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26gen/098

Il TAR da ragione a Englaro, cosa si inventeranno ora…

Oggi il TAR ha dato ragione a Beppino Englaro nel ricorso contro la regione Lombardia, che ora sarà costretta a individuare una struttura che accolga Eluana.
Sembrerebbe così concludersi una vicenda che ha suscitato molte discussioni e che nonostante per i tribunali italiani avrebbe dovuto trovare la sua fine già molto tempo fa, si è trascinata per il volere di qualcuno.

Il TAR afferma inoltre che il rifiuto alle cure è un diritto nei confronti del quale non è possibile operare obiezione di coscenza, indipendentemente dal fatto che la struttura sia pubblica o privata in quanto attiene i diritti fondamentali del rapporto tra malato e chi lo ha in cura.
Ora non resta che aspettare l'ennesima lettera, direttiva o qualsiasi altra cosa che cerchi di bloccare ciò che già da tempo è stato stabilito.
Il vuoto legislativo che la famiglia Englaro si è trovata ad affrontare è stato enorme e colpevole. Colpevole in quanto non si è mai voluto affrontare una questione di civiltà per non suscitare le ire di chi, purtroppo, in barba ad ogni principio di laicità dello stato, in Italia conta ancora troppo.
Speriamo che finalmente possa scendere il silenzio su un caso creato soltanto dall'oposizione posta in essere contro la grande dignità e il grande rispetto della legalità e delle istituzioni con cui la famiglia Englaro ha voluto affrontare la cosa, ponendo in primo piano il volere della figlia, piuttosto che staccare "involontariamente" la spina già da tempo e nel silenzio.

Posted by cipo

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  1. Cito una domanda di Fabio Fazio a Englaro: “Ha mai pensato in tutti questi anni di agire al di fuori della legalità? ” Englaro: ” Io e la mia famiglia siamo abituati a pensare che la vera libertà è solo all’interno della società e non al di fuori”

    Una persona che ha un così alto rispetto della legge e delle istituzioni è stato fino ad oggi preso a pesci in faccia proprio da esse.. incredibile..

  2. Se ho ben capito il Tar aveva dato già ragione alla famiglia Englaro mesi fa, ma era intervenuto il ministro Sacconi che aveva minacciato di sanzioni amministrative le strutture ospedaliere che si fossero fatte carico del caso. Probabilmte c’è un vutoo giuridico per casi come questo, almeno in Italia, altrimenti non mi spiego che da un parte il Tar dica una cosa e il ministro la cosa opposta. Mi piacerebbe sapere come si comportano gli altri paesi in merito a vicende come quella della signorina Englaro, altri paesi dove il vaticano non ha così tanto peso politico come nel nostro.

  3. Credo che all’estero le cose siano diverse e quantomeno esistano leggi che regolamentano il problema. Credo sia così dato che nella vicenda di Eluana si è parlato spesso del fatto che la si potesse trasferire all’estero per praticare la sospensione delle cure.
    Credo si parlasse in particolare della Svizzera.
    Mi documenterò…

  4. ELUANA è MORTA! Personalmente ho acceso una candela per ricordarla e per ringraziare Madre Natura che ha posto fine alle sue sofferenze e a quelle della sua famiglia. Mi sono e mi vergogno di essere italiana per la mancanza di rispetto dimostrata dalla politica in questi giorni dove l’unica cosa da fare era riflettere in silenzio, ma nemmeno stasera dopo la notizia certa gente è rinsavita…
    Auguro alla famiglia di poterla seppellire con meno clamore possibile e di poter piangere il proprio dolore lontano da occhi indiscreti e ringrazio Beppino Englaro per la sua civiltà e la forza morale che ha dimostrato a questo Paese.

  5. Chissà se qualcuno in parlamento spenderà ora un secondo per riflettere su come è stata trattata l’intera vicenda, dopo il casino mediatico, la corsa al decreto, il nome Eluana a sproposito sulle labbra di tutti i politici, magari nel silenzio che spetta a chi muore si ritroverà quel senso e quel rispetto che è mancato in tutti questi anni e soprattutto nelle ultime settimane.

  6. Ieri per radio ho sentito un intervento del direttore del Sole 24 Ore Ferruccio De Bortoli che in sostanza esprimeva la sua solidarietà alla famiglia Englaro (ed in particolare, ma solo per il fatto che è stata la persona che più si è esposta nella vicenda, a Beppino Englaro).
    In aggiunta alla sua solidarietà esprimeva, a mio avviso più che giustamente, una considerazione: in fin dei conti tutta la vicenda si basa su quelle che si presume fossero le volontà di Eluana, ma chi più del padre che l’ha accudita da quando è nata fino a ieri avrebbe potuto interpretarle.
    In fin dei conti, si chiedeva De Bortoli, perchè non credere ad una persona come il padre (arrivando a dire che lo faceva per togliersi una scomodità) quando ormai Eluana era una persona soltanto per la famiglia, dato che per tutti quelli che attorno urlavano il suo nome, in un senso o nell’altro, aveva smesso di esserlo. Ed infine perchè non credere alle uniche persone per le quali il ricordo di Eluana non morirà mai.
    Per quanto mi riguarda volevo anche sottolineare come, a differenza di quello che ha detto Di Pietro giusto qualche giorno fa, il Presidente della Repubblica in questa occasione non è stato per nulla zitto e, anzi, ha svolto un ruolo che ha permesso di arrivare finalmente ad una conclusione di civiltà e rispetto della persona umana.

  7. Aggiungo anche un ulteriore spunto di riflessione.
    Qualche tempo fa, prima di questi ultimi convulsi e deliranti giorni, ho visto una intervista a Carlo Alberto Defanti, neurologo e medico di Eluana.
    Defanti sottolineava come lo stato vegetativo è uno stato che soltanto cinquant’anni fa non esisteva. Questo perchè in realtà lo stato vegetativo è un “sottoprodotto” (passatemi il termine, ma in realtà rende l’idea) delle tecniche rianimative.
    Defanti diceva che la medicina rianimativa ha fatto passi da gigante nel corso dell’ultimo secolo. Questo ha permesso di riportare in vita persone che prima sarebbero sicuramente morte.
    A volte però il processo non riesce al 100% e in questi casi si può arrivare “creare” uno stato vegetativo permanente.
    Quello che voglio sottolineare è che in fondo lo stato vegetativo permanente è uno stato che viene letteralmente creato dall’uomo nel tentativo di salvare la vita ad una persona e non riuscendovi fino in fondo.
    Per chi volesse leggerlo ho trovato una interessante intervista a Defanti sul sito http://bioetiche.blogspot.com/

  8. Trovo abberrante che si sia fatto tutto questo clamore mediatico per la morte di Eluana. Non ho visto di persona perchè ero all’estero, ma ho sentito parlare di dirette televisive a reti unificate (quasi) per annunciarne la morte. Ma scherziamo?? Credo che l’informazione abbia il compito di fare cronaca e le trasmissioni di approfondimento come Vespa o Matrix debbano dare degli spunti di riflessione e di approfondimento. Ma non debbano entrare nel gotico, nel macabro e nel voyeristico. Lo trovo uno scandalo. Dopotutto quante sono le presone che avrebbero diritto di piu attenzione mediatica ma non ne hanno avuto i mezzi o le occasioni? Io avrei acceso una candela per tutte quelle Eluane che non sono state citate, e per quei genitori che hanno dovuto staccare loro stessi la spina. Trovo agghiacciante questo pensiero. Da padre non oso nemmeno pensarci. Meglio il Grande Fratello.


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