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	<title>Commenti a: La città che dorme</title>
	<link>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/</link>
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	<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 00:21:33 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>Di: elena</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1100</link>
		<author>elena</author>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 23:54:27 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1100</guid>
					<description>é vero, Riccardo, la notte ammanta le cittá, le persone e le cose e allo stesso tempo le scopre, lasciandole nude. É momento di veritá e di scoperte, di sinceritá e di intuizioni. Di notte, quando tutto é pace, prendono forma le idee piú geniali, i gesti piú audaci, le riflessioni piú profonde. Molte le poesie e le canzoni dedicate alla Signora maestosa e oscura. Anch'io mi riconosco in molte delle sensazioni da te descritte. Come te ho amato e amo vagabondaggi notturni e serate in locali fumosi. Ho sognato di essere un gatto e camminare di tetto in tetto con passo felpato. Il tempo ogni volta mi é scivolato tra le mani senza che me ne accorgessi. Durante l'universitá studiavo fino alle 4 di notte e poi dormivo di giorno. Nelle notti d'estate ho conosciuto i personaggi piú freaky ma anche le persone piú autentiche. I viaggi di notte in treno, in aereo, in nave, in macchina sono stati tutta una scoperta. Ancora adoro passare notti intere a esaminare le costellazioni e ad ascoltare il rumore del mare o a farci il bagno, a chiacchierare intorno a un faló, a raccontare barzellette e a ridere con amici, a fare l'amore, a camminare, a ascoltare musica, a guidare per ore, a scrivere, a osservare la cittá e ad ascoltarne il silenzio. E nulla é piú palpitante di quelle luci accese nelle case.. ogni finestra é una storia vissuta, una vicenda umana, e un trampolino sull' agitato mare dell'immaginazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>é vero, Riccardo, la notte ammanta le cittá, le persone e le cose e allo stesso tempo le scopre, lasciandole nude. É momento di veritá e di scoperte, di sinceritá e di intuizioni. Di notte, quando tutto é pace, prendono forma le idee piú geniali, i gesti piú audaci, le riflessioni piú profonde. Molte le poesie e le canzoni dedicate alla Signora maestosa e oscura. Anch&#8217;io mi riconosco in molte delle sensazioni da te descritte. Come te ho amato e amo vagabondaggi notturni e serate in locali fumosi. Ho sognato di essere un gatto e camminare di tetto in tetto con passo felpato. Il tempo ogni volta mi é scivolato tra le mani senza che me ne accorgessi. Durante l&#8217;universitá studiavo fino alle 4 di notte e poi dormivo di giorno. Nelle notti d&#8217;estate ho conosciuto i personaggi piú freaky ma anche le persone piú autentiche. I viaggi di notte in treno, in aereo, in nave, in macchina sono stati tutta una scoperta. Ancora adoro passare notti intere a esaminare le costellazioni e ad ascoltare il rumore del mare o a farci il bagno, a chiacchierare intorno a un faló, a raccontare barzellette e a ridere con amici, a fare l&#8217;amore, a camminare, a ascoltare musica, a guidare per ore, a scrivere, a osservare la cittá e ad ascoltarne il silenzio. E nulla é piú palpitante di quelle luci accese nelle case.. ogni finestra é una storia vissuta, una vicenda umana, e un trampolino sull&#8217; agitato mare dell&#8217;immaginazione.</p>
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	<item>
		<title>Di: diego</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1102</link>
		<author>diego</author>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 08:19:14 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1102</guid>
