il Pentauro Libera Associazione di Idee

10apr/084

La fabbrica dei veleni: il petrolchimico di Marghera. E a Ferrara?

Il petrolchimico visto dal garage

Nel libro La fabbrica dei veleni l'ex magistrato Felice Casson racconta l'inchiesta che lo ha partato in tribunale come pubblico ministero contro i padroni della chimica italiana Montedison ed Enichem. Il tutto nasce dalla denuncia alla procura di Venezia di un operaio del Petrolchimico, Gabriele Bortolozzo, sostenuto da Medicina Democratica, il quale ha raccolto negli anni di lavoro al Petrolchimico dati inquietanti su compagni lavoratori ammalati e poi morti per tumore, mancanze di sicurezza e tutela nei luoghi di lavoro, incidenti ambientali che hanno inquinato la laguna di Venezia.

L'indagine di Casson accerta 157 morti e 103 malati tra gli operai del Petrolchimico di Marghera nonchè un disastro ambientale con 120 discariche abusive e 5 milioni di metri cubi di rifiuti tossici riversati in laguna.

Causa del raro tumore al fegato (l'angiosarcoma epatico) che colpisce gli operai è il CVM. Il CVM è un gas incolore fondamentale per la produzione del PVC sostanza plastica di cui sono fatti moltissimi prodotti comuni della nostra vita quotidiana.

La linea di difesa al processo delle aziende è quella della mancanza di conoscenze sufficienti sul CVM, dell'insufficienza degli studi che ne provassero l'effettiva pericolosità per i lavoratori prima che scoppiasse il caso. Ma il pm Casson dimostra nella sua ricerca di documenti per mezzo mondo che in realtà tutte le principali aziende chimiche sapevano della pericolosità del cloruro di vinile monomero (CVM) per la presenza di studi e ricerche interne alle stesse aziende. Le stesse aziende chimiche avrebbero redatto accordi trasversali tra loro da tenere segreti per non fare scoppiare una protesta che ne minasse le basi economiche. Il tutto sulla pelle dei lavoratori, della cittadinanza vicina ai petrolchimici, dell'ambiente.

Vediamo per tappe approssimative come si sono svolte le vicende, secondo il racconto di Casson, tra vicende internazionali e Petrolchimico di Marghera.

- Il caso CVM scoppia nel Natale del '73 e si protrae a tutto il '74: muoiono negli USA 4 operai per angiosarcoma epatico nell'azienda Goodrich, una delle principali aziende produttrici di materie plastiche. Lo IARC (International Agency for Research on Cancer) si informa sulla faccenda e documenta il CVM come prodotto cancerogeno. Montedison per tutto il '74 nega che possano esserci pericoli per gli operai che lavorano col CVM.

- Gli studi sul CVM e sulla sua pericolosità in realtà esistevano. Addirittura nel 1949 il sovietico Tribuk aveva dimostrato che il prodotto causava disfunzioni epatiche. Negli anni 69 e 70, in Italia e proprio all'interno delle aziende, il professor Viola della Solvay Italia, nell'industria di Rosignano Marittimo a Livorno, osservando gli operai dell'azienda aveva cominciato a produrre e diffondere in alcuni convegni dati molto preoccupanti sulla cancerogenicità del CVM. Nel 1972 invece è la stessa Montedison a finanziare l'attività di ricerca a Bologna del Prof.Maltoni sulla eventuale cancerogenicità e sulla esposizione degli operai al CVM. Il risultato di tutto ciò convince le aziende che la migliore linea di intervento è che non si parli di queste ricerche, meglio ridimensionare gli studi e comunque non si dia risonanza alle denunce, soprattutto del dottor Viola.

