ConCiertoEnCanto
8 01 2008 Autore : elenaUn gioco di parole designa uno degli spettacoli piú divertenti e originali che abbia visto negli ultimi anni. É il concerto comico di Pau De Nut, un simpatico cantastorie dell’underground barcellonese, armato di violoncello, che con pochi fili (la voce, lo strumento e l’umorismo) tesse un one-man-show degno di nota. Il suo spettacolo é come la birra, che scivola giú per la gola, leggera e fresca. É una gioia per le orecchie e per il cuore: nello spettatore risate spontanee si alternano a sentita ammirazione per la sua voce, capace di affrontare qualunque registro vocale, e per il suono del suo violoncello, capace di percorrere ogni tipo di melodia e di ipnotizzare.
Pau inizia a raccontare, coinvolgendo gli spettatori dal primissimo istante e facendoli sentire parte del palcoscenico stesso, e poi accorda note e voce, e fa volare i presenti da una melodia all’altra, da un’epoca all’altra, nel suo modo genuino, ingegnoso, caldo e irriverente. Spazia da Georg Friedrich Händel a Jacques Brel, da Juan del Encina a Björk, da Henry Purcell ai Velvet Underground. Pau canta in tutte le lingue (spagnolo, inglese, francese, italiano, giapponese…) e in tutte le note, dentro e fuori il pentagramma, e le sue canzoni suonano rotonde o roche a seconda del brano. Inserisce temi sociali e politici provocatori. La sua vocetta limpida ma potente e il suo impeccabile strumento fanno sorridere, ridere, e viaggiare, viaggiare attraverso il tempo, la satira e la musica.
Tutto questo avviene nell’ambientazione di un piccolo e storico spazio scenico: il café-teatre Llantiol. Si trova nella stretta e angusta Calle Riereta, nel bel mezzo del quartiere del Raval, ed é uno dei tanti caffé teatro del vecchio cabaret di cui la cittá ancora pullula. Un antro antico e magico che riporta davvero indietro a un’epoca in cui artisti e intellettuali calcavano il palcoscenico per offrire a pochi intimi uno spettacolo fatto di monologhi, canzoni, sketch, che per il proprio contenuto anticonformista rifiutavano il grande pubblico. Proprio quel periodo di fine secolo XIX che ha visto nascere il Café Noir in Francia e l’ Überbrettl in Germania e in generale quel tipo di teatro cabarettistico a metá tra taverna e circolo privato che richiedeva intelligenza, arguzia, spregiudicatezza, mordente e capacitá di improvvisazione.
Insomma, Pau De Nut é un modernissimo artista e umorista che rivisita modalitá teatrali le cui radici affondano in un passato lontano. Un giullare dei nostri giorni. Probabilmente si meriterebbe molto piú successo di quello che effettivamente ottiene con queste piccole esibizioni (ogni biglietto costa solamente 5 Euro). Ma almeno é rimasto uno di quei veri artisti a tutto tondo che ancora esplorano le possibilitá del palcoscenico e della parola, che ancora non cedono ad allettanti compromessi commerciali , che ancora riescono a stabilire un vero contatto con la propria audience. Sono uscita dal café-teatre Llantiol e poco piú tardi, passeggiando, l’ho incontrato sulla Rambla del Raval, con la sua custodia del violoncello a tracolla e circondato dagli amici di sempre, gli stessi che durante lo spettacolo ridevano e rispondevano alle sue battute. Ci siamo incrociati e guardati, e ha salutato me e i miei amici. E, sorpresa, ho realizzato che in spettacoli come questo (che bello) nessuno é meramente uno spettatore, bensí un amico, un collega, un veicolo, e una parte integrante dello show. Palcoscenico e platea uniti in un intimo cerchio.


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