					<description>Mi fai tornare in mente le prime uscite in auto da solo di notte...ormai è passato un decennio, percorrevo sempre una strada, che per me sembrava portare lontano (in realtà arriva a Migliarino) con la radio a palla per non sentire il rumore assordante della notte...in un paesino come il mio si ha spesso il sogno di fuggire verso qualcosa di più grande, cosa che poi ho fatto. E forse proprio di notte, o meglio di notte, ti accorgi di quanto ti sia entrato dentro...di quanto ogni angolo ti risvegli dei ricordi, e ti ritrovi a pensare com'era diversa quando tu battevi quelle strade,con la tua bicicletta, pensando di esserne il re. Delle bravate di notte con gli amici, delle prime feste nel bar...qualcuno ha delle foto nella quali il mio ciuffo sembra sfiorare il muro...sai credo che la notte, grazie all'oscurità, ti faccia sentire più a tuo agio e ti faccia tirare fuori il lato più vero di te....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi fai tornare in mente le prime uscite in auto da solo di notte&#8230;ormai è passato un decennio, percorrevo sempre una strada, che per me sembrava portare lontano (in realtà arriva a Migliarino) con la radio a palla per non sentire il rumore assordante della notte&#8230;in un paesino come il mio si ha spesso il sogno di fuggire verso qualcosa di più grande, cosa che poi ho fatto. E forse proprio di notte, o meglio di notte, ti accorgi di quanto ti sia entrato dentro&#8230;di quanto ogni angolo ti risvegli dei ricordi, e ti ritrovi a pensare com&#8217;era diversa quando tu battevi quelle strade,con la tua bicicletta, pensando di esserne il re. Delle bravate di notte con gli amici, delle prime feste nel bar&#8230;qualcuno ha delle foto nella quali il mio ciuffo sembra sfiorare il muro&#8230;sai credo che la notte, grazie all&#8217;oscurità, ti faccia sentire più a tuo agio e ti faccia tirare fuori il lato più vero di te&#8230;.</p>
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	<item>
		<title>Di: Beno</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1104</link>
		<author>Beno</author>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 14:49:51 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1104</guid>
					<description>Se non riuscite a dormire la notte, vi posso dare mia figlia durante il giorno, e vi assicuro che verso le 22.00 vi addormenterete come non mai.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se non riuscite a dormire la notte, vi posso dare mia figlia durante il giorno, e vi assicuro che verso le 22.00 vi addormenterete come non mai.</p>
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				</item>
	<item>
		<title>Di: Marivo</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1110</link>
		<author>Marivo</author>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 11:35:27 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1110</guid>
					<description>Io più che la notte ho impressa la mattina presto, oddio forse si considera ancora notte, dico verso le 4, 4 e mezza, 5, quando lavoravo alla coop il turno delle 5 era una prova più psichica che non fisica, ricordo che passavo davanti alla stazione poi verso il palasport, e vedevo le prostitute che staccavano e con le loro cose si incamminavano in direzione opposta alla mia, verso la stazione, per raggiungere poi chissà, Padova Bologna, il loro viaggio attraverso la notte, io cominciavo il lavoro, loro finivano, c era un legame che mi dava da pensare, i ritmi scanditi dal lavoro, milioni di uomini e donne trasportati a certi orari verso certi posti, poi indietro, sempre in coda nel traffico di gente sconosciuta ed uguale, le strade deserte i semafori che lampeggiano, la sensazione di essere l ultimo sulla terra e poi quella invece opposta e contraria di far parte del mondo degli uomini.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io più che la notte ho impressa la mattina presto, oddio forse si considera ancora notte, dico verso le 4, 4 e mezza, 5, quando lavoravo alla coop il turno delle 5 era una prova più psichica che non fisica, ricordo che passavo davanti alla stazione poi verso il palasport, e vedevo le prostitute che staccavano e con le loro cose si incamminavano in direzione opposta alla mia, verso la stazione, per raggiungere poi chissà, Padova Bologna, il loro viaggio attraverso la notte, io cominciavo il lavoro, loro finivano, c era un legame che mi dava da pensare, i ritmi scanditi dal lavoro, milioni di uomini e donne trasportati a certi orari verso certi posti, poi indietro, sempre in coda nel traffico di gente sconosciuta ed uguale, le strade deserte i semafori che lampeggiano, la sensazione di essere l ultimo sulla terra e poi quella invece opposta e contraria di far parte del mondo degli uomini.</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Di: riccardo corazza</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1112</link>