- Sarebbe quindi del 72-73 il patto di segretezza affinchè gli studi di Maltoni non vengano diffusi . Le più importanti aziende chimiche mondiali avrebbero sottoscritto e partecipato a questo patto. Casson raccoglie i documenti che lo dimostrano. Uno di questi documenti del successivo 1974, depositato tra le tante carte al processo è addirittura sbalorditivo. Lo cito direttamente dal libro, pagina 294:
"...la lettera di Montedison del 16 ottobre 1974 è strabiliante soprattutto per i passaggi successivi, lì dove conferma l'esistenza di quel famigerato patto di segretezza tra aziende: "La relazione tra angiosarcoma e cloruro di vinile era stata già osservata in studi di tossicità condotti da alcune fra le stesse società chimiche produttrici (prof.P.L.Viola - Solvay italiana), ma era stata tenuta segreta e nessun provvedimento era stato adottato". Quando leggo per la prima volta questa frase , mi pare quasi di avere le traveggole. La rileggo più e più volte: "la relazione tra angiosarcoma e cloruro di vinile [...] era stata tenuta segreta e nessun provvedimento era stato adottato". Incredibile! Montedison confessa di aver tenuto tutto segreto e di non aver preso misura alcuna! La lettera prosegue poi: "Anche Montedison ha fatto eseguire studi dal prof. Cesare Maltoni di Bologna". Il panorama ora si schiarisce sempre di più. Il significato di tante manovre e di tanti sotterfugi diviene adesso lampante: il lavoro di Viola (1969-70) era stato più che sufficiente per allarmare il mondo intero, ma non aveva prodotto effetti. Perchè si era deciso di secretare tutto...mettendo il bavaglio all'informazione, per di più senza adottare nessun provvedimento."

- 13 marzo 1998: nell'aula Bunker di Mestre comincia il processo contro i vertici della chimica italiana, Montedison ed Enichem. Lo scontro tra pm e difesa è durissimo, da muro contro muro, da una parte gli operai e tutte le parti costituitesi come parti offese, dall'altra i vertici delle aziende che cercano di sviare sulla parte politica e sul lato occupazionale la questione più scabrosa della vicenda. Il punto più forte della difesa è ancora il non sapere della cancerogenicità del CVM. Pochi giorni prima Enichem aveva proceduto a indennizzare tante famiglie di operai per farle ritirare dal processo, mentre Montedison mette sul piatto del Governo una delle cifre più rilevanti mai sborsate dalle industrie per la bonifica dell'area del Petrolchimico: paura o chissà, qualche senso di responsabilità... La cifra è comunque insufficiente rispetto al danno prodotto.

- 2 novembre 2001: il processo si conclude con la clamorosa assoluzione di tutti i vertici di Montedison, Montefiore ed Enichem. I parenti delle vittime, la cittadinanza offesa nel diritto alla sicurezza e al diritto alla vita in un ambiente sano garantito dalla nostra Costituzione insorge. Monta la rabbia, si pensa subito all'appello.

- 15 dicembre 2004: in appello la prima sentenza viene ribaltata e confermata la responsabilità per i vertici aziendali. Molte sono le assoluzioni per gli imputati a causa dei tempi di prescrizione ormai scaduti. Questa sentenza raggiunge il terzo grado di giudizio, in Cassazione, che altro non fa, il 19 maggio 2006, che confermare la sentenza precedente di colpevolezza degli accusati.

Sono molti i materiali in rete su cui ci si può documentare per saperne di più sul caso del Petrolchimico di Marghera. Ve ne segnalo alcune, di parte certamente, che hanno avuto il merito di rompere il silenzio su una violazione di diritti ingiustificabile seppure a nome del lavoro e del presunto progresso del nostro paese.

Speriamo che il presente e il futuro facciano crescere la nostra civiltà nella sostenibilità dello sviluppo, l'armonia e la salvaguardia di lavoro, lavoratori, rispetto dei diritti e della cittadinanza, tutela dell'ambiente.

