Napoleon a Salvatònca

5 07 2007

semaforo giallo - poesia per adulti e bambini accompagnatiChi è stato Napoleone negli ultimi anni della sua vita in esilio sull’isola di Sant’Elena. Quali pensieri lo hanno attraversato, lui grande d’Europa, condottiero impavido e imperatore. In questa poesia del garage la vicenda di Napoleone viene rielaborata e rivissuta, rimescolata con elementi autoctoni. Chi è infatti il Napoleone che osserva lo scorrere delle acque del Cavo Napoleonico in località Salvatonica?
La poesia ha momenti toccanti, è per grandi e piccini.

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Napoleon a Salvatònca

Un bichier ad bira e un ad vin par scurtar la giurnada
un bichier ad vodka e un ad rum par scurtar la nutada.
Se qualcdun vol faram cumpagnia
al pol gnir a santaras con na broca ad sangria.
Mi a son l’imperador d’Europa, a son Napoleon
ormai butà fora dala storia, son vantà n’imbariagon.
A stag tut al dì chi a Salvatònca in stat catatonic
a guardar al miè canal “al Cav Napoleonic”.
Feram santà chi acmè na preda inquò a son quel che tuti avdì
un vècc imbalsamà tra lus e ombra ormai rimbambì
che gnanc al guarda ogni dì al so calvari senza cros
con la butiglia acmè stampela par i dulor ca gò dos.
Qualc volta a barcol lunga na strada splada dal fog come un puvret
stand d’esar infilà da l’ag cl’inciolda la parpaia al quadret.
Al miè pasà l’è stà acsì grand, a iera al più fort general
tuti adrè al condotier cal porta i pes dla nazion sui propri spal
mo l’è na masna, ragazit, tut quel ch’è capità e ch’ho vist
guerr, trionfi, batali, vitori e scunfit.
L’è na masna e tat po santar sul fog col spirit sierb
mo at ss-ciuptarà li stes come n’arbul sec.
Con mi zent zvata e brusada dal sgrazi e dal temp
e zent cla brusa par un fog mat fora dal temp
a ghè zent cla brusa
e ag vanza gnanc la brasa
zent con in ment sol un cul d’alcar picula acmè na brisla
e zent alziera come foia al vent che pasà al pericul la ss-cifla.
Mi, come tuti, ho fat zirar la roda, propia come un puntghin
e se t’am esi admandà avria dit d’esar libar come n’uslin.
Invezi sol ades ca son vècc son libar finalment
son più nisun, an cont più gnent.
Inquò a pos metram lunga stes in t’un fos
e ridar imbariag in t’un mod cam sa strica anc i oss.
La zent lam ciama imbariagon
al mat cal s’incred d’esar Napoleon.
Iam turmenta, is cumporta con mi senza rispet
iam zerca, im spinz parchè a casc in tera con gnent.
Mo sa vot chi sava: luntiera m’arbalt sul gusi come na galana in t’un fos
cuntent d’aver pers spazi e temp con la pitona ca gò dos.

Bek

Traduzione: “Napoleone a Salvatonica – Un bicchiere di birra e uno di vino per accorciare la giornata / un bicchiere di vodka e uno di rum per accorciare la nottata. / Se qualcuno vuol farmi compagnia / può venire a sedersi con una brocca di sangria. / Io sono l’imperatore d’Europa, sono Napoleone / ormai buttato fuori dalla storia, son diventato un ubriacone / Sto tutto il giorno qui a Salvatonica in stato catatonico / a guardare il mio canale ‘Il Cavo Napoleonico’. / Fermo seduto qui come una pietra oggi sono quello che tutti vedete / un vecchio imbalsamato tra luce e ombra ormai rimbambito / che nemmeno guarda ogni giorno il suo calvario senza croce / con la bottiglia come stampella per i dolori che ho addosso. / Qualche volta barcollo lungo una strada spellata dal fuoco come un poveretto / aspettando di essere infilato dall’ago che inchioda la farfalla al quadretto. / Il mio passato è stato così grande, ero il generale più forte / tutti dietro al condottiero che porta i pesi della nazione sulle proprie spalle. / Ma è una macina, signori, tutto quello che è capitato e che ho visto / guerre, trionfi, battaglie, vittorie e sconfitte. / E’ una macina e ti puoi sedere sul fuoco con spirito acerbo / ma lo stesso scoppietterai come un albero secco. / Con me gente disfatta e bruciata dalle disgrazie e dal tempo / e gente che brucia per un fuoco matto fuori dal tempo / c’è gente che brucia / e non rimane nemmeno la cenere / gente con in mente solo un culo da leccare piccola come una briciola / e gente leggera come foglia al vento che passato il pericolo fischietta. / Io, come tutti, ho fatto girare la ruota, proprio come un topolino / e se mi avessi chiesto avrei detto di essere libero come un uccellino. / Invece solo adesso che son vecchio son libero finalmente / non sono più nessuno, non conto più niente. / Oggi posso stendermi lungo un fosso / e ridere ubriaco in un modo che anche le ossa mi si stringono. / La gente mi chiama ubriacone / il matto che si crede di essere Napoleone. / Mi tormentano, si comportano con me senza rispetto / mi cercano, mi spingono perchè cado in terra con niente. / Ma cosa vuoi che sappiano: volentieri mi ribalto sul guscio come una tartaruga in un fosso / contento di avere perso spazio e tempo con la balla che ho addosso.”


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3 repliche a “Napoleon a Salvatònca”

8 09 2007
francesco (13:50:46) :

La direzione tecnica si scusa per la bronza di Marivo che interrompe il poeta.

8 09 2007
bek (17:12:25) :

L’arte che nasce dalla terra non si preoccupa per una roboante scorreggia che le fa da contrappunto. E’come una immaginifica e languida foschia della prima mattina che carezza la campagna. Solo, puzza di merda.

9 09 2007
Vasso (17:19:01) :

E’ come una leggera brezza primaverile che ti accarezza le narici…

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