		<author>riccardo corazza</author>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 12:05:20 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1112</guid>
					<description>.....terribilmente vera, quest'ultima, Mari....solutari e affratellati allo stesso tempo...mi fa venire in mente una cosa, non so se conoscete Guido Morselli....è uno dei miei idoli letterari...di come a volte l'amore estremo porta a gesti estremi...nel suo ultimo romanzo, Dissipatio H.G., dove "H.G." sta per "humani generis", racconta di un uomo che si sveglia e scopre di essere rimasto da solo, unico abitante del "mondo", tutti gli altri sono "spariti"....io credo che siamo tutti ugualmente legati, e affini, in questa ricerca...e la notte scopre i fili della rappresentazione...è questo il suo bello....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;..terribilmente vera, quest&#8217;ultima, Mari&#8230;.solutari e affratellati allo stesso tempo&#8230;mi fa venire in mente una cosa, non so se conoscete Guido Morselli&#8230;.è uno dei miei idoli letterari&#8230;di come a volte l&#8217;amore estremo porta a gesti estremi&#8230;nel suo ultimo romanzo, Dissipatio H.G., dove &#8220;H.G.&#8221; sta per &#8220;humani generis&#8221;, racconta di un uomo che si sveglia e scopre di essere rimasto da solo, unico abitante del &#8220;mondo&#8221;, tutti gli altri sono &#8220;spariti&#8221;&#8230;.io credo che siamo tutti ugualmente legati, e affini, in questa ricerca&#8230;e la notte scopre i fili della rappresentazione&#8230;è questo il suo bello&#8230;.</p>
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				</item>
	<item>
		<title>Di: Cicciu</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1114</link>
		<author>Cicciu</author>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 12:56:13 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1114</guid>
					<description>Io mi sveglio a mezzogiorno in vece.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io mi sveglio a mezzogiorno in vece.</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Di: cipo</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1116</link>
		<author>cipo</author>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 14:03:25 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1116</guid>
					<description>Rik il tuo racconto mi ha fatto tornare in mente diversi ricordi legati alla notte.
Ma più di tutti ho in mente le notti passate in camera mia a leggere o a disegnare o a fare le attività più diverse nel silenzio della casa che dorme.
Non so perchè, ma anche se a casa dei miei genitori io e mio fratello abbiamo le camere all'ultimo piano e pertanto siamo abbastanza isolati dalla casa, la notte era per me il momento migliore per poter fare qualunque cosa.
Certe notti mi ritrovavo alle 3 o alle quattro ancora assorto nella lettura di un libro o seduto alla scrivania a fare...non so cosa, ma comunque sveglio a godermi il silenzio. Forse è proprio la consapevolezza che la gran parte della gente sta dormendo che ci fa sentire così bene e a proprio agio la notte.
Ed è per questo che nelle (solo) due settimane in cui ho lavorato alla Coop in compagnia di Marivo mi sono sorpreso a pensare a quanta gente in piccole comunità è sveglia e sta pure lavorando.
Prima era diverso. Prima era il mio amico che la notte si svegliava per lavorare. Non so forse è difficile da spiegare ed io non sono particolarmente bravo.
La stessa cosa la stò provando ora nelle notti in cui accompagno Gimmi in guardia medica.
Quando sei in quella stanza e suona il telefono, ti alzi, prendi la macchina e vai a casa della gente (io per la verità sono rimasto sempre fuori). E tutte le volte provo una strana sensazione, quasi sorpresa, a pensare che il mondo esiste anche la notte, oltre me che sono sveglio, che c'è gente che lavora, che c'è gente che si sente male e che c'è gente che, come la notte di natale, quando la incroci ti fa gli auguri.
