Fiocco rosa in casa IlPentauro: BENVENUTA ANNA

INTO THE WILD

17 02 2008

INTO THE WILD

Il tema del viaggio è il centro di questo film, viaggio che ha come obiettivo la scoperta di se stessi e della verità. Il protagonista, Christopher McCandless, parte per isolarsi dalla sua famiglia da cui si distacca in modo traumatico non dando più nessuna notizia di sé. Affronta un viaggio in cui incontra una serie di persone con storie diverse tra loro, l’amicizia con questi personaggi è sempre intensa e Christopher lascia dietro di sé, in tutti coloro che conosce, tanti insegnamenti e messaggi profondi che influenzano la loro vita, ma anche dolore per la perdita di un amico. Chris, infatti, riparte sempre, ricomincia sempre da capo, senza nulla oltre al necessario, dando inizio a nuove scoperte e nuovi incontri. Dopo aver lasciato la famiglia, dopo aver lasciato tante persone lungo il suo percorso, lascia tutto e tutti e inizia la sua vita lontano dalla società e da ogni bisogno superfluo, nelle terre selvagge dell’Alaska.
La storia di Christopher è vera. Chris era un ragazzo benestante che ha scelto di staccarsi da tutto, di vivere delle sole cose necessarie, di fare dell’avventura e del cambiamento il solo scopo della sua vita.
Quello che colpisce della vita di Christopher è la volontà di staccarsi da bisogni superflui, che non sono solo il cellulare o abiti firmati, ma anche il bisogno di stabilità, il bisogno di legarsi agli altri, di un buon lavoro, di una buona posizione sociale, di soldi, di minime comodità. E’ facile forse guardare questo film e dire “è vero il consumismo ci rende schiavi di cose superflue”, ma non è solo questo, quello da cui si è staccato Christopher nella sua vità è la schiavitù di volere e cercare incessantemente quello che non si ha, quello che la società ci impone ansiosamente di ottenere.La libertà è godere (e non accontentarsi) di quello che possiamo vivere, di quello che ci è strettamente necessario. Ma come scoprirà Chris la vera felicità è quella condivisa. E tra quello che ci è strettamente necessario, c’è anche l’amore e il piacere di trasmetterlo agli altri. Alla fine, dopo aver abbandonato tutti, scopre che l’unica cosa che ha vero significato è la condivisione della felicità con le persone più care.

Una persona in particolare si affezionò molto a Chris, fu un vecchio che viveva, come tanti anziani, di abitudini, di rimpianti e di ricordi.Quando Chris lo lasciò per continuare il suo cammino Ron (questo è il nome dell’anziano signore) cambiò tutta la sua vita, vendette tutti i suoi beni e comprò un camper mettendosi a viaggiare e a fare di ogni giorno un occasione per una nuova esperienza, così come il suo amico gli aveva insegnato. Ecco una lettera che Chris gli scrisse:

“Ron, apprezzo sinceramente l’aiuto che mi hai dato e i momenti che abbiamo trascorso insieme. Spero che la nostra separazione non ti abbia depresso troppo. Potrebbe passare molto tempo prima di rivederci ma, ammesso che io superi l’affare Alaska tutto d’un pezzo, riceverai di sicuro mie notizie. Vorrei ripeterti solo il consiglio che già ti diedi in passato, ovvero che secondo me dovresti apportare un radicale cambiamento al tuo stile di vita, cominciando con coraggio a fare cose che mai avresti pensato di fare o che mai hai osato.

C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo , dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà, non esiste niente di più devastante che un futuro certo.
Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura.
La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in continuo cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso.

Spero davvero, Ron, che non appena ti sarà possibile, lascerai Salton City, attaccherai una roulotte al camion e comincerai a goderti il grande lavoro che il Signore ha compiuto nell’ovest americano,
vedrai cose, conoscerai gente, e ti insegneranno molto. Dovrai farlo in regime d’economia, niente motel, preparati da mangiare da solo e, come regola generale, spendi il meno possibile, perché così ti ritroverai ad apprezzare immensamente ogni cosa.
Spero che la prossima volta che ti vedrò sarai un uomo con una sfilza di nuove esperienze e avventure alle spalle.
Non esitare o indugiare in scuse.
Prendi e vai, Sarai felice di averlo fatto.
Riguardati.”


