Rabbia di Chuck Palahniuk
13 01 2008 Autore : bek
“Rabbia” è l’ultimo libro di Chuck Palahniuk. Palahniuk è l’autore di “Fight Club” da cui David Fincher ha tratto l’omonimo film culto con Edward Norton e Brad Pitt. I suoi romanzi hanno spesso una piega anarchica, sono controcorrente, mai senza colpi di scena del tutto esagerati, come del resto imprevedibile è la vita e spesso molto più fantastica della nostra immaginazione.
Ciò che più colpisce dei romanzi di Palahniuk è proprio la diversità dei suoi personaggi rispetto alla massa, alla folla, la testardaggine con cui affrontano vie alternative di vita e la costruzione della propria identità. Questo vissuto è inserito in storie che sembrano incredibili o assurde, ma sempre stilisticamente sostenute, con un passo narrativo che costringe il lettore a proseguire anche se non può credere a ciò che legge.
“Rabbia” è certamente un romanzo interessante. Racconta la vicenda di Rant Buster Casey, portatore del virus della rabbia e party crasher. Con la rabbia Casey infetterà un fiume di persone, addirittura in alcuni casi consenzienti, quasi fosse una moda e un tratto distintivo d’identità, mentre il party crasher, da come si può immaginare, è un gioco di autoscontro portato sulle strade, concepito per dare consepolezza e creare senso di comunità nei partecipanti, un gioco illegale ma normato da regole e tutele interne. La società in cui i fatti avvengono è divisa in due, diurni e notturni, con approcci diversi al modo di intendere la vita e meglio gestibile dal potere politico. Nei notturni, gli scarti sociali, Casey porta il suo germe nefasto, costruendo una leggenda che fascinerà anche i diurni, che desidereranno essere “marchiati”, con la rabbia, da questo uomo che trascende la storia. Forse infatti Casey ha il dono di percorrere il tempo, viaggiarlo a ritroso, chissà se si tratta di pura fantasia o davvero ciò è possibile.
Si perchè noi conosciamo la vicenda di Casey solo attraverso il racconto di tutti coloro che lo hanno frequentato, ognuno con un suo modo di pensare, ognuno con una sua idea sul personaggio, si trattasse di un killer per alcuni o di una divinità per altri. Il romanzo quindi è un mosaico di punti di vista, di ipotesi e fatti narrati vissuto da diverse prospettive.
Da lettore di quasi tutti i romanzi tradotti di Palahniuk, questo “Rabbia” mi ha certamente impressionato, ma è meno carico di quella spinta propulsiva che ho trovato in altri scritti. Il mio metro di giudizio si basa quindi sul fattore rivoluzionario delle idee che un libro di Palahniuk contiene, sul suo modo di ribaltare il pensiero dominante, sulla capacità di illuminare le deviazioni del nostro stile di vita e proporre modi diversi di stare al mondo, anarchici, anarchici nella loro accezione più pura ma certamente non più nobile. L’anarchia dei romanzi di Palahniuk, se di anarchia si tratta, non è rapportabile ad una visione politica che sia di sinistra o di destra.
Mi rendo però ben conto che l’autore deve essere libero di spaziare nella sua arte, di scrivere e affrontare qualsiasi argomento con lo stile che preferisce e meglio attiene alla narrazione, di smarcarsi dalle aspettative del suo lettore.
E da lettore, e con il gusto precedentemente detto, redigo, per chi volesse seguire questo modo di ragionare discutibilissimo, una mia personale lista per ordine di gradimento, “dal più bello al più brutto” dei libri di Palahniuk:
1) Fight Club: autentico capolavoro. Credo che pochi attraverso il film non ne conoscano la trama…
2) Ninna Nanna: una filastrocca che ha il potere di uccidere viene usata come arma di distruzione. Possederne il testo significa poter decidere della vita o della morte di chiunque, tra tentazione e esercizio di questo potere e un residuo di moralità.
3) Invisible Monsters: una donna che in realtà è uomo e un uomo che è donna. Tutto è rifatto, la natura è plastificabile e i connotati possono migrare da un sesso ad un altro. E’il romanzo delle identità permeabili e sempre in movimento.
4) Survivor: come si può diventare leader di una setta, guru della comunicazione, creare il consenso e manipolarlo, affondare nel consumismo e poi subirne il declino.
5) Soffocare: qui è il sesso il tema, e l’oppurtinità di legare gli altri a sè facendosi salvare la vita in modo pianificato.
6) Rabbia: di cui sopra
7) Cavie: un gruppo di individui si isola dal mondo per scrivere la propria storia perfetta. Ma in questa scuola di scrittura i personaggi vengono lasciati alla fame e al tutti contro tutti.


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