Forse la notte è uno dei pochi momenti in cui possiamo godere della compagnia di noi stessi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rik il tuo racconto mi ha fatto tornare in mente diversi ricordi legati alla notte.<br />
Ma più di tutti ho in mente le notti passate in camera mia a leggere o a disegnare o a fare le attività più diverse nel silenzio della casa che dorme.<br />
Non so perchè, ma anche se a casa dei miei genitori io e mio fratello abbiamo le camere all&#8217;ultimo piano e pertanto siamo abbastanza isolati dalla casa, la notte era per me il momento migliore per poter fare qualunque cosa.<br />
Certe notti mi ritrovavo alle 3 o alle quattro ancora assorto nella lettura di un libro o seduto alla scrivania a fare&#8230;non so cosa, ma comunque sveglio a godermi il silenzio. Forse è proprio la consapevolezza che la gran parte della gente sta dormendo che ci fa sentire così bene e a proprio agio la notte.<br />
Ed è per questo che nelle (solo) due settimane in cui ho lavorato alla Coop in compagnia di Marivo mi sono sorpreso a pensare a quanta gente in piccole comunità è sveglia e sta pure lavorando.<br />
Prima era diverso. Prima era il mio amico che la notte si svegliava per lavorare. Non so forse è difficile da spiegare ed io non sono particolarmente bravo.<br />
La stessa cosa la stò provando ora nelle notti in cui accompagno Gimmi in guardia medica.<br />
Quando sei in quella stanza e suona il telefono, ti alzi, prendi la macchina e vai a casa della gente (io per la verità sono rimasto sempre fuori). E tutte le volte provo una strana sensazione, quasi sorpresa, a pensare che il mondo esiste anche la notte, oltre me che sono sveglio, che c&#8217;è gente che lavora, che c&#8217;è gente che si sente male e che c&#8217;è gente che, come la notte di natale, quando la incroci ti fa gli auguri.<br />
Forse la notte è uno dei pochi momenti in cui possiamo godere della compagnia di noi stessi.</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Di: riccardo corazza</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1117</link>
		<author>riccardo corazza</author>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 14:23:43 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1117</guid>
					<description>...cipo, mi hai fatto riaffacciare Ungaretti, inspiegabilmente...bellissimo post....e anche un altro verso di un poeta caro anche al Nostro Sommo, Camillo Sbarbaro..."nel deserto io guardo con asciutti occhi me stesso"...forse c'entra qualcosa, che dite pentauriani?....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;cipo, mi hai fatto riaffacciare Ungaretti, inspiegabilmente&#8230;bellissimo post&#8230;.e anche un altro verso di un poeta caro anche al Nostro Sommo, Camillo Sbarbaro&#8230;&#8221;nel deserto io guardo con asciutti occhi me stesso&#8221;&#8230;forse c&#8217;entra qualcosa, che dite pentauriani?&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Di: Simona M.</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1118</link>
		<author>Simona M.</author>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 15:01:35 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1118</guid>
					<description>Io sono stata un'animale notturno tutte le volte che ho potuto, ossia quando  per una qualche ragione potevo non tornare a casa dai miei, soprattutto in vacanza o quando andavo a dormire dalle amiche. 
Finalmente la mia metà oscura, come dice Riccardo, poteva avere la possibilità di uscire allo scoperto, quanti incontri allucinanti o silenzi assordanti mi vengono in mente, dai lidi alla Spagna, da Bologna a Londra. Una volta ho persino conosciuto un ragazzo che si divideva fra il mestiere di pizzaiolo e quello di travestito marchettaro, in una notte mi ha raccontato la sua sconvolgente (almeno per me cresciuta in un paesino di 150 anime) vita...sono sicura che di giorno non mi sarebbe mai successo.
Leggendo il commento di Diego, cresciuto a pochi kilometri da casa mia, mi sono venute in mente anche le scalmanate corse in Ciao (ve lo ricordate?) o in bicicletta per stradine improponibili dove però tu eri il Re o la Regina...bei tempi...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io sono stata un&#8217;animale notturno tutte le volte che ho potuto, ossia quando  per una qualche ragione potevo non tornare a casa dai miei, soprattutto in vacanza o quando andavo a dormire dalle amiche.<br />
Finalmente la mia metà oscura, come dice Riccardo, poteva avere la possibilità di uscire allo scoperto, quanti incontri allucinanti o silenzi assordanti mi vengono in mente, dai lidi alla Spagna, da Bologna a Londra. Una volta ho persino conosciuto un ragazzo che si divideva fra il mestiere di pizzaiolo e quello di travestito marchettaro, in una notte mi ha raccontato la sua sconvolgente (almeno per me cresciuta in un paesino di 150 anime) vita&#8230;sono sicura che di giorno non mi sarebbe mai successo.<br />
Leggendo il commento di Diego, cresciuto a pochi kilometri da casa mia, mi sono venute in mente anche le scalmanate corse in Ciao (ve lo ricordate?) o in bicicletta per stradine improponibili dove però tu eri il Re o la Regina&#8230;bei tempi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Di: Simona M.</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1120</link>
		<author>Simona M.</author>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 15:45:57 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1120</guid>
					<description>A questo proposito vi segnalo una mostra fotografica di Guido Fabrizi dal titolo "&lt;a href="http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/anima-underground/1.html" rel="nofollow"&gt;Le anime underground della metropolitana&lt;/a&gt;" visionabile nel sito di Repubblica. In quei volti si possono leggere svariati pensieri e ognuno di noi può cercare di interpretarli come vuole...
