Contro i giovani

23 12 2007

Contro i giovaniCome l’Italia sta tradendo le nuove generazioni
autori: Tito Boeri, Vincenzo Galasso
Mondadori, 2007, €15,00

Tra i tanti mali che affliggono il nostro Paese, uno dei più preoccupanti è l’incapacità di decidere della classe politica. Ogni riforma in questo Paese si azzoppa a mano a mano che procede nel proprio iter parlamentare, spesso annacquandosi e riducendosi a una serie di misure insufficienti per ridare slancio produttivo e culturale alla beneamata patria.

In questo libro vengono prese in considerazione alcune delle scelte mancate, o del tutto inaffrontate per riformare l’Italia e presentate, in maniera quanto più discorsiva, le riforme necessarie per riportarci al livello degli altri paesi europei.

La gerontocrazia infatti domina a tutti i livelli nel nostro Paese, sia nella politica che nell’economia. Sono vecchie le persone che scelgono il nostro futuro, e di certo non ci si può aspettare da costoro una qualche forma di lungimiranza. Questo peso di mancate scelte, quando addirittura del tutto sbagliate, non fa altro che dissipare risorse perseguendo la politica del “Qui e Ora”. Chi pagherà questo modo dissennato di procedere? Ovviamente, i giovani di oggi e di domani.

Ecco una sintesi molto stringata di alcune delle riforme indicate dagli autori (nel libro ogni punto è discretamente argomentato) per contrastare il nostro declino, le cosidette “partite da giocare”, tratte direttamente dal libro alla pagina 136:

  • Valutare la scuola e l’Università per migliorare la qualità dell’istruzione, introducendo meritocrazia non solo a parole: incentivi per didattica e ricerca, mobilità dei docenti
  • Ridurre il dualismo del mercato del lavoro, ma non la flessibilità in ingresso, con l’adozione diun contratto unico a tempo indeterminato e di un salario minimo orario
  • Introdurre con il reddito minimo garantito un ammortizzatore sociale per tutti, riducendo fortemente la povertà fra chi non lavora
  • Aiutare le mamme a tornare sul mercato del lavoro, con più asili pubblici, un credito d’imposta per le spese effettivamente sostenute nella cura dei figli e congedi di paternità retribuiti
  • Migliorare la competizione e la trasparenza nelle professioni, permettendo la pubblicità comparativa, imponendo preventivi con tariffe a forfait e abolendo il numero chiuso fissato per legge
  • Fare davvero l’ultima riforma delle pensioni, completando il passaggio al metodo contributivo e abolendo le pensioni di reversibilità per chi inizia oggi a lavorare
  • Ridurre i rischi legat al congestionamento urbano rafforzando il trasporto pubblico - soprattutto notturno - scoraggiando quello privato e aumentando le piste ciclabili nelle grandi città

Ecco qualche spunto di riflessione. Si può iniziare a parlare di queste cose invece di scrivere un programma di 300 pagine o perder tempo a far compravendita di senatori? Chissà…


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3 repliche a “Contro i giovani”

24 12 2007
cipo (08:50:51) :

Il problema è che per fare le cose che ci sono scritte e suggerite nel libro si dovrebbe avere una classe politica seria, che valuta i problemi e cerca soluzioni e che una volta individuata la soluzione abbia la forza per portarla a termine.
Giusto ieri sera a tavola parlavamo di questo riferito alla situzione Ferrarese.
Io sono davvero convinto che il vero problema della politica italiana siano le mancate scelte.
A volte è meglio una scelta sbagliata che una non scelta. Quantomeno una scelta sbagliata (se fatta comunque da persone con un minimo di serietà) può portare esperienza, può indurre a riflessioni e a compiere successive scelte che tengano conto di queste esperienze negative.
Il problema vero è che nessuno è mai chiamato a rendere conto delle proprie decisioni. Se guardiamo al panorama politico trovatemi qualcuno che sia stato “cacciato” perchè ha fatto delle stronzate enormi.
I politici si dimettono (o gli viene chiesto di farlo) solo se ai partiti non servono più o se vengono beccati tra droga e puttane. E sarei comunque curioso di vedere che fine fanno questi. Secondo me la stragrande maggioranza (non dico il 100% solo per lasciarmi una speranza) ha attualmente un posto di lavoro in una di quelle aziende semi-pubbliche con uno stipendio pari almeno a quello di tre persone normali.
Chi è che ha veramente pagato per colpe politiche? Fatico a ricordarne uno.

