Fiocco rosa in casa IlPentauro: BENVENUTA ANNA

Il mio pesce ha sete

24 08 2007

Alto è alto, avrà trentanni, moro, da dietro sembra un ricco ebreo, perderà tutti i capelli, ho un occhio io per queste cose.
Un oceano verde pallido mi si apre davanti. Kalhid alza la mano in un cenno, siamo arrivati, me ne sono accorto cazzo. Le colline spoglie a destra e sinistra, sopra la spalla il cielo bianco, e sotto un concerto da un milione di persone a Copacabana, un onda lunga che si ripete da sinistra a destra, lenta, le braccia come steli al vento, solo che queste non son persone ma piante, non siamo in Brasile ma in Pakistan, e quella che ho davanti è una valle di mariuana.
Ci son voluti due giorni di cammino, da Kerachi in bus, prima in aereo da Colombo, prima ancora da Francoforte arrivando da Madrid, il volo notturno da Santiago,l’oceano nero sotto le ali di ferro.
Kalhid appoggia lo zaino per terra, si asciuga la fronte con la manica. Respira, mi guarda. Io respiro con gli occhi l’aria rarefatta, di cristallo, la sento come mi scende in gola ferendomi tanto è pura. Siamo arrivati finalmente.
Appoggio anchio lo zaino a terra, mi scuoto dall’ipnosi che quell’oceano verde ti da, i miei occhi ne han già nostalgia.
Dallo zaino prendo da bere, poi la valigetta di alluminio.
La apro, tiro fuori prima il deflecter, poi la canna di scarico. Adesso il panno, appoggio tutto lì, il mirino, la costa, il cane, i tre caricatori. Kalhid si allontana un momento.
Mi sdraio a terra, mi aiuto coi piedi, provo la tenuta, tiro. Ok.Il vento si è fermato.
Penso che non ho dato niente al pesce. Nell cielo vuoto arriva piano un puntino che si allarga e dà prospettiva all’arizzonte.


Azioni

Informazioni

Commenta

You can use these tags : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>