Si potrebbe fare una cosa simile in stazione qua a Ferrara di sera, io lancio la proposta, ma sola non ci vado, in certi luoghi e per una donna, la notte può non essere amica...purtroppo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A questo proposito vi segnalo una mostra fotografica di Guido Fabrizi dal titolo &#8220;<a href="http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/anima-underground/1.html" rel="nofollow">Le anime underground della metropolitana</a>&#8221; visionabile nel sito di Repubblica. In quei volti si possono leggere svariati pensieri e ognuno di noi può cercare di interpretarli come vuole&#8230;<br />
Si potrebbe fare una cosa simile in stazione qua a Ferrara di sera, io lancio la proposta, ma sola non ci vado, in certi luoghi e per una donna, la notte può non essere amica&#8230;purtroppo!</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Di: Silvia</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1121</link>
		<author>Silvia</author>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 17:12:51 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1121</guid>
					<description>Personalmente, quando mi trovo in situazioni imbarazzanti, ho la terribile e irrefrenabile reazione di arrossire spaventosamente, palesando indiscutibilmente il mio stato di profonda agitazione... la notte mi fa sentire più sicura, il rossore di notte non si vede... e poi c'è il fatto che la notte rappresenta la "fine" della giornata. Spesso ho l'illusione che qualsiasi cosa io abbia combinato durante il giorno (o durante la notte), lo si possa considerare ormai nell'ambito di un tempo passato, già un "ieri". Sapere che si sta vivendo un'esperienza che ha una durata temporale definita, permette di affrontare con più serenità l'esperienza stessa ed il "domani", e quindi di migliorarne la gestione...
Di notte tento di afferrare gli ultimi istanti e di tenere vivi i ricordi della giornata appena trascorsa, quelli davvero significativi per la mia vita, istanti che parlano di amicizia e di affetti profondi...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Personalmente, quando mi trovo in situazioni imbarazzanti, ho la terribile e irrefrenabile reazione di arrossire spaventosamente, palesando indiscutibilmente il mio stato di profonda agitazione&#8230; la notte mi fa sentire più sicura, il rossore di notte non si vede&#8230; e poi c&#8217;è il fatto che la notte rappresenta la &#8220;fine&#8221; della giornata. Spesso ho l&#8217;illusione che qualsiasi cosa io abbia combinato durante il giorno (o durante la notte), lo si possa considerare ormai nell&#8217;ambito di un tempo passato, già un &#8220;ieri&#8221;. Sapere che si sta vivendo un&#8217;esperienza che ha una durata temporale definita, permette di affrontare con più serenità l&#8217;esperienza stessa ed il &#8220;domani&#8221;, e quindi di migliorarne la gestione&#8230;<br />
Di notte tento di afferrare gli ultimi istanti e di tenere vivi i ricordi della giornata appena trascorsa, quelli davvero significativi per la mia vita, istanti che parlano di amicizia e di affetti profondi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Di: Bek</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1122</link>
		<author>Bek</author>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 20:08:30 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1122</guid>
					<description>mi capita spesso di svegliarmi la notte, nel sonno, volontariamente.
a un certo punto voglio svegliarmi e effettivamente mi sveglio.
in quel momento sento il silenzio, con tutta la sua estensione.
la notte è l'ultimo custode del silenzio.