» La fabbrica dei veleni, Felice Casson, Sperling & Kupfer, 2007, €16,00
» Marghera e le altre, Paolo Rabitti, CUEN, 1998, Napoli
» Verità e giustizia - Report di Milena Gabanelli. Report ha dedicato alla prima sentenza sul Petrolchimico una puntata. La puntata è quindi dopo la prima sentenza e prima dell'appello. Sul piatto però c'è già tutto. Potete guardare la puntata in video o leggervela alla pagina indicata.
» Associazione Gabriele Bortolozzo

E a Ferrara? Cosa sta succedendo a Ferrara? Anche Ferrara ha il suo Petrolchimico.

Nel libro di Casson i riferimenti alla nostra area ci sono. Difficile pensare, secondo il pm, che la situazione possa essere totalmente diversa negli altri petrolchimici sparsi nella penisola.
Il Petrolchimico di Ferrara ha passato negli anni diverse vicissitudini legati agli alti e bassi della chimica; diverse aziende hanno chiuso, altre sono entrate nel polo.

Ecco una sintetica storia dello sviluppo del Petrolchimico di Ferrara e quali aziende ospita

L'area del petrolchimico di Ferrara è comunque un punto di attenzione e tensione, sia per la necessaria bonifica che la interessa, sia per la costruzione della tanto contestata Centrale Turbogas. Ricordo solo il referendum autogestito tenuto a Ferrara il 10 e 11 febbraio 2007 promosso da Medicina Democratica con Comitati e Associazioni che ha detto più di 11000 NO alla triplicazione dell'inceneritore e alla già detta Centrale Turbogas.

Per quanto riguarda invece la situazione CVM e lavoratori a Ferrara, sono in corso indagini per verificare la posizione dell'industria belga Solvay, leader nella produzione del PVC. Seguono una serie di link ad articoli on line sulla vicenda.

I link sono in ordine cronologico e sono tratti da Estense.com, La nuova Ferrara e Il Resto del Carlino

Fonte: estense.com

Solvay, parlano le vittime del cvm (4/12/2006)
Solvay, parlano le vittime, le mogli, gli orfani. È andato in scena ieri mattina nella biblioteca “Bassani” il primo incontro, organizzato da Legambiente, tra ex lavoratori e loro familiari della Solvay

Solvay, ultimo atto delle indagini (19/12/2006)
Trenta giorni per depositare la consulenza tecnica. A metà gennaio si sapranno i risultati degli esami istologici che dovranno svolgere i periti incaricati dai pm sull’ultimo caso di ex dipendente Solvay

Caso Solvay, depositata l'ultima perizia (27/2/2007)
Venerdì 16 febbraio la consulenza è stata depositata in Procura, ai pm titolari dell’inchiesta, Mariaemanuela Guerra e Ombretta Volta. Entro un mese si attende il pronunciamento del gip

''Il Comune parte civile nel processo contro la Solvay'' (19/12/2007)
All’indomani dell’incontro con l’ex magistrato ed oggi senatore Felice Casson, i Verdi chiedono in una interpellanza che il Comune si costituisca parte civile nel processo contro la Solvay

''Gli davano il latte contro il piombo nelle vene'' (21/2/2008)
“Gli davano del latte come ‘antidoto’ al piombo che aveva nel sangue”. È la prima cosa che viene in mente ad Andrea Barattoni nel ricordare il suo ex collega di lavoro alla Solvay, Gilberto Pio

Solvay, il Comune parte civile se sarà processo (27/2/2008)
Sarà l’avvocato Beniamino Del Mercato ad accertare la reale possibilità per il Comune di Ferrara di costituirsi fin da subito parte civile nel procedimento penale che vede coinvolta la società Solvay

Solvay, Legambiente chiede l'avocazione dell'inchiesta (28/2/2008)
La richiesta di avocazione alla procura di Bologna è realtà. È l’ultima carta in ordine di tempo che Legambiente vuole giocare per fare in modo che il caso Solvay non cada nel vuoto

