il Pentauro Libera Associazione di Idee

17gen/085

Ritratto della città da giovane (una premessa)

gatto

Niente da fare, è definitivo, una volta avevo molta più disponibilità di tempo da dedicare alla Nobile Arte del cazzeggio. Oh, scusate, non so se si poteva dire. Mia madre non sarà per niente contenta. Beh, pazienza. Fatto sta che ora tra il lavoro, le donne (…ehm, LA donna…chiedo scusa ancora una volta, è l’abitudine), la gestione della casa, le multe e le bollette da pagare, le tasse, la vita sregolata fatta di aperitivi con gli amici, di cene con gli amici, di after con gli amici, di scuole di cucina, di ricamo e di punto a croce, pare che non rimanga mai tempo a sufficienza per quello che noi “umanisti” (per giunta italici, figurarsi) amiamo chiamare il “dolce far niente”. Che bella occupazione testimonianza du temps perdu!

Mi viene lo scrupolo di pensare che forse le mode che cambiano, le abitudini che si modificano, la ionizzazione dell'atmosfera e altro hanno alterato significativamente la percezione di questa parola nel gergo comune. Ecco, quindi, per chi fosse interessato, l’elenco delle attività che considero fondamentali per definire lo status di cui sopra:

- Divieto tassativo di uscita dalle mura domestiche.
- Abbigliamento rigorosamente informale. La tuta in raso dagli accostamenti cromatici ambiziosi (vedi marrone escre….ehm… "escrescenze" e azzurrino principe…azzurro, appunto) è ideale solo se abbinata al calzetto tubolare bianco.
- Deambulatio matutina (ovviamente dopo le 11 AM) a piedi (esclusivamente in ciabatte, possibilmente imbottite, sì, quelle con gli orsetti vanno benissimo) entro un raggio di al massimo 20 metri (esempio dalla camera da letto al divano in salotto).
- Quando si è arrivati in salotto impugnare il telecomando e gettarsi nell’attività ludico-ricreativa dello “zapping compulsivo”. In alternativa, sorbirsi passivamente programmi dal tasso culturale paragonabile a quelli della domenica pomeriggio.
- In alternativa alla tv occuparsi in letture impegnative quali Liala o la temibile Grazia Deledda (eventualmente anche Fabio Volo, ma con dispensa parziale, visto che in alcuni passaggi un è po’ troppo tendente all’intellettuale).
- Utilizzare il PC soltanto per giocarci o per fare ricerche su Internet (esclusivamente di materiali audiovisivi dal contenuto discutibile).
- Se indispensabile alla sopravvivenza impegnarsi in conversazioni, ma al massimo al livello della terza media di una scuola di periferia.
- Non occuparsi MAI, pena la perdita dello status, in attività fisiche che coinvolgano muscoli ed articolazioni al di sotto del collo.
- Sempre in questo ambito, nutrirsi esclusivamente delle seguenti vivande: patatine, croccantini al formaggio, arachidi tostate e salate, anacardi, praline, liquerizie, ciuccetti, salsine, cracker (NON integrali ma salati e oliati in abbondanza), et similia.
- Obbligo del sonnellino pomeridiano postprandiale, di durata superiore alle due ore, pena vedi sopra.