sono brevi attimi perchè poi mi riaddormento, ma non me li lascio scappare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi capita spesso di svegliarmi la notte, nel sonno, volontariamente.<br />
a un certo punto voglio svegliarmi e effettivamente mi sveglio.<br />
in quel momento sento il silenzio, con tutta la sua estensione.<br />
la notte è l&#8217;ultimo custode del silenzio.<br />
sono brevi attimi perchè poi mi riaddormento, ma non me li lascio scappare.</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Di: Alexa</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1124</link>
		<author>Alexa</author>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 11:29:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1124</guid>
					<description>Rik, leggendoti mi hai indotta a provare le belle emozioni che provo di notte quando sono immersa a studiare sui libri di storia graca-romana oppure vengo catturata dalle pagine dei tanti romanzi che, ora dopo ora, diventano amanti perfetti di notti insonni.....La notte ha quel qual cosa di unico e di magico....Ho la fortuna di abitare a ridosso di immensi campi di frutteti e qui, nelle sere d'estate, ho il privilegio di camminare scalza,  bagnata dalla prima rugiada della sera e di scorgere, tra i fili d' erba,  il luccichio di qualche lucciola....Tutto questo, sovrastato da un immenso cielo stellato dove Orione primeggia tra tutte le altre costellazioni....qui e solo qui riesco a ritrovare me stessa e quella parte di intimità interiore che difficilmente trovo durante il giorno...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rik, leggendoti mi hai indotta a provare le belle emozioni che provo di notte quando sono immersa a studiare sui libri di storia graca-romana oppure vengo catturata dalle pagine dei tanti romanzi che, ora dopo ora, diventano amanti perfetti di notti insonni&#8230;..La notte ha quel qual cosa di unico e di magico&#8230;.Ho la fortuna di abitare a ridosso di immensi campi di frutteti e qui, nelle sere d&#8217;estate, ho il privilegio di camminare scalza,  bagnata dalla prima rugiada della sera e di scorgere, tra i fili d&#8217; erba,  il luccichio di qualche lucciola&#8230;.Tutto questo, sovrastato da un immenso cielo stellato dove Orione primeggia tra tutte le altre costellazioni&#8230;.qui e solo qui riesco a ritrovare me stessa e quella parte di intimità interiore che difficilmente trovo durante il giorno&#8230;</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Di: Maruska</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1127</link>
		<author>Maruska</author>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 11:33:53 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1127</guid>
					<description>Caro Rik,
per me la notte purtroppo assomiglia più ad un incubo che ad  sogno...
aspetto le prime luci dell'alba per sentirmi libera da quella prigionia,  che inevitabilmente ritorna appena giunta a "casa"...
probabilmente il tuo amico Marivo qualche volta mi ha incrociata, forse con un pò di compassione il suo sguardo si è posato su di me...
Io che per buona parte della notte ho sperato di essere sola...ma che non ci sono riuscita, costretta dalla paura .... la paura che mi coglie anche ogni volta che vedo due luci che si avvicinano lentamente...
Non è sempre stato così....io ricordo un gigantesco cielo stellato sopra di me che mi faceva sperare nel futuro...ora invece quel manto bruno copre solamente la mia sofferenza e la mia vergogna...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Rik,<br />
per me la notte purtroppo assomiglia più ad un incubo che ad  sogno&#8230;<br />
aspetto le prime luci dell&#8217;alba per sentirmi libera da quella prigionia,  che inevitabilmente ritorna appena giunta a &#8220;casa&#8221;&#8230;<br />
probabilmente il tuo amico Marivo qualche volta mi ha incrociata, forse con un pò di compassione il suo sguardo si è posato su di me&#8230;<br />
Io che per buona parte della notte ho sperato di essere sola&#8230;ma che non ci sono riuscita, costretta dalla paura &#8230;. la paura che mi coglie anche ogni volta che vedo due luci che si avvicinano lentamente&#8230;<br />
Non è sempre stato così&#8230;.io ricordo un gigantesco cielo stellato sopra di me che mi faceva sperare nel futuro&#8230;ora invece quel manto bruno copre solamente la mia sofferenza e la mia vergogna&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: enrico</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1140</link>
		<author>enrico</author>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 21:46:47 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1140</guid>
					<description>mando un abbraccio virtuale ma sopratutto spirituale all'autore di questo topic.. ovvero il buon vecchio corazza.. che dire...?
