La storia trista dn’anguila (o: a voi l’Oscar calm speta)

5 07 2007

semaforo rosso - poesia per adultiTutti ricorderanno “Bambola”, film erotico di Bigas Luna con protagonista Valeria Marini girato a Comacchio. In una scena di quel film la Marini veniva presa da un carcerato in modo singolare: il tale le infilava una anguilla nella sua intimità…Se la scena è rimasta nell’immaginario collettivo, qui invece si ripercorre l’atroce sofferenza dell’anguilla che è stata utilizzata in quei fotogrammi. Un’altra prospettiva sui fatti proposta da questa poesia del ciclo delle poesie del garage, adatta per l’argomento ad un pubblico adulto e vaccinato.

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La storia trista dn’anguila (o: a voi l’Oscar calm speta)

Ti, cat pensi d’averli scultadi tuti, scolta la me storia!
Mi, ca scor, son l’anima dn’anguila, e ad mi an ghè più memoria.
Vualtar a pensarì chi m’ava brasà ad ciora a na griglia, fata ai fer
o misa in vaset a marinar, dop esar stada splada viva con un cultel
ma invezi che a mi, a Cmàch, iera dre darla al cinema na scultlà
i zirava “Bambola” regia Bigas Luna, protagonista Valeria Marini, col cul bela sbudlà.
Film erotic, sul cartlon dl’opera la Marivi la stava a caval na murtadela
qual di du la fus liè però, puneva na question da risolvar poc bela.
La scena maestra la cunsisteva acsì che la Marini in tal film la gnea viulentada
da’n carcerà che lag mateva tra il gamb n’anguila spirtada.
Dop i capolavor dal Neorealismo indoa l’anguila la iera par pochi na prelibateza
in “Bambola” l’anguila dvantava un zog sporc da infilar in tna sfessa
vualtar ca si zent smisiada l’avrì bela capì
l’anguila cla fat cla povra fin a son mi.
Sgnor! Mitiv in ti miè pagn: la vita dn’anguila selvatga l’è dura
la nas in tal Mar di Sargassi, la pasa Oceano e mar sol par rispondar a la so natura
la riva fin a Cmàch nutand senza mai farmarass
in mez a pes pariculos che ig guarda se indoss la ga dal grass
par aver in premi na volta rivada na bela sudisfazion
finir ciavada magari dal più bel capiton.
Mi invezi pena rivada da cal viaz infernal a Cmàch, iam catura
e i m’obliga a cl’infama tortura
esar infilada mi tuta sguislenta
in tla pasara dla Marini spuzlenta.
Mentre al carcerà am spinzeva in cal turment
mi a gridava: “Co’n silur el brisa tut più viulent?”
Mo gnent al regista a gliera ingrifà con la budlona
“Ciak con l’anguila, spinzla in tla pasarona!”
Cal cancar ad cla dona po, la gea “No! No!” con la boca par rezitar
ma col cuossi l’am spinzea dentar par al più pusibil ciapar.
La dentar am mancava l’aria in agitazion son entrada
cl’altra la gudeva sempar ad più “No! No!” fin che mi am son sufucada.
Insoma par liè l’esperienza la sarà anc stada bela
ma mi a son trapasada la in mez tra pel umad, grass e stanela.
Al film cal dueva esar la stela dal firmament
al buteghin l’ha mai sfundà, Bigas at tgnis n’azident!
Prima che tuti ad mi i sa scorda, fem un piaser che l’am faga men trista
ca rizeva almen l’Oscar come miglior attrizz brisa protagonista.

Bek

Traduzione: “La storia triste di una anguilla (o: voglio l’Oscar che mi spetta) - Tu, che pensi di averle già sentite tutte, ascolta la mia storia! / Io, che parlo, sono l’anima di una anguilla, e di me non c’è più memoria. / Voi penserete che mi abbiano fatta alla brace sopra a una griglia, fatta ai ferri / o messa in vasetto a marinare, dopo essere stata spellata viva con un coltello / ma invece che a me, a Comacchio, la stavano dando al cinema una coltellata / giravano ‘Bambola’ regia Bigas Luna, protagonista Valeria Marini col culo già sformato. / Film erotico, sul cartellone dell’opera la Marini stava a cavalcioni di una mortedella / quale delle due fosse lei però, poneva una questione da risolvere poco bella. / Nella scena maestra del film la Marini veniva violentata / da un carcerato che le metteva tra le gambe un’anguilla spiritata. / Dopo i capolavori del Neorealismo dove l’anguilla era una prelibatezza per pochi / in ‘Bambola’ l’anguilla diventava un gioco sporco da infilare nella fessura. / Voi che siete gente sveglia l’avrete già capito / l’anguilla che ha fatto quella povera fine sono io. / Signori! Mettetevi nei miei panni: la vita di un’anguilla selvatica è dura / nasce nel Mar dei Sargassi, attraversa Oceano e mari solo per rispondere alla propria natura / arriva fino a Comacchio senza mai fermarsi / in mezzo a pesci pericolosi che guardano se addosso ha del grasso / per avere in premio una volta arrivata una bella soddisfazione / finire chiavata magari dal più bel capitone. / Io invece appena arrivata da quel viaggio infernale a Comacchio, vengo catturata / e mi obbligano a quella tortura infame / essere infilata me tutta viscida / nella passera puzzolente della Marini. / Mentre il carcerato mi spingeva in quel tormento / io gridavo ‘Con un siluro non è tutto più violento?’ / Ma gnente il regista era ingrifato con la budellona / ‘Ciak con l’anguilla, spingila nella passerona!’ / Quel canchero di donna poi, diceva ‘No! No!’ con la bocca per recitare / ma con le cosce mi spingeva dentro, per prendere il più possibile. / Là dentro mi mancava l’aria sono entrata in agitazione / l’altra godeva sempre di più ‘No! No!’ fin che mi sono soffocata. / Insomma per lei l’esperienza sarà anche stata bella / ma io son trapassata la in mezzo tra pelo umido, grasso e sottana. / Il film che doveva essere la stella del firmamento / al botteghino non ha mai sfondato, Bigas ti venisse n’accidente! / Prima che tutti di me si dimentichino, fatemi un piacere che mi renda meno triste / che riceva almeno l’Oscar come miglior attrice non protagonista.”

 
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Una replica a “La storia trista dn’anguila (o: a voi l’Oscar calm speta)”

24 08 2007
NAGLIO (14:39:42) :

E poi ci lamentiamo tante volte di essere sfigati…NOI SFIGATI???
Pensate a questa povera bestiola che si è presa su dal mare dei Sargassi, si avete letto bene, non da Marina Romea o Cervia, ma dal MAR DEI SARGASSI per incontrare il suo bel capitone ed invece…è finita in una tana senza fondo e luce. Questa è sfiga ragazzi altrochè. Anguille di tutto il mondo vi sono vicino. Davvero.

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