E così via. Fatto sta che, in una di queste ormai rare giornate di svagamento compulsivo, nel tentativo di entropizzare ancora maggiormente il mio appartamento, quasi si trattasse di una cassa del tesoro mi è capitata tra le mani una vecchia scatola di cartone appartenuta credo ai miei bisnonni. Quello che ci facesse nel mio sgabuzzino non voglio nemmeno saperlo, e comunque trattasi di un dato non rilevante. Comunque, dopo essermi salvato a stento dallo svenimento causato dall’olezzo emanato dal recipiente, e dopo essermi fatto un’idea abbastanza precisa di quello che potesse contenere, ci ho rovistato dentro e, sorpresa sorpresa tra le muffose bassitudini ho rinvenuto un manoscritto anonimo che alla lettura si è dimostrato sorprendentemente interessante. Siccome (essendomisi incarnato credo lo spirito del buon vecchio Alessandro Nazionale….no, non quello del Grande Fratello. Manzoni. ….quello dei Promessi Sposi, santo cielo!....) la volontà di divulgare lo scritto è stata superiore al riserbo di tenerlo nascosto, non nego che inizierei a somministrare pillole dello stesso fin da subito, sperando che la cosa possa interessare a qualcuno. Un po’ per la malinconia che accompagna sempre il confronto con il tempo perduto, molto di più perché ad una lettura superficiale pare che la tematica principale delle suddette sia proprio l’arte del c….., che, diciamoci la verità, caratterizza soprattutto determinati anni, in cui magari non si hanno assilli occupazionali troppo pressanti. Oppure, se volete, solo in determinati anni gli affaccendamenti di cui sopra non sono accompagnati da uno sgradevole quanto inopportuno senso di colpa. L'altro protagonista è la Citta, temuta, odiata, ma anche amata, più di quanto sarebbe lecito, a volte disperatamente, più spesso controvoglia. Quella delle Due Torri, la conoscerete sicuramente anche voi.
La grande malinconia per questi tempi, non altro, mi hanno imposto di rendere queste memorie pubbliche.

Passo e chiudo e un saluto a tutti.

P.S. A proposito, il titolo delle stesse risulta essere “Ritratto della città da giovane”. Forse nemmeno pensandoci per tutta la vita sarei riuscito a trovare un titolo più malinconicamente adatto.

Buona lettura!

Posted by riccardo corazza

Commenti (5) Trackback (0)
  1. Bruciato certamente nei neuroni dai ritmi accelerati della modernità, penso che io non ce la farei a dedicarmi a una attività di “ozio” come quella sopra descritta. E nello specifico sostanzialmente l’ozio della domenica…

    Perfino leggere un libro, a pensarci, secondo la mia natura, rientra in un fottuto meccanismo di uso e consumo…
    Non voglio usare categorie marxiste, ma poco ci manca.

    Per questo è nato il Girandolone, ecco qualcosa di interessante nel Girandolone (a parte altri mille motivi): lavori e ti esaurisci tutta la settimana; il sabato (…ma in genere c’è la casa più altre occupazioni) e domenica ti si concede di ripigliarti, vieni messo sotto carica affinchè dal lunedì successivo tu possa ancora dare al lavoro le tue energie migliori. Vai uomo pila, laora sumar!
    Io dico: – Fanculo! – La domenica cammino almeno 15 km, mi spacco piedi e gambe, mi escon le vesciche, discuto di mille cose, di arte e letteratura, cazzate e cianfrusaglie della vita, mi spremo fino ad essere così stanco che è il lunedì la mia giornata di riposo.

    Sono un sistema entropico.

    Ovviamente sono in attesa dello scritto!!!

  2. Devo dire che le regole dell’ozio corazziano sono piuttosto rigide e che non si adattano perfettamente alla mia persona.
    Certo è che in tempi andati e sempre più raramente oggi mi sono ritrovato anche io sul divano a guardare l’ora e pensare “cazzo sono già le cinque. Ma cosa ho fatto fino ad ora?” e poi ricostruire la serie di programmi che avevo subito senza una reazione dalla tv (spesso intervallati da brevi “passacuor”).

    Con Bek dissento però su una cosa. Non trovo che il girandolone sia una attività che necessiti del riposo del lunedì. Se ci pensate la maggior parte dei lavori che svolgiamo non ci stancano fisicamente (parlo ovviamente dei pentauriani), ma tendono ad annientare la voglia di pensare nei rari momenti in cui non si è costretti a farlo.
    Per questo motivo trovo che stancarsi fisicamente durante il weekend sia in realtà un toccasana per quella stanchezza mentale che ci attanaglia.
    L’ho provato io in questi giorni passati a Madrid, dove, nonostante le promesse di prenderla con calma della vigiglia, per la foga di vedere tutto abbiamo camminato come dei disperati. Eppure, pur essendo tornato il mercoledì sera tardi e l’aver ripreso il giovedì mattina presto, questi giorni di stanchezza fisica sono stati meravigliosi e realmente riposanti.
    Posterò in alri commenti la mia concezione di ozio.

