il Pentauro Libera Associazione di Idee

17feb/0829

INTO THE WILD

INTO THE WILD

Il tema del viaggio è il centro di questo film, viaggio che ha come obiettivo la scoperta di se stessi e della verità. Il protagonista, Christopher McCandless, parte per isolarsi dalla sua famiglia da cui si distacca in modo traumatico non dando più nessuna notizia di sé. Affronta un viaggio in cui incontra una serie di persone con storie diverse tra loro, l’amicizia con questi personaggi è sempre intensa e Christopher lascia dietro di sé, in tutti coloro che conosce, tanti insegnamenti e messaggi profondi che influenzano la loro vita, ma anche dolore per la perdita di un amico. Chris, infatti, riparte sempre, ricomincia sempre da capo, senza nulla oltre al necessario, dando inizio a nuove scoperte e nuovi incontri. Dopo aver lasciato la famiglia, dopo aver lasciato tante persone lungo il suo percorso, lascia tutto e tutti e inizia la sua vita lontano dalla società e da ogni bisogno superfluo, nelle terre selvagge dell’Alaska.
La storia di Christopher è vera. Chris era un ragazzo benestante che ha scelto di staccarsi da tutto, di vivere delle sole cose necessarie, di fare dell’avventura e del cambiamento il solo scopo della sua vita.
Quello che colpisce della vita di Christopher è la volontà di staccarsi da bisogni superflui, che non sono solo il cellulare o abiti firmati, ma anche il bisogno di stabilità, il bisogno di legarsi agli altri, di un buon lavoro, di una buona posizione sociale, di soldi, di minime comodità. E’ facile forse guardare questo film e dire “è vero il consumismo ci rende schiavi di cose superflue”, ma non è solo questo, quello da cui si è staccato Christopher nella sua vità è la schiavitù di volere e cercare incessantemente quello che non si ha, quello che la società ci impone ansiosamente di ottenere.La libertà è godere (e non accontentarsi) di quello che possiamo vivere, di quello che ci è strettamente necessario. Ma come scoprirà Chris la vera felicità è quella condivisa. E tra quello che ci è strettamente necessario, c’è anche l’amore e il piacere di trasmetterlo agli altri. Alla fine, dopo aver abbandonato tutti, scopre che l’unica cosa che ha vero significato è la condivisione della felicità con le persone più care.

Una persona in particolare si affezionò molto a Chris, fu un vecchio che viveva, come tanti anziani, di abitudini, di rimpianti e di ricordi.Quando Chris lo lasciò per continuare il suo cammino Ron (questo è il nome dell’anziano signore) cambiò tutta la sua vita, vendette tutti i suoi beni e comprò un camper mettendosi a viaggiare e a fare di ogni giorno un occasione per una nuova esperienza, così come il suo amico gli aveva insegnato. Ecco una lettera che Chris gli scrisse:

“Ron, apprezzo sinceramente l’aiuto che mi hai dato e i momenti che abbiamo trascorso insieme. Spero che la nostra separazione non ti abbia depresso troppo. Potrebbe passare molto tempo prima di rivederci ma, ammesso che io superi l’affare Alaska tutto d’un pezzo, riceverai di sicuro mie notizie. Vorrei ripeterti solo il consiglio che già ti diedi in passato, ovvero che secondo me dovresti apportare un radicale cambiamento al tuo stile di vita, cominciando con coraggio a fare cose che mai avresti pensato di fare o che mai hai osato.

C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo , dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà, non esiste niente di più devastante che un futuro certo.
Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura.
La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in continuo cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso.

Spero davvero, Ron, che non appena ti sarà possibile, lascerai Salton City, attaccherai una roulotte al camion e comincerai a goderti il grande lavoro che il Signore ha compiuto nell’ovest americano,
vedrai cose, conoscerai gente, e ti insegneranno molto. Dovrai farlo in regime d’economia, niente motel, preparati da mangiare da solo e, come regola generale, spendi il meno possibile, perché così ti ritroverai ad apprezzare immensamente ogni cosa.
Spero che la prossima volta che ti vedrò sarai un uomo con una sfilza di nuove esperienze e avventure alle spalle.
Non esitare o indugiare in scuse.
Prendi e vai, Sarai felice di averlo fatto.
Riguardati.”

