il Pentauro Libera Associazione di Idee

4feb/0813

Bicing

Se girando per le strade della cittá vedete passare persone pedalando allegramente in sella a caratteristiche biciclette bianche e rosse con la scritta Bicing sul parafango posteriore, non si tratta di una associazione di ciclisti ma di un vero e proprio mezzo di trasporto pubblico. Lo scorso Marzo 2007 é stato inaugurato a Barcellona appunto il “Bicing”, un servizio di noleggio di biciclette promosso dal Comune, che permette di ritirarle e restituirle in una qualsiasi delle ormai quasi 200 stazioni sparse per il centro urbano, attraverso l’uso di una tessera magnetica.

Il prezzo dell’abbonamento annuale é esiguo, di 24 Euro, ma all’inizio c’era addirittura un’offerta di 6 Euro, di cui la sottoscritta é riuscita ad usufruire in tempo, prima dell’affollamento di richieste. Si fa l’iscrizione in internet e poi la scheda magnetica numerata viene recapitata direttamente a casa. Il tempo a disposizione per l’utilizzo di ogni bicicletta é di 30 minuti, passati i quali si paga una piccola tariffa aggiuntiva di 30 centesimi ogni mezz’ora per un traffico massimo di 2 ore; passate le 2 ore l’utente é penalizzato di 3 euro l’ora, e passate le 24 ore addirittura multato di 150 euro. Bisogna quindi fare attenzione a non prolungare troppo i tempi di utilizzo...anche se in realtá esiste un escamotage dato che nessuno vieta di depositare una bici e cambiarla con un’altra, proseguendo cosí la pedalata a oltranza.
Sembra che questa iniziativa abbia antecedenti in altri paesi europei, quali “Vélib” a Parigi, “Cyclocity” a Bruxelles o “Smartbike” a Stoccolma peró il suo successo qui é stato tale che nel giro di pochi mesi le iscrizioni hanno superato nettamente le previsioni e il Comune ha dovuto moltiplicare il numero di stazioni e di biciclette in tempo record. A meno di 3 mesi dal suo inizio giá piú di 50.000 persone erano in possesso di una card e tutti i giornali titolavano: “el Bicing se muere de éxito” ovvero l’iniziativa rischiava seriamente di "morire di troppo successo" e andare a picco, poiché le esorbitanti richieste della popolazione barcellonese non avevano un adeguato riscontro nel servizio offerto, in termini di numero di cicli e di stazioni, di manutenzione e di monitoraggio. El Pais l’ha paragonato a un piccolo insetto che si gonfia troppo fino a diventare della grandezza di una mucca. E l’insetto ha rischiato veramente di scoppiare.
Negli ultimi mesi la situazione é stata un po’ arginata e le stazioni di Bicing continuano ad aumentare progressivamente. Dal nucleo originario (Gótico + Raval + Eixample) il servizio si é ampliato ed arriva ora ad abbracciare anche altre zone quali Gracia, Poble Sec, Poble Neu, Sant Martí.
Bisogna peró sapere che non é tutto oro quel che luccica, poiché l’utente di Bicing deve far fronte spesso ad alcuni problemi. Spesso e volentieri le stazioni sono a corto di biciclette e nonostante il monitoraggio informatizzato e continuo delle stesse il servizio tecnico non si preoccupa di rifornirle e/o spostare le bici da una stazione all’altra. Di solito le stazioni nella parte alta della cittá sono vuote mentre quelle a ridosso della spiaggia e del centro antico pienissime, tanto che in queste ultime é facilissimo vedere gente accodata nell’attesa di restituirla, e, aggiungerei, irritata, per due motivi: si tratta di un’attesa e un ritardo ben piú indefiniti rispetto a quello di una metropolitana o di un autobus...vattelapesca quando passerá qualcuno a ritirare una bici e a lasciare un posto libero! Ma soprattutto come si giustifica al capo un ritardo di 15-20 minuti? “Non trovavo un buco disponibile dove attaccare il mezzo”?
Il secondo motivo é che il bici-computer continua imperterrito a contabilizzare i minuti che passano e ad addebitarli e quindi si sfocia oltre la mezz’ora per un problema indipendente dalla propria volontá. E anche chiamare il numero di assistenza tecnica indicato in tutte le stazioni é inutile dato che prima di arrivare lasciano aspettare un eternitá, forse per mancanza di personale. Quante volte ho avuto la tentazione disperata di prendere quella bici e portarmela via!
A tutto questo aggiungiamo le disfunzioni tecniche delle stazioni che non rilevano bici in realtá disponibili e regolarmente agganciate, e di conseguenza non ne notificano la disponibilitá, o stazioni il cui dispositivo di ancoraggio non funziona e che lampeggiano desolantemente. E poi ci sono bici disponibili e sganciabili ma con una ruota a terra o il cambio che non funziona, etc...Insomma, a volte questo servizio invece di accorciare le distanze e i tempi accorcia solo la pazienza!
Vorrei infine menzionare le difficoltá a cui va incontro un ciclista in una metropoli come questa dove le piste ciclabili sono esigue, dove le guardie urbane fanno multe a ogni angolo e dove automobilisti e motociclisti mancano di una coscienza e di un’educazione al mezzo senza motore. Prima di mettere in giro un numero cosí alto di biciclette il Comune si sarebbe dovuto preoccupare anche di creare le strutture adeguate e di offrire una formazione civica ai cittadini. Non di rado sono stata oggetto di insulti di qualche automobilista ignorante che maledice l’invenzione del Bicing, o che mi grida di andare sul marciapiede. E l’ottobre scorso ho persino avuto un incidente _io, che vengo da Ferrara, cittá delle biciclette e che in 29 anni di spedalate non mi sono mai fatta neanche un graffio_ perché una motociclista distratta, non avvezza a controllare le bici in passaggio sulla pista ciclabile (come del resto la maggior parte dei motociclisti), mi ha tagliato la strada a tutta velocitá, facendomi ruzzolare miseramente a terra strisciando su un fianco. E mentre arrivavo al lavoro, in ritardo, tremolante, col pantalone rotto e le ginocchia sbucciate e insanguinate riflettevo tra me e me e pensavo che questo servizio dovrebbe essere ribattezzato con un nome piú appropriato...che so....ad esempio....”Kamikazing”?

