il Pentauro Libera Associazione di Idee

8dic/075

Il potere del sorriso

Come la maggior parte degli uffici delle grandi multinazionali anche il mio ha un ambiente un po’ asettico e grigio, dove si ode solo il ticchettio delle tastiere, qualche telefono che suona e un brusio multilingue, il tutto condito da una fredda luce al neon.
Lucy ha vi portato sempre una ventata d’aria fresca e d’allegria tutta latina. Di origini ecuadoriane, meticcia, di mezza età, labbra grandissime sempre aperte su due file di denti bianchissimi, e altrettanto grandi occhi verdi. Sempre impeccabilmente truccata e piena di brio. È la nostra “señora de la limpieza”, cioè la signora delle pulizie. Sguardo brillante e corpo imperiosamente eretto, maneggia il mocho come se fosse lo scettro di Gandalf del Signore degli anelli e sprigiona ad ogni passo e ad ogni parola risolutezza, orgoglio, energia. Affatto ossequiosa con le nostre cape, meno servile di chiunque di tutti noi, dal primo giorno in cui ha iniziato a prestare servizio nell’azienda, la sua entrata per la porta di SGS non è mai passata inosservata: il suo “buenas tardes” risuona forte e scintillante, fa quasi tremare le scrivanie e ci risveglia dal torpore, ricordandoci che è quasi ora di andarcene. Forse un tono di voce un po’ troppo alto, noto che la mia responsabile ogni giorno in risposta si gira a guardarla lasciando trasparire un lampo snob di disapprovazione, come se la giudicasse inadeguata, e ricambia il saluto con flemma e modi un po’ forzati…ma che diamine! Se si saluta si saluta davvero, e non con incomprensibili bisbigli.
Per me e per altri invece ricambiare il suo sorriso e il suo energico saluto è stato sempre un richiamo irresistibile. È circondata da un aura di vitalità che si spande tutt’intorno e involontariamente ti entra dentro. L’ho trovata sempre contagiosamente positiva e grandiosa, e, siccome sono una dei pochi che spesso rimangono in ufficio fino a tardi oltre l’orario di lavoro, mi sono trovata sovente a tu per tu con Lucy, raccontandoci storie e ricordi di patria, io della vicina Italia e lei del lontano Ecuador. Sempre dandoci dell’Usted, cioè del lei, anche dopo due anni ormai di chiacchiere in comune.
Ieri Lucy è entrata pomposamente come sempre e si è diretta verso il retro e quando sono entrata nella sala fax, mi ha braccata per un braccio e mi ha abbracciata stretta stretta come una mamma, e poi mi ha detto con gli occhi un po’ lucidi, i suoi grandi occhioni verdi, che era il suo ultimo giorno di lavoro presso di noi. Che aveva trovato qualcosa di meglio. E che mi ringraziava di cuore, veramente di cuore, per averle sempre regalato dei cosí bei sorrisi, e che solo grazie a “Usted, señorita Eléna” e a pochi altri si era sentita felice a lavorare qui per tutto questo tempo. Non me l’aspettavo, ero impacciata e paralizzata, a corto di parole, e mi sono sentita un po’ stupida, perché avrei voluto dirle tante cose… come ad esempio che io non ho fatto nulla di eccezionale e che la magia del sorriso era emanata da lei e solo da lei, e il mio non era altro che un riflesso scintillante della sua luce. Avrei voluto dirle che ammiro il coraggio e la forza d’animo con cui ha lasciato tutto alle spalle si è rifatta una vita a 54 anni in un paese che sta dall’altra parte del globo rispetto al suo d’origine, e ammiro anche l’entusiasmo e la dedizione che dimostra per il suo lavoro, per quanto stancante e umile possa essere. Avrei voluto dirle che lei sì che ha rallegrato i nostri grigi pomeriggi d’ufficio e che le persone autentiche e genuine come lei sono il sale della vita, magari ce ne fossero di piú. Invece non ho fatto altro che ricambiare l’abbraccio e augurarle tanta fortuna per il suo nuovo impiego.
Sembra incredibile però il potere illimitato di un sorriso è ancora sconosciuto alla maggior parte di noi. Può rilassare, rasserenare, cambiare la disposizione d’animo. Lucy per assurdo ha ringraziato me senza rendersi conto che in realtà lei ha generosamente e inconsciamente distribuito a piene mani energia positiva e gioia in un ambiente che ne é privo e lo continua a fare in una metropoli e in una società in cui non siamo piú abituati né alle dimostrazioni del nostro stato d’animo, né a quelle d’affetto, né tantomeno a un semplice sorriso.

Posted by elena

Commenti (5) Trackback (0)
  1. E’vero, Elena, quel che racconti di questo sorriso, posso immaginarmelo.
    Si tratta di quelle piccole cose irresistibili che danno una altrettanto piccola carica positiva alle cose che gli stanno attorno. Come le calamite.
    Piccole cose; o grandi, chissà…

    E’unpo’ come la questione del baffone che diceva Marivo. Un baffone in genere trasmette simpatia, dispensa una formula alchemica non direttamente sintetizzabile in argomenti scientifici, ma si percepisce a pelle questa simpatia, la nostra natura intima vi risponde.

  2. Il valore di un sorriso

    Donare un sorriso
    Rende felice il cuore.
    Arricchisce chi lo riceve
    Senza impoverire chi lo dona.
    Non dura che un istante,
    Ma il suo ricordo rimane a lungo.
    Nessuno è così ricco
    Da poterne fare a meno
    Né così povero da non poterlo donare.
    Il sorriso crea gioia in famiglia,
    Da sostegno nel lavoro
    Ed segno tangibile di amicizia.
    Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,
    Rinnova il coraggio nelle prove,
    E nella tristezza è medicina.
    E poi se incontri chi non te lo offre,
    Sii generoso e porgigli il tuo:
    Nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
    Come colui che non sa darlo.

    P. Faber

  3. Penso che con il tuo abbraccio e i tuoi sorrisi tu abbia detto alla signora Lucy più di mille parole.

  4. Per fortuna ci sono molte persone che donano non solo un sorriso, ma un’energia, una forza vitale che rimane e tonifica. Io ne ho incontrate molte, non tutte certo, ma sono stata fortunata in molti incontri. A volte penso a queste persone e il loro ricordo mi dà sempre un incoraggiamento ad affrontare le cose.

  5. Penso abbia ragione Francesco, il tuo ricambiare l’abbraccio abbia lasciato nella Signora Lucy un’emozione e un bel ricordo. Mi sono un pò commossa per il tuo post!


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