    Ovviamente Riccardo ormai il Pentauro tutto è in attesa di leggere i primi passi di questo scritto.

  3. Caro Amico,
    tu già sai che condivido praticamente tutte le tue passioni…qui non posso che apprezzare, ancor prima di leggerlo, il tuo racconto…
    Ora è diventato pressochè impossibile passare una giornata come quella che racconti, anche se agogno di averne una.
    Convengo con Cipo per quel che riguarda i nostri mestieri, ed il modo per eliminare un pò delle tossine che ci lasciano addosso. In più credo che passare per esempio tutta la domenica fra il letto e la cucina, in compagnia della tua ragazza, scorrazzando semi nudi per casa tutto il giorno sia uno dei migliori modi per ricarire se stessi, non tanto per il lavoro quanto per tutto il resto.

  4. ma cercare su google alla c…., può essere considerato ozio???
    per il momento ho fatto una ricerchina proprio sulla parola ozio.
    Definizione
    Il termine Ozio (derivato dal latino “otium”) indica un’occupazione principalmente vocata alla speculazione intellettuale, attività di fatto riservata alle classi dominanti, ed è contrapposto al concetto di negotium, occuparsi (più per necessità che per scelta) dei propri affari.
    Nel tempo l’ozio ha assunto una connotazione negativa (l’ozio è il padre dei vizi) perché sinonimo di inattività, pigrizia, inerzia, ma non è sempre stato oggetto di riprovazione sociale. Dell’ozio scrissero Seneca (De otio), Epitteto (nel Manuale), Bertrand Russell (Elogio dell’ozio), Itsuo Tsuda (Il non-fare) e, in modo ironico, il socialista Paul Lafargue (Elogio della pigrizia). L’ozio ai nostri giorni può essere considerato il padre dei vizi o un’azione fondamentale nell’arco di tempo giornaliero. Infatti esistono due scuole di pensiero a proposito: quella detta dell’OZIO AFFATICATO e quella dell’OZIO BENEFICO. Mentre la prima asserisce che l’ozio può essere una forma di attività, dato che si può oziare leggendo o praticando sport, l’altra proclama vero ozio quello in cui si lascia la mente al riposo e non si attua alcun tipo di attività
    Wikipedia

    “Nulla giova alla serenità
    dell’animo come il non darsi
    troppo da fare”
    Epicuro

    Mi piace il lavoro, mi affascina. Potrei stare per ore seduto ad osservarlo… Jerome Klapka Jerome
    E’ impossibile godere a fondo l’ozio se non si ha una quantità di lavoro da fare. Jerome Klapka Jerome

    L’ozio è il principio di tutti i vizi, il coronamento di tutte le virtù. Franz Kafka

    Buon ozio a tutti

  5. ….commosso dai Vostri commenti, ragazzi, immaginavo che la faccenda del c….avrebbe preso un sacco…sottolineo in particolare il metacommento di Francesco, effettuato nel rispetto di una delle “attività” avallate dal prontuario…ovviamente Jerome è uno dei miei idoli assoluti…diciamo la verità, ragazzi, ora non è più possibile dedicarsi a quella che io considero una somma arte con tutti i crismi, ma siamo in corsa anche se per cinque minuti nella giornata rispettiamo almeno una delle Sacre Regole…e allora rischio di parlare a sproposito se dico che ognuno di noi, a modo suo, in maniera canonica o non, onora pienamente tale otium come si trattasse di un precetto?….alla prossima, gente…;-))

    R.


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