Archiviazione quasi plenaria per la Solvay (1/3/2008)
La richiesta di archiviazione per le responsabilità dei vertici dell’azienda che fino al 1998 operò all’interno del petrolchimico di Ferrara è stata depositata lo scorso 27 febbraio

Casson in soccorso di Legambiente (4/3/2008)
Ci sarà anche l’ex magistrato Felice Casson a dare il proprio prezioso contributo all’opposizione che Legambiente vuole portare davanti al gip contro la richiesta di archiviazione per il caso Solvay

Cvm e morti: ''Ferrara quattro volte peggio di Marghera'' (15/3/2008)
"La battaglia per chiarire le morti degli ex operai Solvay è appena iniziata". Parola di Legambiente che ha depositato la richiesta di opposizione all'archiviazione

Si discute del caso Solvay in consiglio comunale (17/3/2008)
Verdi e Sdi hanno presentato una risoluzione in merito alle risorse per garantire l’impegno del Comune a costituirsi parte civile nell’eventuale processo

Caso Solvay, avvisi di conclusione indagini per sette dirigenti (18/3/2008)
I pm Ombretta Volta e Mariaemanuela Guerra hanno inviato l’avviso di conclusione delle indagini alle sette persone che occupavano incarichi dirigenziali nell’azienda Solvay

Sateriale: ''Una legge-indennizzo per le vittime del cvm'' (28/3/2008)
“Il sindacato c’era e c’è sempre stato accanto ai lavoratori Solvay”. Le sigle dei Chimici non digeriscono le accuse di “consociativismo”. E Sateriale lancia la proposta di una legge-indennizzo

Fonte: La Nuova Ferrara

Le testimonianze degli ex operai Solvay (1/03/2008)

L'inchiesta sul cvm killer si riduce a due casi (1/03/2008)
Per sei anni la procura di Ferrara, ha lavorato all'inchiesta sulla lavorazione del cloruro di vinile monomero (cvm), sostanza ritenuta cancerogena, all'interno degli stabilimenti Solvay. Erano 74, in totale, gli ex operai che si sono ammalati dopo tanti anni trascorsi nell'azienda respirando cvm. Per 72 di loro, la procura ha fatto richiesta di archiviazione. Solo due casi possono portare al processo

Fonte: IlRestodelCarlino.it - Ferrara

Vivo nel terrore di ammalarmi anch'io (20/02/2008)
Un ferrarese in pensione dal 1° gennaio: "Avevo pochi contatti con le autoclavi, spero di salvarmi". Il dolore: "Ho appena perso un altro amico"

"Archiviate l'inchiesta Solvay" (01/03/2008)
La richiesta della Procura per 67 casi di ex operai morti o malati. Sulla vicenda il Comune sta valutando, con l'aiuto di un proprio legale, se costituirti parte civile

"Solvay, il Comune trovi i soldi per la causa civile" (17/03/2008)
Sos di Sdi e Verdi: "La giunta ha dichiarato di sostenere gli operai, ma nel bilancio sono stati tagliati i fondi per le azioni legali"

Posted by bek

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  1. ENI, “codice etico” e Servizi Segreti

    Indiscrezione tratta dal portale  Indymedia al  link:
     
    http://piemonte.indymedia.org/article/5520
     
    In una surreale seduta Straordinaria del Consiglio di Amministrazione dell’ENI (che trovate trascritta ed in originale) evocato il nome d’un fantomatico giornalista (Altana Pietro) e dei nostri Servizi Segreti Italiani
     
    Stà  scritto lì, nero su bianco,  nel  verbale  del C.d.A. dell’E.N.I.:

    “… l’11  giugno 2004 Abb denuncia alcuni manager dalla sua filiale  milanese  di occultamento di perdite  di 70 milioni di euro e  rassegna  al  PM Francesco Greco due nomi di propri dipendenti, tali  Carlo Parmeggiani  e Piarantonio Prior, che  sarebbero  coinvolti   anche anche in una tangente al manager di Enipower Larenzino Marzocchi.Mi chiedo  per quanti anni ancora sarebbe andata avanti tale forma e genere di crimine se non ci fosse stata nel marzo 2004 l’indagine  del  professionista della stampa Altana Pietro (fonte ritenuta  vicina ai Servizi Segreti) che  ha  fatto indagini su Enichem, Enipower, ABB;  se non ci fosse stata la denuncia al Magistrato da parte di Abb, mi chiedo come possa essere motivato  una tale procrastinazione di delittuoso  comportamento, per altro  verso una pluralità di commissionari, senza che, in più anni e sistemi di controllo aziendali interni siano riusciti ad intercettare  alcunché…”.

    Il “Caso Marghera”…
     
    —————————————————————————————————————————————————————————————————————
     
     
     
    E.N.I.  “Ethics Code” and the Secret Services
     
    News from the portal Indymedia to the link:
     
    http://piemonte.indymedia.org/article/5520
     
    In a surreal Extraordinary Session of the Board of Directors of ENI (which you can find here and transcribed from original) mentioned the name of an elusive journalist
    (Altana Pietro) and our Italian Secret Service.
     
     
     
    Is written there,  black on white, in the minutes of the Board of Directors of E.N.I.:


    … on 11 June 2004 Abb complaint some managers from its Milan branch of concealment of losses of 70 million euros and review to  PM Francesco Greco  two  names of their employees,
    Carlo Parmeggiani and  Piarantonio Prior, that would be involved in a corruption to the manager of Enipower Larenzino Marzocchi. I wonder how many more years would go ahead and form this type of crime  there had not been in March 2004 the investigation of the professional press Altana Pietro (person considered near  to the Secret Service) who made inquiries at Enichem,  Enipower, ABB; if there had been a complaint to the magistrate by the Abb, I wonder how it can be reasoned that a criminal act of procrastination behavior, On the other hand a number of commission agents, without, in most years and the control systems internal business have managed to intercept any…”.

    The “Marghera Case” …

  2. Salve William, abbiamo pubblicato il tuo commento ma facciamo fatica a capire cosa c’entri questa “indiscrezione” con Marghera.
    Detto così non si capisce il nesso e potrebbe sembrare una congettura più che qualcosa di dimostrato.
    Quale sarebbe il rapporto tra la trascrizione dell’assemblea del CDA e il petrolchimico di Marghera? Nel testo dell’assemblea del CDA non mi pare si faccia alcun riferimento diretto a Marghera (manca anche, ma forse non l’ho vista io, l’indicazione di quale assemblea si tratti). Ci puoi chiarire?

  3. ciao bek forse mi sembra di capire che vuol dire william.

    I servizi segreti hanno attenzionato per anni l’ENI e hanno scoperto tutte le porcate ambientali che ha fatto l’ente energetico di stato, come nel caso del sito Enichem di Porto marghera (nonchè di tutte le porcate di fondi neri, tangenti etc etc come riportato nel verbale cda ENI).

    La cosa enigmatica è che i servizi segreti si son guardati bene dal mettere in allerta le istituzioni (ed i cittadini).

    Ma qualche informazione in ogni modo è filtrat. Se guardi sul sito Induymedia a questo link

    http://italy.indymedia.org/news/2004/02/480143.php

    son state pubblicate delle mappe dell’ENI dove son stati interrati rifiuti tossico/nocivi (e con tutta probabilità quelli son ancora li’)

    ciao

    Ineuropa

  4. che i servizi spiino l’eni non è una novità.

    Su marghera c’e poi la certezza che sapessero tutto da sempre

    vedi qui (pubblicte su Indymedia siti Eni dove son interrati tutt’ora rifiuti T/N).

    http://italy.indymedia.org/news/2004/02/480143.php


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