Posted by elena

Commenti (13) Trackback (0)
  1. L’iniziativa è pregevole e se presentata e promossa col giusto appeal non può che incontrare il consenso del pubblico.
    Chissà in Italia una proposta del genere come potrebbe essere accolta: credo positivamente, ma forse l’uso effettivo del servizio sarebbe in concreto limitato, per noi che prendiamo la macchina anche per fare 10 metri. Però si potrebbe provare a decongestionare un poco i centri cittadini…
    Poi di certo in Italia ci sarebbero coloro che si organizzano per fottere le bici e rivenderle – non che a Barcellona non succeda – ma in Italia secondo me ci sarebbe lo spirito di fottere le bici solo per avere la soddisfazione di avere fottuto la bici pubblica, non per usarla.
    Bell’articolo interessante Elena, così fai anche una sana informazione per chi vuol visitare Barcellona.
    Anzi, perchè non scrivi qualcosa anche sul lavoro a Barcellona, su come potere trovarlo, a chi rivolgersi per un aiuto, insomma come muoversi, visto che Barcellona è una città giovane credo che daresti una mano a molte persone.Ciao ciao

  2. Sí, Bek, non sarebbe male fare un po’ piú d’informazione per coloro che hanno intenzione di stabilirsi qui a Barcellona e hanno bisogno di orientamento, ci proveró. Purtroppo peró io stessa al momento sto cercando un nuovo lavoro e quindi i miei ritagli di tempo e le mie energie vengono per lo piú investite lí: non appena la mia stessa situazione professionale si sará stabilizzata metteró a disposizione del sito informazioni esaustive riguardo al mondo del lavoro barcellonese.
    …il bene che piú scarseggia a Barcellona é il tempo e come il mio stesso articolo sta a dimostrare, anche solo i tempi di spostamento sono triplicati rispetto a una cittá piú piccola e condizionano la vita di ogni giorno….

