Giuseppe Verdi e il Suo Va’ Pensiero

26 08 2007

Giuseppe Verdi

In questa prima puntata del Pentauro Educational ho scelto di trattare una tematica “nazionale”, neltentativo di ricordare a tutti, e a me stessa in primis, che sarebbe forse più semplice sentirsi parte di questo paese se sapessimo qualcosa in più della nostra storia, dei nostri talenti artistici e dei piccoli grandi uomini che hanno contribuito a renderci una nazione . Oltre confine ci sono certamente storie, uomini e culture degne di essere esplorate, ma non lasciamo che il semplice fatto di essere così vicine renda le storie di casa nostra meno interessanti e degne di essere conosciute….

 

Giuseppe Verdi nasce nel 1813 a Le Roncole , piccola frazione di Busseto sotto il Ducato di Parma e Piacenza. La famiglia è di modestissima estrazione sociale, il padre è un oste e la madre lavora come filatrice. Ancora piccolissimo Verdi inizia a suonare l’organo della Chiesa di Busseto dimostrando una innata propensione verso la musica. Intuendo che quello del figlio non è un semplice capriccio, il padre, pur con grandi sacrifici, acquista per lui una vecchia “spinetta” , uno strumento simile al clavicembalo ma di dimensioni ridotte. Il bambino trascorre intere giornate esercitandosi e in pochi anni diventa il più apprezzato pianista della regione. Antonio Barezzi, agiato commerciante di Busseto, colpito dal talento del ragazzo inizia a seguirne i progressi e si trasforma per lui in un vero e proprio mecenate. Barezzi sovvenziona gli studi di Verdi presso il ginnasio locale e presso la Società Filarmonica di Busseto e lo incoraggia ad andare a Milano per affrontare la prova d’ammissione al conservatorio. Per Verdi arriva però la prima cocente delusione: la commissione lo respinge sottolineando le sue carenze in campo tecnico. Nonostante l’insuccesso Barezzi lo induce a non tornare subito a Busseto , ma a restare a Milano per proseguire gli studi privatamente. Verdi accetta e trascorre le giornate studiando composizione, andando alla Scala ma anche frequentando il celebre Caffè Martini, ritrovo e meta di artisti, musicisti e librettisti di grande talento.

 

Nel 1836 Verdi sposa Margherita Barezzi, figlia del suo protettore. Grazie al sostegno della cittadinanza , ottiene anche l’ambito posto fisso di Direttore della Società Filarmonica locale, ma nei suoi pensieri ci sono sempre Milano e soprattutto La Scala . Mossa dalla stima e dalla fiducia nel talento del marito, Margherita incoraggia il musicista a rinunciare alla sicurezza offerta dalla vita provinciale e a trasferirsi con lei e con i due figli a Milano. Per il compositore hanno inizio quelli che egli stesso definirà “gli anni di galera” : nonostante il contratto da compositore ottenuto con l’ Editore Ricordi il lavoro scarseggia , i conti da pagare aumentano e tra il 1838 e il 1840 Verdi vede morire prima i due figli e poi la fedele moglie Margherita. Anche il discreto successo ottenuto dalla sua prima opera rappresentata alla Scala , L’ Oberto (1839) , viene offuscato dai fischi con cui il pubblico accoglie la successiva rappresentazione , il dramma giocoso Un giorno di Regno , commissionato per altro al musicista proprio durante la malattia della moglie. Verdi è stanco e sfiduciato , ormai deciso ad abbandonare per sempre la carriera di compositore.

 

Nel 1842 l’impresario della Scala sottopone però a Verdi un libretto scritto da Temistocle Solera . La storia è ambientata in Terra Santa e ha come protagonisti il re di Babilonia Nabucodonosor e la sua presunta figlia Abigaille: si tratta del Nabucco. Il compositore è conquistato dalla trama e dai personaggi del melodramma. Le note sembrano uscire dalla sua mente come un fiume in piena. L’opera è un successo senza precedenti . La celebre aria Va’ Pensiero inizia ad essere cantata per le strade dalla gente più semplice che ritrova nella sottomissione degli Ebrei ai Babilonesi un parallelismo con la propria condizione politica di popolo soggiogato ad un governo straniero. Siamo infatti negli anni cruciali del Risorgimento italiano…..(segue alla prossima puntata)


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