Fiocco rosa in casa IlPentauro: BENVENUTA ANNA

Un insuni stran… Mo gnianc tant stran!

19 03 2008

L’interprete dei SogniRicevo questo sogno da interpretare da Danilo, “un insuni stran”, al dis lu: Danilo tutti i sogni son strani, assurdi, pazzeschi. Ma nei sogni c’è un monito, un po’di verità, molto subconscio che torna a galla, una certa dose di cazzataggine.

Credo che Danilo sia un nome fittizio: giusto così, non pretendiamo sapere dai nostri amici vita,morte e miracoli! Mei mantgnir l’anonimà in sti quei acsì scabros.
Mi, Danilo, at dirò: il tuo sogno è strano, ma nemmeno troppo, sospeso tra censura della chiesa e le giuste passioni delle carni che cercano soddisfazione.
Anden con l’insuni…

“ho fatto un sogno troppo strano…mi trovavo in una stanza a fare la babysitter qnd mi accorgo nn ho piu il cellulare e allora cerco di ottenere silenzio dai bambini ma nn mi ascoltano anzi fanno ankora piu baccano…poi dopo un po di tempo riesco a trovare il cell…poi esco da qst stanza e scendo le scale di questa palazzina(bruttissima tutta grigia in cemento senza ne porte ne finestre come se fosse appena finita la guerra)e mi trovo sulle scale di una chiesa dove incontro mia sorella k mi da un pacchetto di preservativi k mi ero accorta di avr perso mentre scendevo dalla palazzina…poi mi trovo su una makkina e sto guidando e nn riesco a frenare poi scendo e mi trovo su un altra makkina e sta volta guida il mio prof di educazione fisica e un tir ci travolge…vorrei una spiegazione grazie
Danilo”

Alora…
Anden con ordan…

Questo sogno ha un ordine temporale esatto ma va interpretato partendo dalla fine e andando all’inizio, insomma va presa la conclusione come punto di partenza e l’inizio come fine.Quindi, smontiamolo pezzo per pezzo.Iniziamo dalla fine, ovvero l’inizio della vera interpretazione

1) “poi scendo e mi trovo su un altra makkina e sta volta guida il mio prof di educazione fisica e un tir ci travolge”: Alora: il prof di ginnastica altro non è che un simbolo che indica la ginnastica da letto, ovvero il sesso. Il tir che ti travolge altro non è che un partner focoso, o il desiderio di gran chiavata.

2) “poi mi trovo su una makkina e sto guidando e nn riesco a frenare”: questa macchina è l’auto della masturbazione, o atto autoerotico, che può portare gli individui più capaci a performance quali il cunnilingus per le donne o addirittura una costola di meno negli uomini per fare tutto da sè: la leggenda metropolitana di D’Annunzio…
Insomma pugnetta o ditalino a seconda che tu sia uomo o donna, parlen ciar e fazil…
Qui il dubbio insomma è: na bela ciavada coi so pro e contro o far tut indaparnù?

3) “scendo le scale di questa palazzina(bruttissima tutta grigia in cemento senza ne porte ne finestre come se fosse appena finita la guerra)e mi trovo sulle scale di una chiesa dove incontro mia sorella k mi da un pacchetto di preservativi k mi ero accorta di avr perso mentre scendevo dalla palazzina…”: invece che uscire in realtà entri in questa brutta palazzina: descritta così pare una prigione, roba da medioevo, da tempi da caccia alle streghe, tempi di censura. Nella palazzina, che altro non è che il simbolo della chiesa, lo dici tu stessa/o, la vedi, è la chiesa di Benedetto XVI, non allineata con la modernità, che contrasta e sconsiglia la scoperta del proprio corpo e la condiscendenza alle proprie voglie, niente preservativi: quindi o ti astieni dall’atto (vai in macchina solo/a) o pratichi solo per procreare! E’un out-out: tua sorella invece è li che ti aspetta e ti consiglia con bonomia e buon senso, ovvero: mo fat na bela ciavadina, at droi al balunzin ad goma e via, induel al problema? Insomma amico/a, sei combattuta tra una sessualità repressa e una sessualità che si vuol liberare…

4) “mi trovavo in una stanza a fare la babysitter qnd mi accorgo nn ho piu il cellulare e allora cerco di ottenere silenzio dai bambini ma nn mi ascoltano anzi fanno ankora piu baccano…poi dopo un po di tempo riesco a trovare il cell…”: il tuo dubbio non si risolve ma gli effetti degli atti sono evidenti: sat ciavi senza balunzin a nas i putin, che par furtuna i fa casin da la cuntanteza! Sat droi invezi al balunzin at zerchi al cellulare: par ciamar al to amor e far tanta palestra insiem…

Insomma, Danilo, vedi ti se col preservativ o senza: l’impurtant l’è cat ciavi!!!
Questo, sgonda mi, al vol dir st’insuni…

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Una replica a “Un insuni stran… Mo gnianc tant stran!”

20 03 2008
Cicciu (19:10:22) :

Brvo Bkkati, sei smpre il mglire mago k io knosko! Ma k è sta/o Dnilo qua k scrve ttto ksì? Scrvi kme magni.

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