  3. Il servizio è attivo a Ferrara da un pò, non conosco il funzionamento, ma vi giro il link.
    Marcello ne è un profondo conoscitore….chissà se ci illumina…

  4. Chiamato in causa dal collega scollegato Francesco, cari amici, rispondo. E perdonate il ritardo e i lunghi silenzi, è un periodo incasinatissimo su tanti versanti…
    Dopo che mi avevano fottuto 2 biciclette in una settimana, a ottobre, mi sono rivolto a Ferrara Tua (in via Cavour, vicino Monte dei Paschi), su indicazione di una mia collega. Ho compilato vari fogli, ho dovuto dimostrare che lavoro a Ferrara (il servizio è per lo più destinato ai ferraresi residenti…ah questo razzismo strisciante verso noi rovigotti…Marivo, tu che sei figlio di emigranti, aiutami tu! chiamiamo tua zia a sistemare un po’ di cosette qui a Ferrara…), infine mi hanno consegnato una chiavetta personale. Ho pagato solo 10 euro di cauzione, che mi verranno restituiti nel momento in cui la ridò a loro. Con questa chiavetta posso ritirare una bici in una delle tante rastrelliere che sono sparse nei punti strategici, di entrata in città: ex Mof, Stazione Fs, retro stazione parcheggio via del Lavoro, Parcheggio Diamanti, Ospedale, etc etc.
    L’unico problema è che chi prima arriva meglio alloggia. Le chiavette distribuite sono molte più delle bici disponibili. Così ora che è bel tempo e più caldo, mi capita spesso che al mio arrivo a Ferrara alle 9.25 in stazione, le bici siano già tutte fuori.
    Direte voi: svegliati prima! E forse non avete torto…
    Un abbraccio a tutti, Marcello
    ps: mi farò vivo presto, è una promessa!

  5. Non c’entra nulla… ma non sapevo come comunicarlo ad Elena.
    Il Mondo è piccolo, anche quando sei lontano dall’Italia, ovvero Valencia, Spagna. Ebbene stavo lavorando in fiera (Cevisama-Valencia) sullo stand della mia ditta quando si presenta una ragazza spagnola che gentilmente mi dice: “Salve sono una delegata della società XXX che attua controlli alle spedizioni di container….” Lì per lì dico… beh la solita rompipalle che con me non c’entra niente…. “Guardi non mi interessa… mi dispiace” le dico gentilmente. Poi…. collego…. la rincorre e dico: “scusa ma lavora a Barcellona? Ha per caso una collega italiana di nome Elena Panzetta?”
    E fu con piacere che conobbi una collega dell’Elena. Chissà se il mio saluto le arriverà.

  6. hahahahahahaha non ci credo!! Come dicono qui: el mundo es un pañuelo!! (ovvero el mondo é un fazzoletto!) Sará per caso Elodie, castana, occhi azzurrissimi….? L’azienda l’ha mandata a zonzo sola soletta per Valencia proprio in questi giorni e se é lei, in realtá non é spagnola ma parigina… una simpaticissima collega dell’ufficio classificazione e valutazione prezzi di SGS! Mannaggia, Beno, ci fossi stata io al suo posto, sarebbe stata una carrambata incredibile e avremmo potuto farci insieme una magnata di paella!! Mi accontenteró di questo messaggio a sorpresa cosí carino che alla fine mi arriverá da due canali diversi! Le sorprese della vita…! Un bacione!

  7. Si confermo…. ma non mi sembrava francese… almeno l’accento non l’ho sentito. Comunque era lei. Non sò se ti dirà qualcosa anche perchè non mi sembrava molto contenta del mio intervento. Forse credeva che volessi attaccargli pezza…. PROPRIO IO !!?? Ti dirò di più…. in questi giorni la tua compagnia ha fatto un errore con un nostro container per i caraibi…. non conosco i particolari ma se vuoi m’informo.

