Signora, vuole mettere mai la puzza che si era fatta / coi puzzi della Montedison e i fumi della sua ciminiera?’ / Il mio amico che capisce subito il ragionamento / con me conviene e mi stringe la mano tutto contento. / La signora allora per non essere da meno / scoreggia un minuto dicendo: ‘Abbasso l’inquinamento!!!’”.
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Ho appena terminato di declamare Puza d’ Anzul a mio padre: mentre temevo che soffocasse a causa delle risate dalla Sua bocca si è elevato il seguente grido “Questo è un Artista ” !!!