Referendum
Eccoci qui. Domenica e lunedì si vota.
E anche questa volta, come ormai è consuetudine, siamo qui a pensare "ci sarà questo quorum o non ci sarà?".
Personalmente mi piacerebbe che questo problema venisse eliminato dal discorso politico e che chi viene eletto in parlamento decida e dichiari si, no o fate come volete.
Forse è una impressione solo mia ma tutte le volte che sento un politico, cioè un uomo pagato per fare delle scelte, dire alla gente di non andare a votare sento qualcosa stridere.
Oggi l'indizione di un referendum come funziona.
L'iniziativa deve provenire da 500.000 elettori (tramite la raccolta di firme) o da cinque consigli regionali, ma in questo momento lascerei perdere questa casistica. Le firme devono poi essere validate dalla Cassazione ed una volta ottenuto il via libera la proposta passa alla Corte Costituzionale che deve indire il referendum.
In italia il referendum (nazionale) può essere solo abrogativo, consultivo (perciò non vincolante) o confermativo (come per le leggi costituzionali). Non si possono quindi con il referendum indire delle leggi ed è per questo che si vota si per abrogare e no per mantenere. Al popolo è lasciata la possibilità di presentare al Parlamento una proposta di legge (legge di iniziativa popolare) che deve poi essere votata come ogni altra normale legge.
Fatto tutto questo si va a votare, ma se non si raggiunge il 50%+1 anche se il 50% degli italiani aventi diritto di voto hanno votato tutti si o tutti no è come se non si fosse fatto nulla.
Secondo me non ha senso! Pensate poi ai meri numeri. Se partecipa il 50% degli aventi diritto e votano tutti si il referendum non raggiunge il quorum e non è valido. Se invece partecipano il 50%+1 degli aventi diritto e di questi solo la metà +1 dice si il refereferendum è valido e vince il si.
E' insensato! Nel primo caso il 50% dice si, nel secondo solo il 25%+1...
Non tiriamo fuori per cortesia la storia che chi non va a votare è contro il referendum. Se sei contro vai a votare no. Chi rimane a casa per quanto mi riguarda rimette agli altri la decisione.
Perchè non possiamo fare come in tantissimi paesi all'estero dove il quorum non esiste?
Pochissimi paesi all'estero hanno il quorum per i referendum abrogativi. Ad esempio gli Stati Uniti non ce l'hanno.
Aumentiamo il numero di firme da raccogliere per evitare eccessive consultazioni, ma una volta indetto anche se andiamo in tre a votare è giusto che quei tre decidano per gli altri che hanno scelto di non decidere.
Io la penso così.

giugno 11th, 2011 - 14:57
In molti paesi per i referendum non esiste un quorum( Spagna-Svizzera-UK,etc) ma le norme per promulgarlo non sono facili come da noi ( 500.000 firme non sono molte per mandare alle urne 50 milioni di persone), però non sono così convinto che togliere il quorum sarebbe giusto. Provate a pensare a qualche bella proposta super populista, me ne vengono in mente parecchie, basterebbe raccogliere le firme,magari anche 1 milione, e poi senza quorum è fatta, voglio dire ti bastano le firme, il referendum senza quorum si ferma lì.
giugno 13th, 2011 - 11:26
Beh sono convinto che per scongiurare il rischio si dovrebbero sicuramente aumentare le firme da raccogliere o studiare dei meccanismi per rendere meno semplice la possibilità di indirlo, dato comunque il costo che per lo stato un referendum genera.
Per quanto riguarda però il merito delle proposte populiste, intanto bisogna che ci sia una legge da abrogare, per cui onestamente non mi vengono in mente così tanti argomenti populisti sui quali indire un referendum.
Gli unici argomenti populisti che mi vengono in mente sono quelli relativi alle imposte ed alle tasse, ma la stessa costituzione dice che “Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali”.
Di conseguenza non riesco ancora a vedere il motivo del quorum.
Inoltre il referendum senza quorum impone alla gente di scegliere, non vuol dire che per forza la legge in questione debba essere abrogata. Si può anche andare a votare per dire no.
Attualmente sembra quasi che ci sia identità tra il non andare a votare e il dire no, ma secondo me sono due posizioni radicalmente diverse!
giugno 14th, 2011 - 08:54