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9 repliche a “INTO THE WILD”

19 02 2008
Fazio (12:38:27) :

Questo film l’ hanno proibito ai minori di 14 anni, francamente penso invece che, proprio a ragazzi di quell’età, dovrebbe essere reso obbligatorio.
Lungo il percorso di vita di un’adolescente capita sempre che ci sia un momento in cui, per un motivo o per l’altro, si sente l’esigenza di sfuggire al conformismo e alla “società” per rifugiarsi nell’esperienza di una vita vissuta e fatta di piccole cose.
Chi di noi non ha mai pensato di andarsene di casa e fare un pellegrinaggio interiore alla ricerca dell’assoluto significato dell’essere.
A differenza di altre storie dello stesso genere, pero’, questa ha un finale molto poco scontato e che ti lascia pensare che non basta avere il coraggio, la forza e le conoscenza per affrontare “il selvaggio” o qualsiasi altra sfida con/contro se stessi.
“Happiness only real when shared” appunta Chris su un libro e proprio questa frase sembra essere il suo epitaffio.
Sfuggiamo la realta’ per essere felici in mezzo alla natura incontaminata ma senza nessuno con cui condividere tale bellezza rimaniamo soli e incompresi!

19 02 2008
bek (23:11:44) :

Sul divieto anche io mi sono interrogato. Non riesco a darmi risposta se sia giusto oppure no.
Credo sia stato messo perchè comunque le decisioni prese da Chris sono decisioni che vanno al di là della fase adolescenziale, sono pensieri radicali di un adulto (seppure giovane) che ha sperimentato consapevolmente il mondo che gli sta attorno.
Provando a mettermi nell’ottica della censura forse han pensato che un adolescente avrebbe potuto interpretare solo in parte certe riflessioni, o captare solo il lato avventuristico e “fico” del viaggio di Chris… Detto ciò, il film mostra che non è tutto rose e viole, e credo che un adolescente possa essere benissimo in grado di capirlo.
Credo che proprio nella assoluta solitudine dentro la natura, nel distacco dalla società, Chris abbia potuto giungere ad una conclusione tanto (apparentemente) semplice quanto intimamente consapevole che la felicità sia tale solo se condivisa. E’un percorso, quello di Chris, di svestizione da una parte, e di riflessioni impugnate, afferrate, possedute dall’altra. E’un percorso a togliere fino all’essenziale. Dopo quelle conclusioni poteva quindi tornare (e ci ha provato), ma chissà se nella società poi, esattamente come spesso accade a noi, sarebbe poi ancora stato convinto di quel pensiero così bello e vero. Forse si.

2 03 2008
Luigi De Giorgio (23:21:00) :

Scusate il ritardo. Da fonte certa so che il divieto è stato richiesto dal rappresentante degli animalisti in commissione di revisione, per la scena dell’alce… Passa di tutto, violenze, volgarità e bestemmie… ma guai a toccare gli animali!

3 03 2008
Martin (00:06:41) :

Ciao Luigi! Ma è incredibile!!! Ho cercato in google ma non ho trovato nulla sul fatto che il divieto ai minori di 14 sia dovuto alla scena dell’alce. Fammi sapere se c’è qualche link a questa notizia sono molto curiosa!

Io ho trovato questo comunicato stampa dell’ENPA

Cinema, esce oggi il film di Sean Penn. Enpa lo sconsiglia:
c’è una drammatica scena con un alce scuoiato

COMUNICATO STAMPA

Ancora un film che viola pesantemente la dignità degli animali. Enpa ha chiesto il taglio della scena. La Protezione animali formalizzerà a Ministero e produttori la proposta che prevede la presenza di animalisti sul set dei film italiani

ROMA, 25 gennaio 2008 - Esce oggi nelle sale cinematografiche italiane un film di Sean Penn dal titolo “Into the wild”. Questa pellicola ha una scena di una crudezza e di una violenza terribili. Si tratta dello scuoiamento di un alce ripresa in primo piano. Il rappresentante dell’ENPA nella Commissione di revisione cinematografica del Ministero dei Beni CUlturali, Paolo Spicacci, ha immediatamente richiesto il taglio della scena poiché - per quanto l’animale non sia vero,come da certificazione dell’American Humaine Association - è estremamente realistica. Pur essendoci stata la disponibilità della casa di distribuzione italiana l’ultima parola spetta al regista Penn che sta facendo di tutto per non essere rintracciato.