24 12 2007
luca (12:27:01) :

concordo col cippolo, aggiungendo però qualcosa…

è evidente che la classe politica è la punta di un iceberg:
non sono certo pronto a tollerare incapaci mezze figure come il primo ministro, il capo dell’opposizione (circa 140 anni in due) e porta voci, porta borse, lecca culo vari; gente che cambia idea per paura di perdere l’elettorato o l’appoccio eclesiastico.
però siamo realisti, l’italia è il paese in cui non va mai bene niente a nessuno.
tutti sono allenatori, tutti hanno la soluzione, tutti avrebbero fatto in un altro modo (e tutti in fa’n caz):
prova a fare una riforma della scuola, della sanità o degli uffici pubblici, in base al rendimento sul lavoro! sento già il coro di proteste di tutti i paraculi.
tutti si lamentano (giustamente) degli inceneritori, pochi sono realmente disposti a rinunciare alle comodità del consumismo.
sulle reti nazionali non si dovrebbe che parlare di lotta alla mafia, mentre ti fanno vedere l’isola dei famosi e c’è posta per te.
è sano vivere in un paese in cui la delinquenza è sempre tollerata dal buonismo? al caz
rinnego il razzismo, ma rinnego anke certi ambienti ke spesso usano la parola razzismo a dismisura; se uno ruba è un ladro, non il figlio del dottore, non un immigrato.
un paese in cui tutti i giorni ci sono 3 morti sul lavoro
un paese in cui la legge sulla fecondazione assistita è una decreto medioevale!?! ma nessuno lo cambia
un paese con 3000km di coste in cui non ci sono impianti eolici, altrimenti i verdi protestano!?!
un paese in cui si paga (non tutti) il canone rai, per vedere frizzi?
e se per caso non lo paghi, dato che non hai i soldi per comprare la tv, sti stronzi ti vengono a suonare a casa! ma vaffanculo!!!
nel 1993 in italia dopo tangentopoli doveva scoppiare la rivolta armata, ne sono convinto, dovevano esserci dei morti…
e non è successo un cazzo se cirino pomicino è in parlamento eletto dal centro sinistra (che io ho votato).
la gente però ha il calcio, lo shopping natalizio e albano che canta sulla rete maestra il sabato sera.
prova a cambiare un paese così.

6 01 2008
bek (12:22:37) :

A questo aggiungo che il nascente Partito Democratico è una miscela di facce già viste da cui non ci si può aspettare alcuna riforma che vada nella direzione sopra indicata. Dovrebbe avere un minimo comune denominatore laico ma ad ogni questione “etica” le posizioni sono diverse. Basti pensare a DICO o moratoria sulla legge dell’aborto. In questi ultimi giorni la bella sorpresa di Franceschini (n2) a Veltroni con la proposta del modello francese quando Veltroni si è speso con tutti per il sistema tedesco. Insomma, la solita fagiolara…
La sinistra-sinistra poi non credo possa annoverare molti dei punti sopra menzionati come possibile programma di governo. Ancora non ho capito come ragionano, in quale ottica…
Sulla destra poi un deserto nonchè un velo pietoso. Adesso che Berlusconi gioca da sè Fini e Casini a dirne peste e corna. Dove erano quando governava?
Non rimane che cuocere in questo brodo, lentamente, guardando Frizzi alla tv (che è lo specchio di Rutelli nella vita politica), o ancora peggio, Giacobbo con il suo Voyager: in una Italia che crede ancora in maghi, fattucchiere, poteri occulti delle divinità infere, Rai Due propina questo bel educational al popolo italiano, dove il mistero aleggia sempre con la sua caricà di potere antirazionale, dove l’alieno è la norma, loschi figuri tengono le briglie della storia.
E via così… a pecora, come pecore.
Mi sa che per la prima volta da quando voto mi reco alle urne per annullare la scheda.

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