Terra dei fuochi

7 01 2008

“Terra dei fuochi” è il capitolo conclusivo del libro Gomorra di Roberto Saviano.

Per capire un poco la questione “monnezza” a Napoli, che osservata da qui sbalordisce e ci fa vergognare, invito alla lettura di questo libro.
La questione rifiuti infatti non è una questione solo campana. E’viceversa una questione degna dell’attenzione di tutta Italia, per il sistematico traffico di veleni protrattosi in tutti questi anni dal nord verso il sud, traffico di veleni che impoverisce un intero territorio e ingrassa le tasche di pochi.
Per anni Napoli, e terre limitrofe, sono state imbottite dei rifiuti velenosi e pericolosi delle industrie del nord. Secondo il libro di Saviano, tutto viene gestito e “drenato” dalla camorra, nella più grande discarica abusiva d’Italia.
Per questo l’”emergenza rifiuti” (una emergenza che dura da 14 anni…) è un problema italiano.

Cito un brano dal noto libro di Saviano, credo illuminante sullo stato delle persone che abitano quei territori, che spiega e rende forse più comprensibile la loro protesta.

“Mentre i clan trovavano spazio ovunque per i rifiuti, l’amministrazione della regione Campania dopo dieci anni di commissariamento per infiltrazioni camorristiche non riusciva più a trovare il modo di smaltire la sua spazzatura. In Campania finivano illegalmente i rifiuti d’ogni parte d’Italia, mentre la monnezza campana nelle situazioni di emergenza veniva spedita in Germania a un prezzo di smaltimento cinquanta volte superiore a quello che la camorra proponeva ai suoi clienti. Le indagini segnalano che solo nel napoletano su diciotto ditte di raccoglimento rifiuti, quindici sono direttamente legate ai clan camorristici.

Il territorio è ingolfato di spazzatura, e sembra impossibile trovare soluzione. Per anni i rifiuti sono stati ammonticchiati in ecoballe, enormi cubi di spazzatura tritata e imballata in fasce bianche. Solo per smaltire quelle accumulate sino ad ora ci vorrebbero cinquantasei anni. L’unica soluzione che sembra essere proposta è quella degli inceneritori. Come ad Acerra, che ha generato rivolte e proteste feroci che hanno censurato persino la semplice idea di un possibile inceneritore in quelle zone. Verso gli inceneritori i clan hanno un atteggiamento ambivalente. Da un lato sono contrari, poichè vorrebbero continuare a vivere di discariche e incendi, e l’emergenza permette in più di speculare sulle terre di smaltimento delle ecoballe, terre che loro stessi affittano. Nel caso però si dovesse realizzare l’inceneritore sono già pronti per entrare in subappalto per la costruzione, e successivamente per la gestione. Laddove le inchieste giudiziarie non sono ancora arrivate, la popolazione è già giunta. Terrorizzata, nervosa, spaventata. Temono che gli inceneritori possano diventare delle fornaci perenni dei rifiuti di mezz’Italia a disposizione dei clan , e quindi tutte le garanzie sulla sicurezza ecologica dell’inceneritore anrebbero a vanificarsi contro i veleni che i clan imporrebbero di bruciare. Migliaia di persone sono in stato di allerta ogni qual volta si dispone la riapertura di una discarica esaurita. Temono che possano arrivareda ogni parte rifiuti tossici spacciati per rifiuti ordinari, così resistono sino allo stremo piuttosto che rischiare di fare del proprio paese un deposito incontrollato di nuova feccia.”

Gomorra
autore: Roberto Saviano
Mondadori, 2006, €15,50

Uno dei video trovati in rete sui roghi della spazzatura a Napoli, video dei munnezzaboys


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Informazioni

Una replica a “Terra dei fuochi”

8 01 2008
francesco (18:47:43) :

La Casta non lo sa, ma a Napoli si sta scavando la fossa
DI XAVIER JACOBELLI

Non so se vi sia capitato di leggere l’ultimo Bestiario di Giampaolo Pansa sull’Espresso. S’intitola “Uomo forte cercasi”. Con la consueta acutezza, evidenziata dalla prosa senza fronzoli che va dritta al cuore delle questioni, l’autore cita un’intervista rilasciata da Padoa Schioppa al Corriere della Sera.

Annota Pansa: ” Il rischio è di ripetere la tragica esperienza di Weimar. È il nome di una città tedesca della Turingia dove venne varata la nuova Costituzione della Germania, dopo la fine della prima guerra mondiale. Nacque allora la cosiddetta repubblica di Weimar che, passando da un governo debole all’altro e da un caos a un caos successivo, spalancò la porta al regime nazista di Hitler. Perché Tps ci rammenta Weimar? Perché, nel 1945, dopo la conclusione di una nuova guerra perduta, la Germania rifiutò l’esperienza dei governi deboli e scelse la strada dei governi forti. L’altro paese sconfitto, l’Italia, ha scelto invece la strada dei governi deboli, come stiamo constatando ancora oggi. Per di più, dice Tps, il nostro è un paese in preda a “impulsi autodistruttivi”. La somma “governi deboli più impulsi suicidi” potrebbe condurci “verso il caos e la svolta autoritaria”. Dunque, conclude Tps, “ora si potrebbe dire che siamo noi a correre il rischio di Weimar”.

Le cose stanno davvero a questo punto? Pur essendo un ottimista istintivo, sono propenso a pensare di sì. Non ci troviamo ancora dentro il caos, ma siamo sulla strada per arrivarci. E poiché le situazioni di disordine nascono quasi sempre dalle disfunzioni della politica, se osservo quanto accade in Italia non mi sento per nulla rassicurato. Il sistema dei partiti è imballato e spappolato. E ogni giorno mette in mostra quell’ammasso di macerie che è diventato: un tritume di parrocchie politiche, ormai ingestibile da chiunque…”.

Sono così vere, le parole di Pansa, a richiamare il messaggio d’inizio anno. No, non quello di Napolitano, illustre primo cittadino della Repubblica, napoletano, che dalla piazzetta di Capri, non da Pianura, ha definito “una tragedia nazionale” la vergogna di Napoli e lì si è fermato.

Il messaggio è firmato Beppe Grillo, quotidiano.net l’ha rilanciato in beata solitudine. Parla di un Paese che allegramente si avvia verso la catastrofe. E dice il vero. Perchè la Casta non lo sa, ma a Napoli come nel resto del Paese, si sta scavando la fossa. Bolla il comico più famoso d’Italia campione dell’antipolitica (e meno male che c’è, l’antipolitica, a contrappore a questa politica). Seppellisce negli scantinati del Palazzo le 400 mila firme che Grillo ha raccolto per chiedere che dal Parlamento vengano spazzati via deputati e senatori con precedenti penali. Parla, parla, la Casta, ma non fa nulla (Sircana che annuncia “la soluzione radicale del problema napoletano entro 24 ore” ha già vinto l’oscar 2008 per la battuta dell’anno).

Di centro, di destra o di sinistra, troppi rappresentanti del popolo, in realtà sanno fare bene una cosa sola: incollarsi alla poltrona. Occhio, perchè, mentre l’immondizia si moltiplica, il bostik si esaurisce.

da: quotidiano.net

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