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Roll the Dice
by Charles Bukowski
if you’re going to try, go all the
way.
otherwise, don’t even start.
if you’re going to try,
go all the way.
this could mean losing girlfriends,
wives, relatives, jobs and
maybe your mind.
go all the way.
it could mean not eating for 3 or
4 days.
it could mean freezing on a
park bench.
it could mean jail,
it could mean derision,
mockery,
isolation.
isolation is the gift,
all the others are a test of your
endurance,
of how much you really want to do it.
and you’ll do it
despite rejection and the worst odds
and it will be better than anything else
you can imagine.
if you’re going to try,
go all the way.
there is no other feeling like that.
you will be alone with the gods
and the nights will flame with fire.
do it, do it, do it.
do it.
all the way
all the way.
you will ride life straight to
perfect laughter,
it’s the only good fight
there is.
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Rotola i dadi
di Charles Bukowski
se hai intenzione di tentare,
fallo fino in fondo.
Altrimenti non iniziare
se hai intenzione di tentare,
fallo fino in fondo.
Ciò potrebbe significare perdere ragazze,
mogli, parenti, lavoro e
e forse la tua testa
fallo fino in fondo
potrebbe significare non mangiare per 3 o 4 giorni
potrebbe voler dire gelare in una panchina nel parco
potrebbe voler dire prigione
potrebbe voler dire derisione
scherno,
isolamento,
l’isolamento è il regalo
tutti gli altri sono per te una prova della tua resistenza,
di quanto realmente desideri farlo
e lo farai,
nonostante il rifiuto e le peggiori avversità
e sarà meglio di qualsiasi altra cosa
tu possa immaginare.
se hai intenzione di tentare,
fallo fino in fondo
non ci sono altre sensazioni come questa
sarai solo con gli dei
e le notti arderanno tra le fiamme.
fallo, fallo, fallo.
fallo.
fino in fondo.
fino in fondo.
cavalcherai la vita fino alla
risata perfetta,
è l’unica battaglia giusta
che esista.”
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Quello che posso dire sul dibattito di ieri sera è che secondo me i cambiamenti vengono dal basso e sono fatti innanzitutto dai singoli individui. Certo, in politica si delega a qualcuno il potere di parlare a nostro nome e di sostenere i nostri diritti, ma credo davvero che ciascuno di noi nel suo piccolo possa contribuire al miglioramento della società, ciascuno naturalmente con i propri mezzi e secondo le sue possibilità. Io non posso cambiare la legge elettorale o trasformare quel branco di politici che ci ritroviamo a montecitorio in gente onesta e laboriosa, ma posso pagare regolarmente le tasse, posso chiedere al ristoratore furbo di turno di farmi lo scontrino, posso trovare il coraggio di chiamare il 113 se vedo qualcuno fare qualcosa di sbagliato, posso farmi venire qualche idea concreta per la mia città. Sicuramente troverei tanti muri, ma forse un giorno troverei anche qualcun’altro che come me sta cercando di scalare quello stesso muro e forse in due, in tre, in quattro, in cinque….sarebbe più facile farlo. Io non credo che Grillo sia l’ Uomo dei Miracoli e credo francamente che sia molto facile conquistare gente ormai esasperata con dei sonori vaffanculo. Molto più difficile , ma anche molto più utile ed apprezzabile sarebbe invece usare la propria influenza mediatica per convincere quella stessa platea a tornare a casa e a cambiare atteggiamento. Sarebbe più utile per il nostro paese persuadere il maggior numero di persone possibili che il cambiamento dipende anche da loro, da piccoli gesti quotidiani, innanzitutto dal rispetto della legalità in ogni sua forma, anche la più innocente. Mi piacerebbe vedere Grillo davanti a quella stessa platea, sostenere che il diritto di essere in quella piazza, il diritto a protestare nasce innanzitutto dal rispetto di tutta una serie di doveri che ognuno può tranquillamente assolvere senza per questo dover stravolgere la propria vita. La vera sfida che nessuno ha però il coraggio di raccogliere è però esattamente questa. Se aumentasse il numero delle persone disposte a portare questo tipo di cambiamento nella propria vita, forse non oggi, forse non domani, ma un giorno o l’altro , crescerebbe in questo paese una nuova generazioni di politici, educati secondo un principio molto semplice: non ci sono diritti nell’assenza di rispetto dei propri doveri. Vi sembra che parli di aria fritta, vero ? Io non la vedo così, ma non ho certo l’illusione che le cose possano cambiare da un giorno all’altro. Credo però che i grandi cambiamenti richiedano tempo, pazienza e buona volontà e non deve scoraggiarci il fatto che forse ne’ noi ne’ i nostri figli potremo essere testimoni della “svolta”. Si fa presto a dire “gli italiani” sono fatti così, ma ricordiamoci che gli italiani siamo anche noi e trovo sia un po’ sterile alzare la voce contro “quelli che non cambiano mai” come se la cosa riguardasse tutti tranne noi. Cominciamo dal nostro piccolo orticello e sproniamo chi ci sta accanto a fare altrettanto. Il dialogo, le chiaccherate il sabato sera, le serate in garage, questo stesso sito possono aiutarci a vedere le cose da un altro punto di vista e a trovare gli stimoli giusti per dare il nostro piccolo contributo. Grillo denuncia e questo è sacrosanto oltre che utile. Con le sole parole però si fa poco. Mi auguro che al ristorante anche lui non se ne vada senza avere una regolare fattura in tasca. Sapere che non lo farebbe mai, mi conquisterebbe più di mille vaffanculo……
Il fare che intendo io è quello di vigilare sulla politica e sulla democrazia. Informarsi come meglio si riesce e crede, cercare una informazione diversa. Consiglio al proposito Radio24 del Sole24ore.
