Tutti aspettano me compreso
Un altra storia. Raccontare è la fatica che si chiede. Fu un processo rapido, sette mesi tirati, l'autunno virò in inverno, la neve sciolse il legno marcì, io divenni grigio, no i capelli no, quelli li avevo già persi per la malattia, so che non ricordi, tu butti le lettere dopo averle lette, non fai come tutti, loro conservano, foto lettere, un pò di tutto, si fa così fatica a buttar via, sono ricordi si dice, son balle, è altro che non vogliam gettare, non comincio stai tranquillo, niente sulla vita niente sulla morte, ti tocchi i coglioni bravo, e dei coldplay che ne pensi? bravo, ti tocchi i coglioni, che bel gesto, sa di sfida, la bella mano a ciotola, ecco il mio peso nel mondo sembra che dici.
Il vento nucleare spazzò la terra, si alzò come un respiro da nord, le montagne non c erano più a ripararci, il deserto divenne biondo, il bianco si cristallizò e cadde, si ruppe. E le truppe entrarono dall'immensa porta, gli immensi e vuoti carri, i cadaveri essicati dondolavano alla guida, durò giorni, la notte non calò mai a nascondere la processione, furono giorni come ore.
Che facciamo? chiesero intorno.
Aspettiamo- dissero gli anziani-passerà anche questo.
Non c'è vento oggi, la giornata è fissa come la farfalla del libro. Tutto è già passato e tutti che fanno?
Tutti aspettano me compreso.
