il Pentauro Libera Associazione di Idee

19set/082

Io sono la fica desnuda tra i borghesi

les dejeneurs sur l’herbeNon può essere e non sarà un manifesto poichè la Girandola vive di mille sfumature.
Noi - però - possiamo dire chi siamo e cosa vogliamo.
Eccoci, come nel famoso quadro di Manet, "Le Dejeneur sur l'herbe": siamo la fica desnuda tra i borghesi.
Siamo la natura, e guardiamo chi dallo stato di natura si allontana e si copre, chi si deve vestire, chi si vergogna e rinuncia alla parte più profonda di sè.
Noi vogliamo essere nudi e fare solo una cosa, la cosa che abbiamo imparato da bambini: Camminare! Non vogliamo unire, non vogliamo consenso, vogliamo solo vivere.
Noi vogliamo rispondere all'intima natura umana che ordina: cammina, procedi, itinera, scopri il mondo.
Noi vogliamo trovare il nostro limite e umanamente soccombervi, vogliamo che i muscoli e i tendini si sfilino dalle ossa, poichè una cosa sola dobbiamo fare: rispondere alla nostra più intima natura.
A che serve? A un cazzo. D'altronde, la bellezza a che serve?
E adesso, con tutto il peso degli abiti che avete addosso, Borghesi, liberate il vostro insulto!

Posted by bek

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  1. Cominciamo a definire come organizzare il nostro calvario che ci condurrà a resurrezione mentale, umana, vitale.
    Dunque, Borso, il probo, come detto ci farà da supporto alla Girandola di due giorni. Km 90 per le nostre gambe: vediamo come farli al meglio, o almeno al meno peggio.
    Il meteo per il momento è abbastanza instabile, potrebbe piovere come no. Ho alzato un tempio a Giove Pluvio con doni che potessero ingraziarcelo. Speren ben…se no a prepararen l’umbrela…
    Borso, il probo, ha detto che ci porterà lui a Pontelagoscuro, per partire puntuali ore 6.30. Noi cammineremo tutto il giorno e nel pomeriggio poi lo chiameremo per dirgli dove portarci rifornimenti e tenda per passare la notte sotto le stelle.
    Per il primo giorno quindi Borso non dovrebbe assisterci granchè: acqua da bere, una bottiglia, credo basterà a ognuno per il suo più panini per pranzo.
    Per il secondo giorno invece noi ci svegliamo (sempre se riusciamo a dormire) e partiamo armi e bagagli. Il buon Borso arriverà più tardi nella mattinata ad alleggerirci. Chiedergli di essere li sull’argine alle 7 o anche prima mi pareva veramente troppo. E anche per lui era troppo. Comunque arriverà ad alleggerirci e poi per il continuo della giornata sarà li a fare da croce rossa, qualora le gambe decidessero in autonomia di sfanculare i loro legittimi proprietari.
    La tenda la recupero io. Serve il materasso da buttare dentro, ricordiamocelo.
    Sacchi a pelo. Doppio paia di scarpe per la riserva. Farsi panini, molti, per i due giorni. Almeno una cassa d’acqua da consegnare a Borso. Da ricordare inoltre tutto il necessario per piedi, gambe, maroni: anti vesciche e nel caso ago e filo per romperle. Disinfettante. Cerotto TAP per raccogliere la muscolatura. Bragoncini adatti senza mutanda per evitare che le cosce rimangano bruciate, o peggio, le palle (Marivo ne sa qcs).
    Se c’è altro da aggiungere….

  2. Mio equipaggiamento, buttato nello zainetto rosso napapiri di Daniela alle ore 6.43 svegliato dai pianti della piccola, giust giust per esser quasi puntuale, i 2 eroi e Borso infatti già aspettano nel tepore dell’auto parcheggiata davanti casa.
    Sistemo per girandolare 2 gorni sul po, nell ordine:
    -Copertona pile di snoopy per coprirmi nel gelo della tenda, sacco a pelo infatti non pervenuto
    - Sacca col pane, 4 panini di diverse misure
    -1.5 hg di prosciutto crudo
    -1 bottiglia d acqua
    -occhiali da sole
    -scarpe di scorta appese

    per fortuna c’era Francesco , il Lungimirante, che ben sapendo che io avrei portato un cazzo ha portato cibo et materilae vario per permetterci di arrivare in fondo


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