Non smetto mai di stupirmi dell'intrinseca fratellanza che esiste fra gli esseri umani.. non so quante volte sono rimasto di stucco davanti alle pagine di un libro, o davanti alle parole di qualcuno, nello scoprire che quei momenti così profondamente intimi, quelle notti in cui esisti soltanto tu e il mondo, sono in realtà condivisi da milioni di persone. Proprio quando credi di essere in assoluta solitudine stai in realtà provando ciò che migliaia, milioni, di esseri umani prima di te e contemporanemante a te hanno provato. Forse mi stupisco per poco ma la trovo una cosa straordinaria. 
Leggere questo topic era per certi versi come guardarsi allo specchio, rivedendo tutte quelle notti in cui vagabondavo con la mia vecchia peugeout, magari diretto verso il mare durante l'inverno, oppure semplicemente scegliendo le strade a caso per poi diventare matto a rotrovare la strada di casa. Ricordo la macchina ferma vicino ai binari, le stelle, la sigaretta e i treni merci arruginiti, come un paesino da film americano trapiantato nella mia città. 
Ricordo poco tempo fa quando i miei sono andati via qualche giorno e io sono rimasto a camminare per il centro con l'ipod nelle orecchie per tutta la notte, incontrando un paio di studenti con i quali ho parlato per due ore mangiando insieme le pizzette di perdonati.  Cose piccole e grandi allo stesso tempo. 
Il grande fascino della notte per me è che a differenza del giorno  puoi plasmarla come vuoi, puoi farne ciò che vuoi in ogni momento, trasformarla in  baldoria o in solitudine nell'arco di 5 minuti, sempre con la sensazione che non debba mai finire, come se le ore non avessero significato. 
Grazie per i ricordi che mi avete fatto venire con questo topic e con i commenti!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mando un abbraccio virtuale ma sopratutto spirituale all&#8217;autore di questo topic.. ovvero il buon vecchio corazza.. che dire&#8230;?<br />
Non smetto mai di stupirmi dell&#8217;intrinseca fratellanza che esiste fra gli esseri umani.. non so quante volte sono rimasto di stucco davanti alle pagine di un libro, o davanti alle parole di qualcuno, nello scoprire che quei momenti così profondamente intimi, quelle notti in cui esisti soltanto tu e il mondo, sono in realtà condivisi da milioni di persone. Proprio quando credi di essere in assoluta solitudine stai in realtà provando ciò che migliaia, milioni, di esseri umani prima di te e contemporanemante a te hanno provato. Forse mi stupisco per poco ma la trovo una cosa straordinaria.<br />
Leggere questo topic era per certi versi come guardarsi allo specchio, rivedendo tutte quelle notti in cui vagabondavo con la mia vecchia peugeout, magari diretto verso il mare durante l&#8217;inverno, oppure semplicemente scegliendo le strade a caso per poi diventare matto a rotrovare la strada di casa. Ricordo la macchina ferma vicino ai binari, le stelle, la sigaretta e i treni merci arruginiti, come un paesino da film americano trapiantato nella mia città.<br />
Ricordo poco tempo fa quando i miei sono andati via qualche giorno e io sono rimasto a camminare per il centro con l&#8217;ipod nelle orecchie per tutta la notte, incontrando un paio di studenti con i quali ho parlato per due ore mangiando insieme le pizzette di perdonati.  Cose piccole e grandi allo stesso tempo.<br />
Il grande fascino della notte per me è che a differenza del giorno  puoi plasmarla come vuoi, puoi farne ciò che vuoi in ogni momento, trasformarla in  baldoria o in solitudine nell&#8217;arco di 5 minuti, sempre con la sensazione che non debba mai finire, come se le ore non avessero significato.<br />
Grazie per i ricordi che mi avete fatto venire con questo topic e con i commenti!!</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Cicciu</title>
		<link>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1143</link>
		<author>Cicciu</author>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 22:22:46 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.ilpentauro.org/libri/2008/01/22/la-citta-che-dorme/#comment-1143</guid>
					<description>Maruska! non c'eri ieri sera in via Padova N.34. Ti sei spostata? se si fammi uno squillo sul cellulare privato.... non quello del lavoro.
Ciao e mi raccomando.... porto un amico!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Maruska! non c&#8217;eri ieri sera in via Padova N.34. Ti sei spostata? se si fammi uno squillo sul cellulare privato&#8230;. non quello del lavoro.<br />
Ciao e mi raccomando&#8230;. porto un amico!</p>
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