Posted by martin

Commenti (29) Trackback (0)
  1. Questo film l’ hanno proibito ai minori di 14 anni, francamente penso invece che, proprio a ragazzi di quell’età, dovrebbe essere reso obbligatorio.
    Lungo il percorso di vita di un’adolescente capita sempre che ci sia un momento in cui, per un motivo o per l’altro, si sente l’esigenza di sfuggire al conformismo e alla “società” per rifugiarsi nell’esperienza di una vita vissuta e fatta di piccole cose.
    Chi di noi non ha mai pensato di andarsene di casa e fare un pellegrinaggio interiore alla ricerca dell’assoluto significato dell’essere.
    A differenza di altre storie dello stesso genere, pero’, questa ha un finale molto poco scontato e che ti lascia pensare che non basta avere il coraggio, la forza e le conoscenza per affrontare “il selvaggio” o qualsiasi altra sfida con/contro se stessi.
    “Happiness only real when shared” appunta Chris su un libro e proprio questa frase sembra essere il suo epitaffio.
    Sfuggiamo la realta’ per essere felici in mezzo alla natura incontaminata ma senza nessuno con cui condividere tale bellezza rimaniamo soli e incompresi!

  2. Sul divieto anche io mi sono interrogato. Non riesco a darmi risposta se sia giusto oppure no.
    Credo sia stato messo perchè comunque le decisioni prese da Chris sono decisioni che vanno al di là della fase adolescenziale, sono pensieri radicali di un adulto (seppure giovane) che ha sperimentato consapevolmente il mondo che gli sta attorno.
    Provando a mettermi nell’ottica della censura forse han pensato che un adolescente avrebbe potuto interpretare solo in parte certe riflessioni, o captare solo il lato avventuristico e “fico” del viaggio di Chris… Detto ciò, il film mostra che non è tutto rose e viole, e credo che un adolescente possa essere benissimo in grado di capirlo.
    Credo che proprio nella assoluta solitudine dentro la natura, nel distacco dalla società, Chris abbia potuto giungere ad una conclusione tanto (apparentemente) semplice quanto intimamente consapevole che la felicità sia tale solo se condivisa. E’un percorso, quello di Chris, di svestizione da una parte, e di riflessioni impugnate, afferrate, possedute dall’altra. E’un percorso a togliere fino all’essenziale. Dopo quelle conclusioni poteva quindi tornare (e ci ha provato), ma chissà se nella società poi, esattamente come spesso accade a noi, sarebbe poi ancora stato convinto di quel pensiero così bello e vero. Forse si.

  3. Scusate il ritardo. Da fonte certa so che il divieto è stato richiesto dal rappresentante degli animalisti in commissione di revisione, per la scena dell’alce… Passa di tutto, violenze, volgarità e bestemmie… ma guai a toccare gli animali!

  4. Ciao Luigi! Ma è incredibile!!! Ho cercato in google ma non ho trovato nulla sul fatto che il divieto ai minori di 14 sia dovuto alla scena dell’alce. Fammi sapere se c’è qualche link a questa notizia sono molto curiosa!

    Io ho trovato questo comunicato stampa dell’ENPA

    Cinema, esce oggi il film di Sean Penn. Enpa lo sconsiglia:
    c’è una drammatica scena con un alce scuoiato

    COMUNICATO STAMPA

    Ancora un film che viola pesantemente la dignità degli animali. Enpa ha chiesto il taglio della scena. La Protezione animali formalizzerà a Ministero e produttori la proposta che prevede la presenza di animalisti sul set dei film italiani

    ROMA, 25 gennaio 2008 – Esce oggi nelle sale cinematografiche italiane un film di Sean Penn dal titolo “Into the wild”. Questa pellicola ha una scena di una crudezza e di una violenza terribili. Si tratta dello scuoiamento di un alce ripresa in primo piano. Il rappresentante dell’ENPA nella Commissione di revisione cinematografica del Ministero dei Beni CUlturali, Paolo Spicacci, ha immediatamente richiesto il taglio della scena poiché – per quanto l’animale non sia vero,come da certificazione dell’American Humaine Association – è estremamente realistica. Pur essendoci stata la disponibilità della casa di distribuzione italiana l’ultima parola spetta al regista Penn che sta facendo di tutto per non essere rintracciato.

