Poesia dal brindisi cal va ad travers
Un brindisi al bello e al brutto, al dritto e allo storto, un brindisi nell'allegrezza velato di melanconica bonomia.
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Poesia dal brindisi cal va ad travers
un brindisi a chi come n’ebete scampanela lunga Cavour come ‘n gal
e dop averal ligà an troa più al so biciclin tacà al pal
e mentre scunsulà a piè al torna a cà
al pesta al strunzin dal can dl’impiegà
“Frara beleza, an voi brisa delinquenza, an voi brisa spurcizia
mo guarda chi, mo guarda là
ho decis: am met Hitler sota cà
e se l’amant l’è brisa parfet
metat Hitler anc in tal let!”
un brindisi a chi co na ciupeta in co’ al simula d’esar un tor
e la so ragazeta vistida sol d’un grumbial la mata al so amor
al frares d’inquò al pratica l’art amatoria in mod original
sadomaso col matarel dla zdora, calza a red col budel dal maial
chi prepara col pizor dla salama na zena afrodisiaca
e chi sla tira da farsla gnir come na wiener schnitzler, la cotoleta austriaca
un brindisi a chi l’ha sempar armà contra curent
a quei che a forza d’armar ià rot un rem
e cum i pol i curez la rota con quel cag vanza, mo ig proa l’istes
un brindisi a chi l’ha tirà i rem in barca e as fa purtar da la curent
un brindisi a quei chi dura
e a quei chi dura poc
a tuti il cazad cat po far di men
e se t’an ghià brisa tat senti un oc
un brindisi a me nona
che cum tla mitevi come n’ov l’an stava più in piè
l’am gea “mo copam, dam un calz in tal da dre!”
un brindisi a me nono
coi occh azur con dentar più gnent
ma col man nudosi acme na radisa strica in tla tera
al gea “a g’avrò la testa acme na brogna marza, mo bear, a bev sempar luntiera”
e alora un brindisi a chi an gà più paura
e a chi al sla fa sota
mentre al da un calz in tal cul a Hulk
magari parchè al sla merita, magari parchè l’è giust
un brindisi parchè se gnent al gà ‘n sens
parchè dar ad nualtar sol al pez
se gnent al gà ‘n sens
a dig: se gnent al gà ‘n sens
mo vistisat d’or, vistisat d’or, invezi che d’arzent
Traduzione: “Poesia del brindisi che va di traverso – un brindisi a chi come un ebete scampanella lungo Cavour come un gallo / e dopo averlo legato non trova più il suo biciclino attaccato al palo / e mentre sconsolato a piedi torna a casa / pesta lo stronzino del cane dell’impiegato / “Ferrara bellezza, non voglio delinquenza, non voglio sporcizia / ma guarda qui, ma guarda là / ho deciso: mi metto Hitler sotto casa / e se l’amante non è perfetto / mettiti Hitler anche nel letto” / un brindisi a chi con una coppietta in testa simula di essere un toro / e la sua ragazza vestita solo del grembiule mata il suo amore / il ferrarese di oggi pratica l’arte amatoria in modo originale / sadomaso col mattarello della zdora, calza a rete col budello del maiale / chi prepara col pizzicore della salama una cena afrodisiaca / e chi se la tira da farsela venire come una wiener schnitzler, la cotoletta austriaca / un brindisi a chi ha sempre remato contro corrente / a quelli che a forza di remare han rotto un remo / e come possono correggono la rotta con l’altro che avanza, ma ci provano lo stesso / un brindisi a chi ha tirato i remi in barca e si fa portare dalla corrente / un brindisi a quelli che durano / e a quelli che durano poco / a tutte le cazzate di cui puoi fare a meno / e se non ce le hai ti senti un oco / un brindisi a mia nonna / che come la mettevi come un uovo non stava più in piedi / mi diceva ‘ma uccidimi, dammi un calcio in culo!’ / un brindisi a mio nonno / con gli occhi azzurri con dentro più niente / ma con le mani nodose come una radice stretta alla terra / diceva ‘avrò la testa come una prugna marcia, ma bere, bevo sempre volentieri’ / e allora un brindisi a chi non ha più paura / e a chi se la fa sotto / mentre da un calcio nel culo a Hulk / magari perchè se lo merita, magari perchè è giusto / un brindisi perchè se niente ha un senso / perchè dare di noialtri solo il peggio / se niente ha un senso / dico: se niente ha un senso / ma vèstiti d’oro, vèstiti d’oro, invece che d’argento”.

dicembre 31st, 2008 - 15:45
Una poesia che si libera di ogni inibizione e paura retorica, una delle meglio del ciclo intero, toccante e sincera, sinceramente aulica ridotta all’osso dellapura poesia. Forse non completamente capita, ma chiara prova delle doti profonde del Beccati, fine dicitore di questi tempi barbari. E mi alzo in piedi, lui lascia dietro sè qualcosa, chi tra di noi puà dire altrettanto?
dicembre 31st, 2008 - 16:31
Questa poesia l’ho letta molto poco, forse perchè parte allegra e poi piano piano si immalinconisce. In ogni caso, mi chiedo: chissà che cazzo volevo dire…
Ma… si sa: il poeta non è la persona più adatta a rispondere a questo tipo di domande. In genere, rispondendo, finisce sempre per svilire ciò che ha creato.
Non mi trattengo comunque dal darmi una risposta, la prima più immediata, il piano terra dell’interpretazione è certamente questo: una composizione che giustificasse finalmente un cocarum in mano…
Quanto al tuo commento, Marivo, tiè n’esagerà!
gennaio 14th, 2009 - 00:06
Stupenda…. parte con un Veloce-Andante e termina malinconicamente…. ridere-piangere…. Beccati è un comico moderno.