Prima o Poi
8 02 2009 Autore : antonio spigoliSento ancora il fischio, l’eco lontana delle tue parole, parole buttate come pietre per sbarrarmi il cammino, ci giravo intorno per non capire, volevo scordare la nostra lingua comune, ti volevo straniera, come una terra come un piatto di sapore strano. Gli anni li contavo su una mano sola, a volte penso a noi due come ad enormi sproporzionati bambini, che lavorano bevono guidano auto come grossi giocattoli, aspettando tutta la vita per crescere, altre volte mi vedevo sdraiato nella cassa, coi fiori in mano, sveglio e con gli occhi fissi,pallido i capelli tirati indietro, mi manca il presente capisci? ho negli occhi solo il passato e squarci di futuro di vite altrui, non so da quando ho cominciato a fare così, se ho un pensiero è per il prima o per domani, mercoledì giovedì, forse non sono io, forse solo il presente non esiste, ci hai mai pensato, non esiste che un prima e un poi, e dentro il vuoto ci siamo noi, che galleggiamo come pellicani sulla superficie liscia delle cose.

Ciao Matteo,
Non è cosi facile e frequente che io possa leggere nelle parole altrui cio’ che provo! Quindi : grazie.
Una saluto parigino,
Muriel.
Antonio dice che forse, le parole, son già tutte lì, dette e suonate in fronte a noi, ne facciamo tutti mucchi diversi cumuli collinette, e quando si somigliano tra loro anche noi ci sentiamo di somigliare gli uni agli altri.