Tokyo Motel: e il rock si tinge di rosa.
9 03 2008 Autore : Beno
L’utente Cicciu mi ha chiesto di pubblicargli questa recensione musicale, in quanto non è ancora stato inserito nell’elenco degli utenti. vi prego di provvedere e magari godetevi questa sua prima esperienza sul pentauro.


La bellissima Leader dei Tokio Hotel Billy Kaulitz (18 anni)
La scena musicale di questi ultimi anni si caratterizza per l’assenza pressoché totale di rock band capaci di attirare grandissime fette di pubblico. L’unica che vi riesce davvero, gli U2, opera nel settore da oltre vent’anni e le sue idee sembrano esser giunte al capolinea. In questo quadro, sulla scia del successo dei Radiohead (anche questo di grandi proporzioni, benché il quintetto di Oxford si rivolga a un pubblico tendenzialmente più elitario), prende le mosse un’altra band albionica, i Tokyo Hotel. La caratteristica vincente di Bill Kaulin e soci è quella di saper scrivere melodie immediate, ma capaci di scavare e di riuscire a toccare un gran numero di persone. Americani compresi.
La storia dei Tokyo Hotel è la storia di una band destinata a rimanere negli annali della musica rock, almeno sotto la voce “vendite”. In questo senso trovano giusta comprensione i paralleli con gli U2. I Tokyo Hotel sono gli eredi degli U2 non per somiglianze musicali, ma perché destinati a ereditare il loro pubblico. Per permettere la concretizzazione di queste semplici supposizioni occorre però sfornare un disco che alimenti il successo sinora riscosso. E “Scream” è un disco che pare creato esattamente a questo scopo. Si è accennato poco su alle somiglianze musicali tra Tokyo Hotel e U2 sottointendendole pressoché nulle. Bene, da oggi non è più così.
La novità che introduce “Scream” nel suono dei Tokyo Hotel(e che dovrebbe essere il colpo decisivo per l’esplosione della band) è la spersonalizzazione. Se “Monsoon” poteva vantare sincerità e freschezza e “Rette Mich” guardava agli anni Ottanta con un percussionismo accentuato e chitarre wave (i Tokyo Hotel citavano parecchio come punto di riferimento gli Echo & The Bunnymen nelle loro interviste, anche se onestamente il risultato era differente) nella direzione di una ricerca di maturità, “Scream”, più che continuare su questa linea, suona semplicemente senile. Ed è esattamente lo stesso suono (guarda un po’) degli ultimissimi U2 (e anche vocalmente la differenza tende a ridursi). L’introduzione di violini, synth (suona Brian Eno, ma non se ne accorge nessuno) e organo e la posizione di maggior evidenza concessa al basso avvengono nel contesto di una (sovrap)produzione iperlevigata.
E’ questo il maggiore difetto del disco: avere un sound avulso e dal contesto storico e dalle corde della band. D’altro canto, la vena di scrittura di Kaulitz non s’è esaurita: anzi, se è vero che alcuni brani di “Scream” sembrano scritti apposta per vendere (e in ciò non v’è nulla di male: tra l’altro, come diremo, alcuni sono anche tra i più riusciti del lotto), il disco si presenta meno immediato dei precedenti, con un lavoro maggiore sulle strutture melodiche dei pezzi. E’ il caso di “ready Set Go!”, aperta da un synth etereo e melodia sussurrata prima di esplodere, con fughe di chitarre e figure di piano sullo sfondo e chiusura acustica. La tenerissima “1000 Meere”, il brano migliore, parte come ballata pianistica che ammicca al miglior Elton John, poi viene lanciata nello spazio aperto da un lampo di chitarra su cui si inarca il falsetto di Kaulitz. L’operazione non sempre riesce, come testimoniano la pur interessante “Scream”, scandita da violini, tra sussurri eterei e venature psichedeliche che non riescono ad amalgamarsi alla perfezione, e “By Your Side”, che attacca decisa, poi si divide tra incanto e disincanto prima di prendere una spiacevole inflessione fatalista. Sono canzoni ricercate, che testimoniano che i ,Tokyo Hotel seppure non riescano sempre a mettere bene a fuoco l’obiettivo, sono vivi e osano.
Insomma, le conclusioni da trarre sono quelle di una band destinata a incrementare a dismisura le proprie vendite ma non per questo venduta. Il percorso dei Tokyo Hotel procede, ma sembra necessario, per continuare a coniugare quantità e qualità, che essi (ri)trovino una veste maggiormente personale, o quanto meno più consona.
Cicciu da Tamara


La tipa cantante non è male….
Grazie. Ragazzi!
Mi fa piacere vi sia piacuto. E’ il mio primo articolo. E spero vi piaccia. Anche io ognitanto ho la vena ispirativa.
ciao!
Billy non è billy ma bil fratello gemello di tom e non è una femmina ma un maschio.
Ciao.
Ciao anche a te! Ma scusa non ho capito una cosa. forse:
Se Billy non è Billy ma è Bil. che differenza fa? Mica ho detto Gianfranco! Anche perchè si vocifera nel corridoio che da piccola, cioè a 5 anni, la chiamassero Billy e non Bil che magari è Bill (con due N) come Buffalo Bill. Non trovi? Comunque la poveretta adesso èin ospedale perchè non ha più voce. Sono saltati tutti i tour e forse non canterà mai più. Che peccato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ah non è una femmina? ma se è truccata ?