Paolo Spicacci,a nome dell’Enpa, ha chiesto un incontro con il Ministro al fine non solo di segnalare questa situazione grave ma anche per trovare una soluzione definitiva che possa salvaguardare al meglio il benessere e anche la dignità degli animali. Enpa propone infatti una soluzione di tipo americano: la presenza, cioè, sul set di qualificati rappresentanti animalisti in grado di tutelare gli animali utilizzati nei film. Questa proposta, oltre ad essere sottoposta allì’attenzione del Ministero per i Beni Culturali, sarà presto formalizzata da Enpa ai produttori italiani.

E’ vergognoso che scene come quella presente nel film di Sean Penn non debbano essere sanzionate anzi vengono date in pasto anche ai minori.

Enpa sconsiglia comunque a chiunque ami gli animali di vedere il film.

ENPA – ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI

http://www.evana.org/index.php?id=30020&lang=en&PHPSESSID=fa3a84e73548fb8dbe5258b47d483404

Se il motivo è questo io rimango veramente ALLIBITA!!! Ci sono film di una violenza inaudita o con scene che comunque sono difficilmente comprensibili per un bambino o ragazzino e questo film è stato davvero vietato per la scena dell’alce???

3 03 2008
Fazio (12:27:02) :

Ma che tristezza!
Proprio chris nel film si pente di aver fatto un cosi’ grave errore!
Rimane il fatto che la scena non e’ stata tagliata e io ho imparato, che e’ inutile, anche se sto’ morendo di fame e sono alla frutta, uccidere un animale di grossa taglia solo per darlo in pasto alle mosche!
Peccato per chi non ha potuto vedere il film.
Si puo’ sempre leggere il libro, che da degli spunti ancora piu’ interessanti!
Cia’

3 03 2008
bek (20:54:21) :

Si infatti nel film Chris si rammarica per avere ucciso l’alce e non essere stato in grado di mangiarlo!!!
Roba da matti!
Comunque, a parte il comunicato dell’Enpa che tenderebbe a confermare il commento di Luigi, mi chiedo se ci sia modo di sapere con certezza e ufficialmente quale sia stato il motivo della non visione per i minori di 14 anni. Se questo è il motivo, rimango di sasso.
E io che mi facevo pure dei viaggi su eventuali possibilità per gli adolescenti di rimanere impressionati in senso bislacco dal film…
Mah…

4 03 2008
Marivo (12:31:47) :

Io a Stoccolma ho mangiato alce, ad un baracchino tipo piadinaro, costa molto ma non è male.

4 03 2008
Henriquez (el duderino) (18:26:38) :

comunque la locandina del film che c’è in san romano vicino al apollo non riporta nessun divieto per i minori a differenza di un altro film a fianco che invece ha una bella scrittona V.M 14.
Per carità la discussione è interessante ma siete almeno sicuri che il film sia vietato?
Riguardo agli animalisti non so cosa dire.. li vorrei semplicemente appesi per i genitali mentre ozzy osbourne gli mangia un coniglio vivo davanti agli occhi..
Da quello che ho letto mentre mi documentavo sul film.. se chris avesse fatto come fanno i cacciatori dell’Alaska ovvero tagliare la carne a strisce sottili e lasciarla essiccare all’aria e al sole sarebbe riuscito a mangiarsi ottima carne di alce e non avrebbe avuto nulla di cui pentirsi ma anzi avrebbe solo goduto della sua conquista, il suo unico errore è stato cercare di affumicarla che è una tecnica totalmente inadatta al luogo.

5 03 2008
Martin (18:23:38) :

Quando siamo andati a vederlo all’apollo c’era scritto che era vietato. Comunque non credo che il motivo sia la scena dell’alce perché non ho trovato assolutamente nulla in google, e poi nel sito dell’ENPA oltre alla comunicazione che ho trovato io avrei dovuto trovarne anche un’altra riguardante il divieto se avessero vinto questa battaglia.
Più probabilmente il motivo è la paura che il film potesse influenzare i ragazzini a partire per una fuga avventurosa. In ogni caso un motivo ridicolo…

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