    Paolo Spicacci,a nome dell’Enpa, ha chiesto un incontro con il Ministro al fine non solo di segnalare questa situazione grave ma anche per trovare una soluzione definitiva che possa salvaguardare al meglio il benessere e anche la dignità degli animali. Enpa propone infatti una soluzione di tipo americano: la presenza, cioè, sul set di qualificati rappresentanti animalisti in grado di tutelare gli animali utilizzati nei film. Questa proposta, oltre ad essere sottoposta allì’attenzione del Ministero per i Beni Culturali, sarà presto formalizzata da Enpa ai produttori italiani.

    E’ vergognoso che scene come quella presente nel film di Sean Penn non debbano essere sanzionate anzi vengono date in pasto anche ai minori.

    Enpa sconsiglia comunque a chiunque ami gli animali di vedere il film.

    ENPA – ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI

    http://www.evana.org/index.php?id=30020&lang=en&PHPSESSID=fa3a84e73548fb8dbe5258b47d483404

    Se il motivo è questo io rimango veramente ALLIBITA!!! Ci sono film di una violenza inaudita o con scene che comunque sono difficilmente comprensibili per un bambino o ragazzino e questo film è stato davvero vietato per la scena dell’alce???

  5. Ma che tristezza!
    Proprio chris nel film si pente di aver fatto un cosi’ grave errore!
    Rimane il fatto che la scena non e’ stata tagliata e io ho imparato, che e’ inutile, anche se sto’ morendo di fame e sono alla frutta, uccidere un animale di grossa taglia solo per darlo in pasto alle mosche!
    Peccato per chi non ha potuto vedere il film.
    Si puo’ sempre leggere il libro, che da degli spunti ancora piu’ interessanti!
    Cia’

  6. Si infatti nel film Chris si rammarica per avere ucciso l’alce e non essere stato in grado di mangiarlo!!!
    Roba da matti!
    Comunque, a parte il comunicato dell’Enpa che tenderebbe a confermare il commento di Luigi, mi chiedo se ci sia modo di sapere con certezza e ufficialmente quale sia stato il motivo della non visione per i minori di 14 anni. Se questo è il motivo, rimango di sasso.
    E io che mi facevo pure dei viaggi su eventuali possibilità per gli adolescenti di rimanere impressionati in senso bislacco dal film…
    Mah…

  7. Io a Stoccolma ho mangiato alce, ad un baracchino tipo piadinaro, costa molto ma non è male.

  8. comunque la locandina del film che c’è in san romano vicino al apollo non riporta nessun divieto per i minori a differenza di un altro film a fianco che invece ha una bella scrittona V.M 14.
    Per carità la discussione è interessante ma siete almeno sicuri che il film sia vietato?
    Riguardo agli animalisti non so cosa dire.. li vorrei semplicemente appesi per i genitali mentre ozzy osbourne gli mangia un coniglio vivo davanti agli occhi..
    Da quello che ho letto mentre mi documentavo sul film.. se chris avesse fatto come fanno i cacciatori dell’Alaska ovvero tagliare la carne a strisce sottili e lasciarla essiccare all’aria e al sole sarebbe riuscito a mangiarsi ottima carne di alce e non avrebbe avuto nulla di cui pentirsi ma anzi avrebbe solo goduto della sua conquista, il suo unico errore è stato cercare di affumicarla che è una tecnica totalmente inadatta al luogo.