Se a votare si andrà con la prossima legge elettorale io annullerò il voto.
Se mi saranno proposti nomi con un sistema di preferenza prima di votare mi informerò sulle persone e sul loro programma senza votare in senso “ideologico”. Se i nomi non saranno di gusto annullamento della scheda.
Una volta formato il governo attenzione su governo e parlamento.
Insomma partecipare attivamente, più che in passato.
Per le questioni di diritto provare a raccogliere opinioni e muoversi. Pianificare azioni di salvaguardia e rispetto della cittadinanza.
La delega che noi diamo ai nostri rappresentanti in Parlamento non è in bianco.
Dobbiamo cercare anche con questo strumento, il blog, di raccogliere tutto ciò che ci pare scandaloso e parlarne. Magari anche raccogliere good news.
Non credo che possa verificarsi alcun azzeramento dei partiti politici. Sarebbe già qualcosa che emergessero da questi le persone più capaci. Invito a prosito a cercarle, magari a contattarle.
E’faticoso certo, ma proviamoci unendo le forze.
Grillo ha fatto proposte la scorsa settimana. Per Ferrara si è movimentato su turbogas e inceneritore. Ha dato un colpo al volano per metterlo in moto. Speriamo continui a girare.
D’altronde anche visto il calore col quale abbiamo discusso ieri sera, dobbiamo cercare secondo me di incanalarlo in qualcosa di propositivo. Mettiamo sul piatto qualche idea.
Dunque.. sono completamente d’accordo con la gemi sul fatto che i cambiamenti vengono dal basso anche per una semplice ragione di logica.. ovvero se il potere consolidato non subisce pressioni dal basso continuerà a perpetrare sè stesso senza cambiare di una virgola. C’è però un problema di difficilissima soluzione che è la dispersione delle idee. Non voglio smontare parte dell’idealismo beccatiano ma per quanto un blog come questo sia sicuramente una cosa positiva ce ne saranno altri 50/100/1000 che discutono di questi problemi forse anche con opinioni più autorevoli della mia o della vostra, chi lo sa? Il problema sta proprio lì che l’immensa libertà offerta da internet è incredibilmente dispersiva e rischia di annacquare la forza delle spinte e dei movimenti che contiene. Con questo non intendo dire che un blog come questo sia inutile, anzi la coscienza civile, la controinformazione si fa principalmente con questi mezzi ma perchè le cose cambino serve la forza di centinaia di migliaia di persone incanalata in pochi obiettivi concreti, raggiungibili e finalmente liberi dall’ideologia. Questo è ciò che Grillo con la sua popolarità è riuscito a fare: proporre una legge di inziativa popolare al parlamento. Con tutte le riserve che si possono nutrire nei suoi confronti non si tratta di un risultato da poco.
Sul fatto poi che ognuno di noi deve fare qualcosa siamo tutti d’accordo penso.. tra l’altro è il motivo percui ero in piazza a bologna al v day… potevo stare a casa.. potevo evitare di farmi 40 minuti di coda in mezzo alla gente schiacciato come una sardina solo per mettere la mia firma sulla proposta di legge.. ma ci tenevo troppo a far vedere ai politici italiani quanta è la gente che non li sopporta più, chiamatela demagogia.. populismo.. attaccategli l’etichetta che volete.. io c’ero e per la prima volta nella mia vita mi sono sentito realmente parte di qualcosa che cambia..