    Ciao!!!!

  8. …’mazza, piú accento di Elodie nun se po’!! errrre e nasali inconfondibili!!Francese al 100%!!
    Forse non sembrava contenta perché é ormai smaronata di girare per Valencia da sola da giorni, dato che non hanno spesato il viaggio anche ad un collega di reparto con cui sarebbe dovuta partire….
    Riguardo all’errore che puó aver fatto la compagnia dammi pure i dettagli riguardo al container per i Caraibi, ma purtroppo non saró di grande aiuto: io mi occupo solo di ispezioni governative e la mia azienda non ha contratto governativo con nessun paese dei Caraibi, quindi dev’essere stata o una qualche ispezione commerciale _pre-imbarco o a destinazione_ gestita a livello locale (se si tratta di Italia e di un pre-imbarco, é stata inequivocabilmente coordinata da SGS Milano, c’é solo quella)…sennó deve trattarsi per forza di un’altra compagnia.
    Last but not least…beh, tutta quell’indignazione sul fatto che la mia collega abbia pensato attaccassi pezza….benoooooooooooo, prima di essere papá e uomo d’affari sei stato anche un bel provolone, non lo negareeeeeeee…!
    bacioni!

  9. Provolone? che è? Non era mica colpa mia se tutte s’innamoravano di me….

  10. Ciao a tutti, Mi sembra simpatico questo sito.
    Ma io sto cercando disperatamente la mia amica ELENA PANZETTA, devo comunicarle che il 13 settembre mi sposo e vorrei che fosse al mio matrimonio.
    Comunque a me hanno rubato 11 bici da quando sono a ferrara…
    Ciao a tutti
    Terry

  11. Ciao Terry,

    Sei sicura di sposarti? vieni a trovarci in garage che ne parliamo….

  12. ma…ma…ma questo blog é tutta una carrambata..!!hehehe e ci sono ovunque persone che mi conoscono!!?!? Incredibbbbbile!! Teeeeeeeeeeerrrrryyyy!!!! Ti sposi???!!!??? Che belloooooooo!!!!!Per settembre c’é tempo e quindi faró assolutamente in modo di esserci!!!!Dove ti sposi, in Sicilia o a Ferrara? In chiesa o in comune? Ci sentiamo per e-mail, il mio indirizzo é quello di sempre. Fammi sapere tutti i dettagli!!Un abbraccio forte!!!!!!!!!

    beno, ma tu non sei sposato?

    Raga, scusate la mia prolungata assenza da “Living in Barcelona”, ma ultimamente ho avuto ogni tipo di problema con il computer di casa: virus, antivirus non idonei che danneggiano file di registro, pacchetti office versione prova che scadono e documenti che non si possono piú aprire né riconvertire (tra cui un articoletto che dovevo pubblicare, sob), connessione internet di casa che non va, e cosí via, chi piú ne ha piú ne metta…meno male che la tecnologia semplifica la vita..! Ah, e tra parentesi se volete un software inutilmente lento, pesante e complicato installate pure Windows Vista come la sottoscritta! sgrunt! (ma questo weekend prometto di pubblicare qualcosa..ce la faró!) Baci!

  13. …e riguardo al bicing e alla tecnologia aggiungo che tre settimane fa c’é stato un blocco generale di 1 ora del sistema informatico del servizio e quindi sono stata sotto all’ufficio 40 minuti aspettando che si ristabilisse per poter restituire quella cazzo di bici alla rastrelliera magnetica mentre una solerte operatrice del servizio tecnico mi informava al telefono che dovevo attendere perché la mancata restituzione o la sottrazione della bicicletta é punita con una multa di 500 e rotti euro……vi lascio immaginare, dalle orecchie mi usciva un fumo nero come nei cartoni animati giapponesi……


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