Io sono la fica desnuda tra i borghesi
Non può essere e non sarà un manifesto poichè la Girandola vive di mille sfumature.
Noi - però - possiamo dire chi siamo e cosa vogliamo.
Eccoci, come nel famoso quadro di Manet, "Le Dejeneur sur l'herbe": siamo la fica desnuda tra i borghesi.
Siamo la natura, e guardiamo chi dallo stato di natura si allontana e si copre, chi si deve vestire, chi si vergogna e rinuncia alla parte più profonda di sè.
Noi vogliamo essere nudi e fare solo una cosa, la cosa che abbiamo imparato da bambini: Camminare! Non vogliamo unire, non vogliamo consenso, vogliamo solo vivere.
Noi vogliamo rispondere all'intima natura umana che ordina: cammina, procedi, itinera, scopri il mondo.
Noi vogliamo trovare il nostro limite e umanamente soccombervi, vogliamo che i muscoli e i tendini si sfilino dalle ossa, poichè una cosa sola dobbiamo fare: rispondere alla nostra più intima natura.
A che serve? A un cazzo. D'altronde, la bellezza a che serve?
E adesso, con tutto il peso degli abiti che avete addosso, Borghesi, liberate il vostro insulto!

settembre 23rd, 2008 - 19:56
Cominciamo a definire come organizzare il nostro calvario che ci condurrà a resurrezione mentale, umana, vitale.
Dunque, Borso, il probo, come detto ci farà da supporto alla Girandola di due giorni. Km 90 per le nostre gambe: vediamo come farli al meglio, o almeno al meno peggio.
Il meteo per il momento è abbastanza instabile, potrebbe piovere come no. Ho alzato un tempio a Giove Pluvio con doni che potessero ingraziarcelo. Speren ben…se no a prepararen l’umbrela…
Borso, il probo, ha detto che ci porterà lui a Pontelagoscuro, per partire puntuali ore 6.30. Noi cammineremo tutto il giorno e nel pomeriggio poi lo chiameremo per dirgli dove portarci rifornimenti e tenda per passare la notte sotto le stelle.
Per il primo giorno quindi Borso non dovrebbe assisterci granchè: acqua da bere, una bottiglia, credo basterà a ognuno per il suo più panini per pranzo.
Per il secondo giorno invece noi ci svegliamo (sempre se riusciamo a dormire) e partiamo armi e bagagli. Il buon Borso arriverà più tardi nella mattinata ad alleggerirci. Chiedergli di essere li sull’argine alle 7 o anche prima mi pareva veramente troppo. E anche per lui era troppo. Comunque arriverà ad alleggerirci e poi per il continuo della giornata sarà li a fare da croce rossa, qualora le gambe decidessero in autonomia di sfanculare i loro legittimi proprietari.
La tenda la recupero io. Serve il materasso da buttare dentro, ricordiamocelo.
Sacchi a pelo. Doppio paia di scarpe per la riserva. Farsi panini, molti, per i due giorni. Almeno una cassa d’acqua da consegnare a Borso. Da ricordare inoltre tutto il necessario per piedi, gambe, maroni: anti vesciche e nel caso ago e filo per romperle. Disinfettante. Cerotto TAP per raccogliere la muscolatura. Bragoncini adatti senza mutanda per evitare che le cosce rimangano bruciate, o peggio, le palle (Marivo ne sa qcs).
Se c’è altro da aggiungere….
ottobre 4th, 2008 - 10:57
Mio equipaggiamento, buttato nello zainetto rosso napapiri di Daniela alle ore 6.43 svegliato dai pianti della piccola, giust giust per esser quasi puntuale, i 2 eroi e Borso infatti già aspettano nel tepore dell’auto parcheggiata davanti casa.
Sistemo per girandolare 2 gorni sul po, nell ordine:
-Copertona pile di snoopy per coprirmi nel gelo della tenda, sacco a pelo infatti non pervenuto
- Sacca col pane, 4 panini di diverse misure
-1.5 hg di prosciutto crudo
-1 bottiglia d acqua
-occhiali da sole
-scarpe di scorta appese
per fortuna c’era Francesco , il Lungimirante, che ben sapendo che io avrei portato un cazzo ha portato cibo et materilae vario per permetterci di arrivare in fondo