  9. Quando siamo andati a vederlo all’apollo c’era scritto che era vietato. Comunque non credo che il motivo sia la scena dell’alce perché non ho trovato assolutamente nulla in google, e poi nel sito dell’ENPA oltre alla comunicazione che ho trovato io avrei dovuto trovarne anche un’altra riguardante il divieto se avessero vinto questa battaglia.
    Più probabilmente il motivo è la paura che il film potesse influenzare i ragazzini a partire per una fuga avventurosa. In ogni caso un motivo ridicolo…

  10. il film non doveva essere vietato ma la scena dell’alce non doveva essere girata
    che senso ha uccidere un animale solo per spettacolo?
    è una vergogna,

    CHI NON RISPETTA LA VITA NON LA MERITA

  11. Vegachrist, ti ricordo che non è stato ucciso nessun animale durante le scene del film e nella storia l’animale non è stato “ucciso per spettacolo” ma per la sopravvivenza. T’invito fortemente a vedere il film (sembra che tu non l’abbia fatto) perchè merita davvero. Comunque……Viva la Bistecca!!!!

  12. Volevo anche aggiungere che l’insegnamento che ne ho tratto è che “l’animale-uomo” da solo non ha molte speranze per sopravvivere in ambienti ostili. In natura, infatti, l’uomo si è sempre aggregato in tribù o piccole comunità, che diventano nomadi, a seconda degli ambienti più difficili e con forti differenze dovute alle stagionalità. Pensiamo agli indiani “amerindi” che originariamente abitavano le zone girate del film. (e viva la bistecca all’alce!)

  13. Propongo una cena al giapponese per il Beno e VEGANARCHIST.
    Chi era presente capirà….

  14. Io so che mangiando meno carne starei meglio, lo so, so anche che se non ne mangiassi proprio più eviterei in futuro problemi di salute e cazzi vari, solo che sono debole, il mangiare carne ormai è radicato in me non solo a livello di dieta, ma anche e sopratutto a livello psicologico, lo associo a troppe cose belle. Rispetto che riesce ad uscire da questa dipendenza, spero solo che non si esca da una per entrare in un altra.

  15. assolutamente d’accordo per la cena giapponese con tavola rotonda su INTo THE WILD..

  16. Ok ci sto… spero solo sia una bella figa…..

  17. l’uomo da solo vive a stento, caccia quel poco solo grazie ad attrezzi
    il che lo mette al livello piu basso dei predatori (per essere sincero lo escluderei del tutto dai predatori) poi il film io l’ho visto e ho letto anche il libro
    approvo tante cose, ma ricordatevi che chris o meglio alex supertramp è anche poco coerente visto che amava e emulava in tutto e per tutto Thoreau filosofo anarchico che diceva: >
    fatto stà, ripeto che il film mi è piaciuto e anche tanto (ho perfino il DVD originale, strana cosa oggigiorno) ma quella scena si poteva risparmiare o arrangiarla in modo migliore.
    In quel periodo usci anche “Non è un paese per vecchi” e all’inzio quando il protagonista caccia, gli animali sono fatti al computer.
    Cmq ho sempre un minimo dubbio sulla veridicità della scena, tenedo conto che eddie vedder, (cantante dei pearl jam) fautore dell’ottima colonna sonora ed ha elogiato al massimo il film è un noto vegetariano.
    Per ultimo alex ha peccato di ingeniutà e secondo molti non è morto per avvelenamento (le notizie del suo libro botanico sono pura invenzione) , ma per semplice denutrizione o per una ferita non curata (cosa completamente tralasciata nel film)

  18. il mio commento sopra è venuto solo metà, è stato censurato?

  19. Grazie Vega, la tua spiegazione mi convince….. stranamente! Comunque una bella cenetta a base di “Tartare” di puro bovino te la sei meritata… offre Beccati…. e se sei una ragazza (carina) ci possiamo andare anche solo noi due… che dici??? Sono un ragazo inteligente sahi ?

  20. Interessante intervento del nostro anarchico, che però purtroppo dimentica la citazione del filofo Thoreau.
    Per chi volesse informarsi http://it.wikipedia.org/wiki/Henry_David_Thoreau è molto interessante ed inerente alle tematiche del film.

  21. Ciao Vegananarchist,
    il commento non è stato censurato. Tendenzialmente sul blog si cerca di non censurare nulla.
    Piuttosto deve essere stato l’inserimento nella tua citazione di qualche carattere che al momento dell’inserimento del post è stato ripulito dal sistema per motivi di sicurezza.
    Inserisci pure se vuoi ancora la citazione magari inserendola tra virgolette “.
    Mi spiace dell’inconveniente.
    Bek

  22. un paio di cose…

    1- chi te l’ha detto che “è stato ucciso un animale per fare il film” ??
    probabilmente si tratta di un animale destinato alla macellazione che comunque non avrebbe fatto una gran bella fine per usare un eufemismo… Potrebbe addirittura non trattarsi di un animale vero ma di un animale finto riempito di vere frattaglie.. anche se devo dire che era piuttosto realistico

    2- la tua concezione che “siccome l’uomo deve usare attrezzi per cacciare allora è al livello più basso dei predatori” è una enorme caxxata (sempre per usare eufemismi).
    La possibilità di costruire attrezzi con i quali uccidere animali molto più forti di lui e la conseguente evoluzione tecnologica sono esattamente ciò che ha posto l’essere umano in cima alla catena alimentare essendo in grado di uccidere (e quindi predare) qualsiasi animale.
    Se questo che tu dici “l’uomo da solo vive a stento, caccia quel poco solo grazie ad attrezzi” fosse vero l’uomo si sarebbe estinto… invece guarda un pò.. è l’animale con più intelligenza e potenzialità di qualsiasi altro..

  23. In Wikipedia c’è scritto “Alcune polemiche sono nate a causa della scena dello scuoiamento di un alce, il tutto ripreso in primo piano. Paolo Spicacci, rappresentante dell’Enpa nella commissione di revisione cinematografica del Ministero dei Beni Culturali, ha chiesto il taglio della scena, che a sua detta disturba la sensibilità di chi ama gli animali e lede la dignità degli animali stessi. Inizialmente la produzione ha tenuto a sottolineare che l’animale in questione non è stato ucciso espressamente per realizzare la scena, ma che è stato vittima di un incidente stradale, (come dichiarato anche negli extra dell’edizione DVD) in seguito alle polemiche l’American Humaine Association ha certificato che l’animale in realtà non è vero. Per il momento non è stato possibile dimostrare se l’animale in questione sia vero o finto.”
    Quindi in realtà non si sa né se l’animale fosse vero né se sia eventualmente stato ucciso al solo scopo di fare il film. In più non sappiamo ancora se il divieto sia dovuto a questo… mah…

    In ogni caso l’importante, secondo me, è che non si perda o si sminuisca la bellezza e il significato di questo film per una scena che dura pochi minuti!!

    PS: W il giapponese!!!

  24. VEGANARCHIST sei ufficialmente invitato in garage, l prossima volta che passi per Ferrara postalo che ti do le coordinate, prometto grandi discussioni e serata vegana in tuo onore. E non scherzo mica, le idee diverse sono una bella cosa a priori per me

  25. Secondo me l’alce era il Bek travestito…..

  26. Perché scannarci in garage quando possiamo dare spettacolo in un locale pubblico come siamo soliti fare, creando disagio e non solo nei tavoli che ci circondano? A parte gli scherzi il garage raccoglie e accoglie le idee di tutti.

  27. Concordo….. una bella grigliata…. di verdure farebbe felice il mio intestino. E magari potremo anche rivedere il film insieme.

  28. passare da ferrara, sto un po lontano io
    (isola d’elba) e poi in questo periodo faccio il bagnino…e lavoro particamente sempre.

    :P

  29. Allora. Già è un “Bagnino” quindi non è donna, quindi se lo becca Beccati a cena. E poi, caro il nostro amico Veganarchist, sappi che l’attività del Garage in estate s’interrompe, in quanto farebbe troppo caldo. Invece in autunno potresti passare di qua. Pensiamo noi a trovarti l’hotel per una notte…. dico sul serio. Facci sapere!


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